Di quanti immigrati abbiamo bisogno?
La domanda è semplice: perché le navi delle ONG portano gli immigrati nei porti italiani?
La risposta dell’AI pure è semplice: “Le navi delle ONG portano i migranti soccorsi nei porti italiani perché l’Italia si trova geograficamente al centro del Mediterraneo centrale e le sue autorità marittime coordinano i soccorsi, assegnando di volta in volta il “porto sicuro” (place of safety) di sbarco in base al diritto internazionale e nazionale”.
Quindi, non ci si può far nulla e con le regole attuali o li teniamo noi o li teniamo noi e gli altri stati che non vogliono condividerli ci devono dare un po’ di soldi.
Ma si tratta di risorse! No, si tratta di problemi. D’altra parte, sui migranti non c’è una corsa per accaparrarseli, ma per mandarli via.
Chi ne ha fatti entrare tanti si è amaramente pentito, la Svezia, perché la pia illusione dell’integrazione dura poco e basta che qualcuno tra i nuovi arrivati decida di arraffare un po’ di ricchezza in maniera illegale e la pace è finita.
Così la Svezia è diventata un Paese ad alto tasso di criminalità, ma un po’ dovunque l’immigrazione porta guai.
Non c’è niente da fare: chi è abituato alla lotta per la sopravvivenza tiene la testa bassa per poco, poi la alza e si accorge che le nostre società tollerano molto più di quanto si tollera fuori dai nostri confini.
Sono minoranze, certo, ma non tanto piccole e comunque bastano pochi lupi per fare paura alle pecore. Quindi, gli ingressi devono essere dosati in base alle capacità di accoglienza e di integrazione (mai assicurata per chi arriva da mondi lontanissimi dai nostri standard) e se le norme ci obbligano a fare qualcosa che ci danneggia dobbiamo cambiarle.
Per esempio, l’invasione di Ceuta. Se ci fosse stata sul continente ogni Paese di arrivo sarebbe stato obbligato a tenere tutti con la certezza che avrebbero provocato grossi problemi alla cittadinanza.
Finché le regole restano quelle saranno il nostro carcere. E basta con la storiella che sono risorse. Non abbiamo bisogno di spacciatori o di raccoglitori di pomodori a 2 euro l’ora che ci fanno restare nel sottosviluppo.
Le vere risorse sono quelli selezionati e formati nei Paesi di origine in base alle effettive necessità e sempre in piccoli numeri.
Certo, gli industriali vorrebbero centinaia di migliaia di ingressi l’anno mentre ci sono un paio di milioni di italiani che non studiano né lavorano e tanti se ne sono andati a fare i camerieri a Londra.
Facciamo in modo che restino qui, pagandoli di più e poi, tirate le somme, decidiamo di quanti immigrati abbiamo bisogno.





