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Referendum, la buttano in caciara

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Referendum giustizia in Italia

Il 22 e 23 marzo andiamo a votare

La buttano in caciara, vogliono la rissa.

Le persone minimamente informate su cosa andremo a votare il 22 – 23 marzo sono in larga maggioranza favorevoli al Sì.

Se il confronto referendario fosse, come dovrebbe essere in un paese civile, un dibattito pacato, indipendente dalle appartenenze politiche sul merito della riforma la vittoria delSì sarebbe scontata; non a caso meno di un mese fa il vantaggio dei Sì sui No era, secondo tutti i sondaggi, abissale.

I sostenitori del No allora hanno fatto l’unica cosa che può dar loro qualche possibilità di vittoria: politicizzare al massimo il confronto, trasformarlo in un referendum pro o contro Giorgia Meloni. Chi se ne frega della divisione delle carriere fra giudici e PM l’importante è colpire il governo.

Ma questo non bastava, poteva anzi rivelarsi controproducente.

Non è troppo convincente dire che una certa legge è brutta solo perché la Meloni la sostiene. Così alla politicizzazione si è aggiunto l’insulto, il tentativo di trasformare in rissa quello che dovrebbe essere un civile confronto.

I mafiosi, gli imputati e gli indagati votano Sì, chi vota No è, invece, di certo una persona onesta. Chi indaga vota No, chi è indagato vota Sì; basta dare un’occhiata in rete per imbattersi di continuo in “argomenti” (si fa per dire) di questo tipo.

Evitiamo di commentare il fatto che nella testa dei forcaioli indagato o imputato equivale a colpevole. Sarebbe facile rispondere ai loro strilli dicendo che probabilmente vota Sì chi è ingiustamente indagato o imputato per la sua appartenenza politica, mentre probabilmente vota No chi, altrettanto ingiustamente, NON è indagato o imputato, sempre per la sua appartenenza politica.

La signora Ilaria Salis, accusata di aver ridotto in fin di vita un giovane in Ungheria non è imputata grazie alla tanto detestata (dai forcaioli) immunità parlamentare. Non credo che lei voterà Sì alla riforma.

Personalmente non mi piace usare certi argomenti, non amo le risse di nessun tipo. Purtroppo però siamo a questo punto. C’è un solo modo per rispondere a chi vuole la rissa: ANDARE A VOTARE, senza rispondere agli insulti, alle provocazioni.

I sostenitori del No cercano con la rissa di recuperare i voti di tante persone di sinistra che guardano al merito della riforma e sono disposte a votare SI. Non so se ci riusciranno, né in che misura ci riusciranno. Il loro tentativo però è destinato a fallire se gli elettori e le elettrici del centro destra NON diserteranno le urne.

BISOGNA ANDARE A VOTARE, per non far vincere chi vuole la rissa.
Giovanna Elena Maddalena Binetti

Giusto. Andare e votare Sì.

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