Quintiliano scriveva “Satura tota nostra est” ponendo un distinguo con le silli e le diatribe dei Greci. Satira deriva etimologicamente dal latino “satura” femminile dell’ aggettivo “satur” dal significato “pieno, sazio” estensione della “Lanx satura” intesa come piatto di primizie offerto alle divinità a cui si accosta il termine etrusco “satir” inteso come parola, discorso. In Lucilio confluisce tutta la tradizione greca accomunando alla figura di Ennio come precursore della satira romana. Molti i protagonisti della satira dell’Urbe come Seneca nel suo “Apokolokyntosis” per non scrivere di Petronio Arbiter con “Satyricon”. Disciplina letteraria vocata a colpire con profonda ironia e scherno con contorni di aggettivi ispirati al ridicolo gli stili di vita di ogni epoca ha come principali obiettivi il vivere quotidiano e la politica, quindi il potere. Piena di allegoria nel periodi medievale e rinascimentale sberleffa l’essere umano con sembianze animalesche, con Ariosto, Lasca, Aretino come tra i tanti protagonisti. Per non dimenticare nel seicento Cervantes con il suo Don Chisciotte o successivamente le favole di de La Fontaine. È necessario citare anche le opere di de Montesquieu, il nostro Alfieri, Volteire o Diderot. Inizia a scemare nell’ ottocento e novecento dove emergono tra i pochi Byron o Hugo.Un salto lo vediamo in Inghilterra con l’ umorismo di G.B.Show. Scrivendo di satira all’italiana un posto a se’ è riservato alla Commedia dell’ Arte tra il XVI e XIII secolo con le maschere di Goldoni. E non si può non citare la satira “romanesca” di Pasquino con le sue “pasquinate” che irreti’ papi e cardinali tra il ‘500 ed il ‘600. Ai giorni nostri la satira non è più uno sport praticato. Memoria della Prima Repubblica si può citare il Bagaglino con i suoi spettacoli irriverenti di bellissime ballerine con i personaggi politici dell’epoca ridotti a barzellette, per concludere con gli intelligenti libri “Visti da vicino” di un certo Giulio Andreotti. Ma in fondo cosa è la satira, scrivendo di quella promossa in modo arguto e non volgare e semplicemente offensivo? Una risposta potrebbe essere una sana opposizione alla stupidità umana nelle sue varie declinazioni comportamentali, il dileggio della viltà, della codardia, del tradimento di persone e popoli. La satira pone alla berlina vizi, atteggiamenti, sberleffa ricchi e poveri, potenti ed analfabeti. Forse l’ ultima forma di democrazia rimasta. Per ciò che concerne chi scrive, si riconosce il copyright di considerare “corna, calcio e ferie” come capisaldi del vivere italico di oggi, dove furoreggiano gallonati incapaci, conferenzieri e convegnisti del nulla, professionisti e dirigenti dell’ inutile. Eppure la realtà supera sempre la fantasia perché, ad esempio, solo noi abbiamo avuto un ministro degli esteri che alla voce “geografia” si intendeva un negozio ortofrutticolo di via Arenaccia a Napoli.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.