

La giornata dei funerali di Papa Francesco, con San Pietro, cuore pulsante del Vaticano, divenuto palcoscenico di un confessionale dove “la pace “ ha preso forma, ha visto “l’agonia “di un Europa che continua nella sua malattia rappresentata da una burocrazia “ottusa e dirigistica “e nel suo gioco di cooptazione. Gioco e malattia contrapposti ai principi di rappresentanza di istituzioni espressione diretta della volontà elettorale. Il tema è già stato sollevato dal vice presidente USA JD Vance nella conferenza di Monaco.
Una resistenza, quella della Ue, che di fatto l’ha ridotta ai margini della dinamica del dibattito attuale sui futuri equilibri mondiali della geopolitica grazie al gioco perverso di Ursula Von der Leyen di alimentare continuamente emergenze per far sopravvivere una pianificazione autoritaria di stampo sovietico.
Il teatro Vaticano dei funerali a Papa Bergoglio ha messo in trasparenza e in luce tutta la povertà politica di un’Europa, con la sua rappresentanza istituzionale in agonia completamente fuori dal tempo della geopolitica attuale, che ha girato a vuoto, prigioniera dei propri giochi congiunturali e palesemente priva di comprendere i nuovi orizzonti che giorno dopo giorno si vanno delineando.
Purtroppo questo avviene anche perché una sinistra trasformista, specialmente europea, ha scelto di suicidarsi politicamente, rinunciando ad una battaglia democratica come priorità per una vera costituzione federale d’Europa.
L’alternativa è stata quella di scegliere il gioco di farsi legittimare dal mondo della finanza, che ha imposto la logica della cooptazione nelle istituzioni Ue e la cultura di un’emergenza permanente come approccio per imporre la propria selvaggia regola per essere egemone.
Oggi anche alla socialdemocrazia europea serve, per questa avventatezza politica, un processo in profondità al limite di uno sconfinamento nel “mondo dell’autopsia “, perché il principio è quello di ricomporre le ragioni politiche di obbiettivi e dinamiche avventate che hanno travolto alla sua storia politica.
Questo ritengo sia un passaggio obbligato. Altro che sgomitare e leccare la pantofola al vincitore. Vedi il comportamento sostanzialmente scodinzolante nei confronti di Donald Trump. Tutto questo mentre si assiste all’agonia mortale degli ottimati.
Le logiche di permanenti cooptazioni praticate per trenta anni e più oggi impongono un vero consuntivo politico a livello istituzionale.
Attualmente siamo al dunque e dalle responsabilità non è consentito fuggire.
Il Wto ha fatto il resto ha segnato e istituzionalizzato la logica del dumping. I pagliacci cooptati nelle istituzioni che invocavano ad ogni piè sospinto la pretestuosa cultura dell’emergenza in una molteplicità di campi socialmente sensibili, ne sono stati la dimostrazione più infame e vigliacca.
L’uso improprio della presunta cultura della solidarietà, ha rappresentato una forma di volgarità che contraddiceva ogni progetto di vera speranza è implicitamente un momento di reale verifica su ruoli e competenze.
Porre al centro, appellandosi alla legge del mare, il gioco delle ong ha rappresentato una strategia avventata. Così come la cultura della guerra portata nel cuore d’Europa ha rappresentato la raffigurazione di sradicamento di quella che nel passato è stato il percorso della cultura del lavoro, attraverso una socialdemocrazia che da sempre aveva come orizzonte prospettico il progetto geopolitico “dall’Atlantico agli Urali” e la pace come obbiettivo ad esso collegato.
Un orizzonte quello “dall’Atlantico agli Urali” che può essere ripreso da nuovi protagonisti dal momento che in realtà gli Usa stanno facendo valere il loro peso dello storico sbarco in Normandia.
Quello che si sta delineando è un possibile progetto di pace dove la Russia è il controllore di materie prime e la fonte di prodotti energetici e gli Usa procedono con la costruzione e la gestione delle grandi infrastrutture e la commercializzazione dei prodotti energetici e delle materie prime. Affari e regole consensuali come base per un progetto di pace: fondamenta che possono garantire una pace realistica e duratura.
Rappresentano un laccio al collo per l’Europa? La risposta è sì!
D’altronde la proposta della Ue e stata un fallimento totale; pensava si potesse viaggiare con il nulla energetico che produceva il nulla produttivo: una ricetta di strategia economica e produttiva folle.
Chi è causa del suo male deve assumersi i costi drammatici di un fallimento.
Forse oggi è il caso di dirlo con una certa chiarezza che Trump, il quale ha colto questa sensibilità, rovescia la cultura woke, chiedendo anche in Europa leadership istituzionali ovunque legittimate dal consenso elettorale.
Il gioco di prestigio del procedere con la censura è un insulto al principio delle regole democratiche e al comune buon senso.
La burocrazia è imperante ed è l’intendenza che deve seguire la politica e le istituzioni espressione di elezioni democratiche, non viceversa .
Sognare una sinistra che non c’è e ha dimostrato al mondo che è solo puro trasformismo senza visione ne progetto è oggi solo aumentare la confusione .
Covid , Green Deal, guerre, dumping e woke danno frutti ed effetti impossibili da nascondere o rimuovere. I dati concreti sono ciò che un serio esame di realtà ci pone brutalmente davanti agli occhi .
Giustificazioni sono solo espressione di una miseria puerile. Per questo oggi la Ue è morta ….
Bisogna pertanto pensare in positivo ad una speranza di pace che porti in futuro a riprendere l’orizzonte del vecchio progetto europeo dall’Atlantico agli Urali .





