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Se usano violenza non sono più studenti, ma delinquenti 

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La sinistra smetta di giustificare l’ingiustificabile

A Torino uccidere un fascista non è reato.

Mi ricorda il “con le budella dell’ultimo prete – impiccheremo l’ultimo Re”, canto fintamente goliardico emiliano dell’Ottocento, ma con propositi incendiari e forcaioli da prendersi assolutamente sul serio.

All’avvio delle Brigate Rosse ritornò questo slogan sostituendo al “Re” la parola “fascista” e affiancandola con lo “slogan” udito a Torino e che ho citato.

Non ho letto – e spero solo per disattenzione – una sola parola dell’attuale opposizione sugli scontri avvenuti in alcune città d’Italia.

La richiesta di Meloni di una esplicita condanna delle violenze è stata ignorata, a conferma dei miei peggiori timori sull’uso strumentale delle piazze in questo periodo.

Condannare la violenza. Null’altro. A maggior ragione perché queste sono manifestazioni di studenti. Errori e omissioni dovuti a strumentalità valgono il doppio.

Quando sottovalutano le reazioni di chi subisce danni e violenze, ignorano i diritti delle persone che lavorano nelle forze dell’ordine, creano una doppia negatività: perché rivolta a giovani.

Se, a mezza voce, si tenta di confondere manifestazioni con azioni criminali, rivendicazioni con scontro sociale, partecipanti con violenti, ci si avvicina ad un baratro nelle prospettive sociali.

Un ulteriore solco di confusione ricercata e praticata. Una confusione che non ha motivo di esistere, men che meno se “colorata”.

Studente è chi studia. Studente è chi esprime il suo dissenso verso politiche. Studente è chi manifesta il suo diritto a rivendicare. Studente è cittadino di domani che è orgoglioso del valore della libertà.

Quando mette la maschera e il cappuccio non è più studente: è un delinquente.

Quando partecipa a danneggiamenti e violenze, incappucciato o meno, non è più studente: è un violento delinquente.

Quando miscela i suoi slogan rivendicativi con tutt’altre pulsioni, che con la scuola e quello che la manifestazione rivendica non c’entrano nulla, non è più uno studente: è un imbecille.

Che va istruito su cosa significa società civile, diritto e dovere, contratto sociale, rispetto della comunità e dei suoi beni. A maggior ragione perché è “studente”. Deve apprendere. Ora: non “poi si vedrà”.

Questa silente opposizione è la stessa che chiede di essere alternativa di governo: cioè essere diversi da quello attuale, affermando valori che intende rivendicare. E questo sarebbe l’esempio?

Lo so di rischiare ancora una volta di apparire difensore di Meloni. Lo faccio senza alcuna difficoltà.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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