
di Marco Sarli
Ho letto con interesse le considerazioni di Silvia Bonfini che, con molta accuratezza ricorda i prezzi di molti beni e servizi nel non preistorico 1985, prezzi non troppo lontani da quelli praticati nel 1999 quando, dopo una contrattazione molto serrata tra le cancellerie dei paesi candidati a far parte dell’euro fin dall’avvio della sua esistenza materiale tre anni anni più tardi.
Va sempre ricordato che l’Italia giunse a questo appuntamento storico con una serie di gravi handicap e nella diffidenza generale dovuta allo scenario politico che vedeva una polarizzazione estrema con il Centro Destra a guida Berlusconiana e il Centro Sinistra guidato dal professor Romano Prodi, un uomo a cui era riuscita una vera e propria “mission impossible” quella di riunire, sotto l’emblema dell’Ulivo,le molto litigiose forze politiche derivanti dalla tradizione della sinistra democristiana e dalla tradizione comunista.
Chiedo pazienza ai miei amici lettori ma è necessario un ulteriore salto indietro e cioè all’ultima svalutazione della lira che avvenne nel 1992, quando sotto l’attacco della speculazione internazionale la lira italiana e la sterlina britannica furono costrette a svalutare, perdendo la nostra valuta in un sol colpo il 20 per cento del suo valore, svalutazione che faceva seguito ad altre correzioni del cambio reclamate spesso a gran voce dalle imprese esportatrici nostrane (a questo proposito ho scritto un articolo su Minerva Bancaria dal titolo “Accordi di cambio e speculazione: spunti per un nuovo approccio”).
La vittoria travolgente del Centro Destra alle elezioni del ‘94 e la successiva caduta del governo per dissidi interni alla maggioranza portò al Governo Dini che “debole di costituzione” fu oggetto di un attacco speculativo senza precedenti e che, senza l’ombrello dello SME, portò la lira da 900 lire contro marco tedesco fino al livello di 1.500 lire.
Per la seconda volta in tre anni la Banca d’Italia fu costretta a intervenire e a ridurre drasticamente le riserve e solo grazie ad una forte rete di solidarietà tra le banche centrali la lira cominciò gradatamente a rafforzarsi raggiungendo livelli prossimi a mille per un Marco, un livello ancora troppo alto per avere nel 1999 un cambio che rispecchiasse appieno il valore “giusto” della nostra valuta nazionale alla vigilia della notte in cui si stabilirono le parità fisse e irrevocabili tra le valute candidate ad entrare sin da subito nella moneta unica europea. (fine prima parte)





