Se il PD e il resto dell’opposizione tenesse davvero ai lavoratori e se la sua politica fosse davvero incentrata sugli aspetti sociali del Paese, invece di raccontare bugie e di ricorrere al populismo su una materia sensibile e seria, farebbe meglio a lavorare per rimuovere, assieme a tutte le forze politiche e sociali disponibili, gli ostacoli allo sviluppo economico, e quindi all’aumento della forza lavoro in Italia.
L’Italia, povera di materie prime, ha i suoi punti di forza nella qualità (tecnologia, creazione, gusto) e nell’industria di trasformazione. Le criticità rilevate, però, sono tantissime, tra le più rilevanti: – il costo del lavoro, ad esempio, è appesantito da oneri e tasse, riducendo risorse salariali, e quindi anche margini da destinare a bisogni e consumi; – sempre il costo del lavoro, e l’eccessiva burocrazia, favorisce la delocalizzazione produttiva, sottraendo fatturati e mercati alla capacità imprenditoriale italiana e al made in Italy. – la giustizia italiana, lenta ed incerta, mette a rischio gli investimenti, disincentivandoli; – il marcato disallineamento tra immigrazione e lavoro regolare, a cui si unisce la mancanza di razionalità della distribuzione in base ai principi della domanda e dell’offerta; – la criminalità, il lavoro nero, l’evasione fiscale, le truffe.
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