
Se una sinistra opera per assassinare il proprio progetto politico di welfare e cogestione delle imprese produttive europee per fare un favore alla finanza globale e agevolare la verticalizzazione delle imprese monopoliste in ogni Paese non può avere la pretesa di prendersi applausi. O ancor peggio, se una sinistra si allea con scellerati “ottimati “ che operano per conto di interessi di monopolio, che intervengono per svuotare spazi di responsabilità e partecipazione e democrazia, sembra ad ogni persona di normale intelligenza una questione di poco conto ?
Eppure, ai più alti livelli istituzionali italiani, con un incredibile superficialità, la sinistra ha tramato con le massime istituzioni europee per mettere nella Costituzione italiana il pareggio di bilancio. Forse non sapeva cosa stesse facendo?
La sinistra ha ingessato industrialmente un Paese sul versante delle priorità di investimenti di sostegno, senza pensare ai terribili effetti che si sarebbero prodotti nel corso del tempo, compresa la subordinazione politica che avrebbe di fatto colpito il Paese in Europa, e non solo in Europa, ma nel sistema geopolitico più in generale .
La trasparenza sui numeri che oggi all’improvviso appaiono sul bilancio statale della Germania, dove è evidente l’esistenza di una doppia partita storica – una ufficiale e una molto più grande “fuori sacco “ – gioco forza induce in automatico a soffermarsi sul ruolo svolto nel passato da uno degli “ottimati “ italiani che per molto tempo ha governato la Bce .
Appare impossibile che un revisore dei conti ai più alti livelli non fosse a conoscenza di un simile schema che, nella sostanza, oltre che fare una differenza sul mercato attraverso la concorrenza poco leale, implica anche un segno di non trascurabile potere politico e finanziario .
Viene d’obbligo domandarsi anche secondo le categorie tradizionali: questa postura era di destra o di sinistra, o semplicemente, era un follia adatta ad un nuovo Pietro Micca alla rovescia ?
Poi ci sono i buoni d’animo quelli che rifiutano l’esame di realtà e continuano a giustificare – ad esempio chi nel passato ha militato nei socialisti di Craxi – , con la follia assurda che il paradiso politico abiti in una tale assurda sinistra e che se non la assecondi con una unità d’azione sarà negato il passaporto della felicità futura.
Questo è il punto più evidente di una nostalgia fatua nel suo spasmodico evolversi che, in attesa di sciogliersi nel nulla politico, opera per mantenersi alcuni spazi da cameriere garantiti da una stampa tenuta al guinzaglio da budget pubblicitari.
E’ la stessa sinistra si è prestata ad ammazzare politicamente l’esperimento della socialdemocrazia in Europa e che oggi declama a tutte le latitudini, di darsi la “priorità “ di come bisogna preoccuparsi degli effetti eventuali della presunta destra. E’ un nudo, che però procura vento foriero di tempeste e un gioco scoperto, che insegue giustificazioni assurde.
E’ lo scenario che serve analizzare freddamente perché è il punto centrale oggi dei giochi della politica in combutta con la finanza monopolista .
La scelta dei banchieri monopolisti di Davos, teorici della globalizzazione marcatamente nel solco nazista di cui una certa sinistra “fabiana”è consapevolmente complice, prona a lisciargli giornalmente il pelo, è un gioco accettabile ?
Lo possono fare Landini, Bombardieri o Bonomi, ma chi ha un minimo di testa proprio non può farlo.
Con le dinamiche che emergono -anche tra le mura del Vaticano – dove appare sempre più una certa confusione collaborativa tra i globalisti laici alla Casarini e i clericali paganti, per affermare una leadership sulla gestione della immigrazione clandestina a scopo politico- economico, c’è di che preoccuparsi in Italia e in Europa per gli effetti che a lungo termine sicuramente si riscontreranno.





