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PER L’ANM LA POLITICA E’ COME UN FIUME IN PIENA, LA MAGISTRATURA RAPPRESENTA I SUOI ARGINI

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L’agenzia ANSA rende note alcune affermazioni del segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati Rocco Gustavo Maruotti:
“Questa riforma non contribuirà in alcun modo all’efficienza della giustizia. I processi non si accorceranno di un giorno. Le sentenze non potranno essere più giuste in virtù di una riforma che in realtà si limita a cercare di redistribuire diversamente i poteri dello Stato, a porre le condizioni per un controllo da parte dell’esecutivo sull’esercizio dell’azione penale fondamentalmente e quindi sulla magistratura prima inquirente e giudicante poi attraverso un meccanismo molto semplice: si indebolisce il Csm che è l’organo previsto dalla Costituzione per garantire autonomia ed indipendenza dei magistrati. Il tema non è l’imparzialità e terzietà del giudice dal pubblico ministero ma la terzietà del giudice dalla politica. La politica deve essere pensata come un fiume in piena e la magistratura rappresenta i suoi argini. La magistratura non ostacola, al di là di quello che dicono la premier Meloni o il ministro Nordio, l’attività del Governo ma fa sì che queste attività vengano svolte nell’ambito delle norme previste dal Parlamento. Siamo all’inizio di una campagna referendaria che abbiamo deciso di affrontare costituendo un nostro comitato per evitare di mischiarci con la politica dei partiti di opposizione che sostengono anche loro il no a questa riforma e siamo solo all’inizio. I sondaggi dimostrano che al momento dopo il fuoco di fila del Governo c’è un vantaggio certo del sì. Abbiamo ancora cinque mesi davanti, il referendum sulla riforma Renzi nel 2016 partiva anche quello con un vantaggio del si del 10%. Dopo tre mesi il trend cambiò. Quindi se avremo tempo e modo di spiegare ai cittadini la riforma, la possibilità di cambiare trend sicuramente ci sarà“.
Chi ha mai detto o scritto che con la separazione delle carriere e con un diverso criterio di elezione dei componenti del CSM si velocizzano i processi? Si è “solo” detto che si tenta di evitare le commistioni e le “vicinanze” tra giudici e Pubblici Ministeri; e lo strapotere delle correnti e relative politiche spartitocratiche.
CSM. Per Maruotti organo che garantisce autonomia e indipendenza dei magistrati. No. È la Costituzione che garantisce autonomia e indipendenza al magistrato: articolo 104: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere“. (attenzione: un ordine. Non un potere).
Poi viene l’articolo 105, che puntigliosamente elenca i compiti del CSM: “Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”.
Infine, un’affermazione che a dir poco inquietante: “Il tema non è l’imparzialità e terzietà del giudice dal pubblico ministero ma la terzietà del giudice dalla politica. La politica deve essere pensata come un fiume in piena e la magistratura rappresenta i suoi argini…”.
Ma ci si rende conto della gravità dell’affermazione o la parola è più veloce del pensiero? Davvero Mauruotti si sente investito di questa funzione salvifica?

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  • Redazione

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