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PSICOPATICI AL TIMONE DI UNA BARCA ALLA DERIVA

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Sul Nuovo Giornale Nazionale di ieri, Roberto Pecchioli ha introdotto, coraggiosamente e opportunamente, il tema del male e dell’opera di Satana nella storia dell’umanità. Tema affrontato da scrittori di varie epoche e che andrebbe davvero approfondito, per comprendere quanto di satanico, ossia di oppositivo, alberghi nell’essere umano e, se questa opposizione all’evoluzione sia solo insita nell’animo umano o frutto di elementi esterni, di forze indagate da mistici e religiosi e da grandi artisti.

Il mio piccolo contributo alla discussione si ferma entro la soglia della psicologia, ma sarebbe interessante se Roberto Pecchioli, o altri, approfondissero anche altri aspetti di una psicopatia che ha tratti effettivamente demoniaci.

Fatta questa premessa, vado all’enunciazione di quello che ritengo sia il male che corrode l’Occidente.

La barca dell’Occidente, governata da timonieri psicopatici, è da tempo alla deriva.

Chi la governa, da tempo, è affetto da schizofrenia paranoie, ossia da un disturbo mentale che colpisce la capacità di una persona di pensare, percepire e comportarsi in modo coerente con la realtà.

Esempio preclaro, utile al fine di non rimanere in affermazioni astratte? Le dichiarazioni di timonieri europei che raccomandano di mantenere l’integrità territoriale della Siria, senza avere il minimo rapporto con una realtà che di Siria ha solo il nome, mentre c’è una Siria a est in mano ai curdi, una Siria a nord controllata dalla Turchia, una Siria a sud sotto controllo di Israele.

Se volessimo parlare di Siria, dovremmo, ad esempio, discutere di Palmira, chiamata anche la Sposa del Deserto, che fu in tempi antichi una delle più importanti città della Siria, e per un certo periodo capitale dell’importante Regno di Palmira, un impero di breve durata governato dalla regina Zenobia in contrasto con l’impero romano nel III secolo d.C.

Non è di questo che parlano gli psicopatici affetti da schizofrenia paranoide, ma di tempi recenti.

Gli psicopatici non conoscono la storia, che si occupa della realtà, non sempre raccontando la verità dei fatti, ma non potendo nascondere quantomeno i dati essenziali, che ci dicono che la Siria moderna, come l’Arabia Saudita, come l’Iraq e altri territori è il risultato di una suddivisione territoriale artificiale, dovuta alle potenze vincitrici, dell’Impero Ottomano che, a dire il vero, sembra riprendersi la rivincita.

La spartizione dell’Impero ottomano fu pianificata in diversi accordi presi dalle potenze alleate.

L’insieme di territori e popoli che un tempo comprendeva l’Impero ottomano fu diviso in diversi nuovi Stati.

La divisione dell’Impero ottomano dopo la guerra portò alla dominazione del Medio Oriente da Gran Bretagna e Francia.

Siria uno carta

Geografia dell’accordo Sykes-Picot

Siria due carta

Mappa del Mandato francese della Siria e del Libano

Mandato britannico palestina

Mandato britannico della Palestina ed Emirato di Transgiordania

Si ritiene che la creazione a volte violenta di protettorati in Iraq e Palestina e la divisione proposta della Siria lungo linee comuni rientrassero in una parte della più ampia strategia di assicurare la tensione in Medio Oriente, rendendo così necessario il ruolo delle potenze coloniali occidentali (essenzialmente Gran Bretagna e Francia) come mediatori della pace e fornitori di armi.

Tale teoria sembra essere stata assunta dagli Stati Uniti in versione Dem (Clan Clinton- Obama-Pelosi), con il continuo tentativo di attivazioni di accordi con l’Iran che mantiene in vita il pericolo per Israele e gli Stati sunniti di avere una potenza nucleare sciita costituente una minaccia esiziale e attivante la necessità di un rapporto di sudditanza con gli USA.

Ora Israele (diciamo pure Bibi Netanyahu) ha rotto l’incantamento e ha sconvolto gli equilibri medio orientali, rendendo residuale la mediazione Dem Usa, ostativa ad uno sviluppo dell’area che veda il pieno riconoscimento di Israele da parte degli Stati sunniti.

Dalla fine della Siria di Assad esce a pezzi l’Iran e escono sconfitti i democratici USA e i loro corifei europei assertori di accordi con Teheran.

Gli psicopatici delle èlite blaterano di integrità territoriale, mentre dovrebbero, con migliore profitto, occuparsi dell’allevamento dei pony o della produzione di prosciutto di renna.

Il Medio Oriente è un insieme di Stati finti, con confini finti, governati da dinastie finte e da partiti finti, imposti dalle potenze coloniali uscite vincitrici dalla prima guerra mondiale, le quali ora hanno le pezze al culo, ma pensano di essere imperi.

I francesi cacciati dal Sahel a calci nel sedere. Gli inglesi che tentano di influenzare la NATO in barba agli USA, alzando la tensione con la Russia in compagnia degli Stati balcanici, i quali contano come il due di coppe quando si gioca a spade.

Donal Trump, con una battuta, li ha stesi: inglesi e corifei.

Il tema non è di aumentare gli investimenti in armi sul Pil. Il tema è che senza gli USA la NATO è composta da un insieme di nullità belliche vendute come potenze da psicopatici grotteschi sulla scena di una commedia senza senso.

L’Europa è ormai una barzelletta tragica, un nonsense storico, un insieme di cialtronaggini gridate da personaggi in cerca di autore.

Le potenze coloniali che sono uscite vincitrici dalla prima e dalla seconda guerra mondiale sono, come potenze, finite, ma la schizofrenia delle loro classi dirigenti le collocano in un delirio di onnipotenza da manuale psichiatrico.

Senza gli USA la NATO è un insieme di impotenze e Donald Trump lo ha ben presente.

Gli imperi sono finiti. La loro storia si è esaurita. La follia globalista è a pezzi. Il green è scolorito in un grigiore cimiteriale.

Pecchioli, da fine analista della realtà, scrive di un mondo in obitorio.  

Le élite globaliste e neo coloniali del tecno-capitalismo finanziario hanno perso ogni rapporto con la realtà.

Sullo sfondo si agitano i fantasmi del sempre presente nazismo, sintesi e attrazione delle idee elaborate dalla Fabian Society, grumo di potere elitario imperialista britannico travestito da socialismo riformista, di fatto affetto da manie eugenetiche, da logiche di darwinismo sociale, da politiche malthusiane.

La Fabian Society, che si presenta come laboratorio di un socialismo democratico, stimava Stalin e oggi, personaggi di formazione fabiana  sono i migliori amici della Cina comunista o, finanziatori, come George Soros, di tutte le derive che corrodono la civiltà occidentale.

Scrive Jung, a proposito del passato, che “imperi e culture, superato l’apice, inclinavano inevitabilmente verso la decadenza” e che il “processo culturale tipico di un’epoca si sviluppa con intensità maggiore nelle città”. [i]

E’ quanto è accaduto anche nella fase di declino dell’occidente che stiamo vivendo, dove la schizofrenia paranoica ha la sua massima concentrazione nelle élite dei centri urbani.

La schizofrenia, da schizo, dividere e phrenia, mente indica una malattia i cui sintomi colpiscono il pensiero, le emozioni e il comportamento.

Schizo, dividere, è di per sé diabolico, ossia divisivo.

Il termine “diavolo” deriva, infatti, dal latino tardo diabŏlus, traduzione fin dalla prima versione della Vulgata (fine IV – inizio V secolo d.C.) del termine greco Διάβολος, diábolos, (“dividere”, “colui che divide”); derivato dal greco -διαβάλλω, diabàllo, composizione di dia “attraverso” e bàllo ” getto, metto”, indi getto, caccio attraversotrafiggo.

La schizofrenia è, semanticamente, qualcosa di diabolico, in quanto getta qualcosa attraverso tra la mente e la realtà.

Le élite schizofreniche paranoiche sono, in questo senso, diaboliche.

Tuttavia, quando prendiamo in considerazione il vocabolo phren, dobbiamo estendere la nostra analisi all’insieme del quale phren è elemento in un essere umano vivente secondo natura.  

“L’io omerico – scrive in proposito Giulio Guidorizzi – è costituito da una serie di «organi parziali» del sentire e del pensare, la cui reciproca interazione costituisce la vita psichica nel suo complesso: si parla di un principio vitale (psiché), di uno volitivo ed emotivo (týmos), di un altro che fa nascere rappresentazioni chiare e ordinate (noos o phrén) e simili. Le manifestazioni psicologiche di una persona risultano dall’azione reciproca di queste diverse funzioni che di volta in volta plasmano i comportamenti soggettivi, determinando ciò che si potrebbe definire un «Io mobile»”. [ii]

Non è questo il luogo per diffonderci ulteriormente nel rapporto tra Io, anima e Sé e tantomeno per indagare gli aspetti psicologici sottostanti al declino dell’Occidente.

Quello che è chiaro ormai è che nella phren della élite che hanno governato l’Occidente negli ultimi tempi si è insediato un elemento divisivo,  schizo in senso psicologico o dia in senso diabolico, il quale ha fatto loro perdere di vista la realtà.

Alla schizofrenia paranoide si è poi associata quella parte di Male, di perfidia, di malvagità che si accompagna alla divisione della mente e che attiene al complesso phren, psiché, týmos, cosicché una mente schizzata e paranoide può avere un principio vitale depotenziato e un principio emotivo e volitivo totalmente scombinato.

Se si vuole salvare una civiltà millenaria è necessario sbarazzarci rapidamente delle élite schizofreniche paranoiche che ci hanno governato in questi ultimi tempi, così come ci siamo sbarazzati, nel secolo scorso, degli Hitler e degli Stalin.

 

[i] Carl Gustav Jiung, Realtà dell’anima, Bollati Boringhieri, pag.80

[ii] Giulio Guidorizzi, Il compagno dell’anima, Cortina

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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