di Sergio Restelli
La situazione del conflitto riflette la complessità e la tensione attuale tra Ucraina e Russia poiché da un lato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta lavorando su un “piano per la vittoria”, che prevede un dialogo con la Russia come parte del percorso verso una possibile sua risoluzione mentre dall’altra chiede il supporto armato dai suoi alleati occidentali, in particolare dagli Stati Uniti. Zelensky, infatti, punta a ottenere armi a lungo raggio e altre risorse militari per aumentare la capacità difensiva dell’Ucraina e per poter colpire obiettivi militari Russi, in particolare con i missili americani Atacms e gli Storm Shadow anglofrancesi.
Dall’altro lato, la Russia, attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, non esclude del tutto una soluzione diplomatica. Zakharova ha infatti dichiarato che la Russia è disposta a discutere proposte “serie” che tengano conto delle “realtà geopolitiche emergenti” e della situazione attuale sul campo. Questa apertura è collegata all’iniziativa presentata da Vladimir Putin il 14 giugno, sebbene i dettagli di questa proposta non siano stati esplicitamente riportati nel testo. Tuttavia nonostante questa apparente disponibilità al dialogo da parte della Russia, Mosca ha già anticipato una risposta negativa all’invito dell’Ucraina a sedersi al tavolo delle trattative, segnalando così una profonda divergenza nelle posizioni delle due paesi.
Il contesto suggerisce, che mentre l’Ucraina cerca di ottenere un vantaggio diplomatico e militare con l’aiuto degli alleati occidentali, la Russia cerca di mantenere una linea dura, pur lasciando spazio per negoziati che riflettano i suoi interessi strategici e territoriali. L’atteggiamento della Russia, come espresso da Maria Zakharova, evidenzia una strategia volta a mantenere aperta la possibilità di dialogo solo alle condizioni, che favoriscano i suoi interessi, considerando le “realtà geopolitiche emergenti”. Ciò può riferirsi alla situazione attuale sul terreno, con la Russia che probabilmente intende consolidare i suoi guadagni territoriali, soprattutto nelle regioni dell’Ucraina orientale e meridionale occupate.
Questo fa pensare che Mosca potrebbe essere disposta a discutere solo se le proposte diplomatiche riconoscessero questi cambiamenti territoriali e strategici come fatti compiuti. Dall’altro lato, Zelensky sembra puntare su un approccio multilaterale che coinvolga i suoi principali alleati occidentali, in particolare gli Stati Uniti, che continuano a giocare un ruolo cruciale nel sostenere l’Ucraina, sia militarmente che diplomaticamente.
La menzione di incontri, con Joe Biden e altre figure politiche di rilievo degli Stati Uniti, indica quanto sia fondamentale per Kiev ottenere ulteriori garanzie e aiuti in un momento critico del conflitto e la insistenza per ottenere armi a lungo raggio come i missili Atacms e Storm Shadow è indicativa della strategia ucraina per aumentare la propria capacità offensiva e difensiva per fare pressione sulla Russia sia sul campo di battaglia che al tavolo delle trattative. Mosca, tuttavia, sembra essere consapevole di queste richieste e, secondo alcune analisi, avrebbe già spostato truppe e mezzi militari in aree fuori dalla portata di queste armi a lungo raggio, segnalando una strategia di adattamento alle nuove minacce che Kiev potrebbe presentare con l’aiuto occidentale.
In sintesi, mentre l’Ucraina tenta di mobilitare il supporto internazionale per forzare una risoluzione favorevole al conflitto, la Russia mantiene una posizione rigida, aperta solo a proposte diplomatiche che rispettino le sue conquiste territoriali e la sua influenza geopolitica. Questo stallo suggerisce che, almeno per il momento, una soluzione diplomatica sembra lontana, con entrambe le parti che puntano ancora su mosse strategiche sul campo di battaglia per migliorare la loro posizione nei futuri negoziati.




