PD: partito ditta. Abbandoni Spa
Il PD non è un partito, è una ditta, dalla produzione flessibile di prodotti a là carte.
È un partito post andreottiano (Giulio perdonami…), che, però, gioca nel campionato inferiore. Molto inferiore.
Caltagirone diceva a Franco Evangelisti, scudiero di Andreotti: a Fra’ che te serve?
Il PD ha evoluto questa sensibilità per la realtà pratica in: aho, che ce serve?
È un partito con molte linee politiche, cioè nessuna.
Che si adatta. Prende forma, forme. Come gli orologi di Dalí.
Indifferente agli abbandoni, perché la sua vera identità è abbandonare.
Abbandonare qualsiasi cosa, qualsiasi storia, qualsiasi persona. Se verve.
Abbandonare, sempre, i propri figli anche, alla sventura del giustizialismo, unica deriva mai abbandonata.
Allora, cominciamo, ha, hanno abbandonato il nome “comunista”, quando serviva. Pur rimanendo lì a coltivare il mito del PCI e di Berlinguer. Il fondatore del PD, Veltroni, arrivò a dire che lui si era iscritto al PCI in quanto anticomunista. Vernice nuova, la ditta era salva.
D’Alema abbandonò il comunismo, perché bisognava diventare socialisti, ma senza i socialisti. Come abbandonare il comunismo per lo stalinismo. Che era stato a sua volta abbandonato. Prima.
Poi arrivò Bersani, per abbandonare lo statalismo a favore del cooperativismo, emiliano.
È il filone bancario (abbiamo una banca? Fassino) e assicurativo. Abbandoniamo le idee di prima della Ditta ma teniamoci, anzi incrementiamo, il capitale sociale.
Poi è la vecchia ditta che abbandona il PD invaso da Renzi. Che costruisce la sua.
E quindi abbandonano D’Alema, Bersani e compagnia. Che costruiscono nuove ditte.
In attesa di riprendersi l’originale.
Nella vecchia ditta tirata a nuovo tutti diventano d’incanto renziani e riformisti.
Poi, ne giro di poco, tutti, quasi, antirenziani, ma ancora “riformisti”.
Poi, nel giro di pochissimo, tutti antiriformisti.
Perché? Che ce serve?
Nel frattempo aveva abbandonato Renzi, che fa la sua ditta. Ha abbandonato Calenda, che fa la sua ditta. Marattin ha abbandonato a sua volta Renzi, per fare la sua ditta. E per cercare di fare una ditta con Calenda, che essendo Calenda preferisce tenersi la sua.
Quindi dissero: che ce serve? Serve Schlein.
Che, nel frattempo, aveva abbandonato il suo benefattore, Bonaccini, che da lì a poco abbandonerà se stesso per aderire alla ditta di Elly, Ella.
Nel frattempo, un po’ prima aveva abbandonato Rosato che aveva fatto il capogruppo e dato il nome ad una legge elettorale. Abbandono vissuto con nonchalance, come altri, come tutti.
Senza mai una riflessione. Un pensiero.
Alla Togliatti, con un leggero spazzolamento di “pidocchi”… chi lo ricorda?
Ha abbandonato Furlan, ex grande capo della Cisl, la Madia, ex Ministro. Tanti ancora.
Pezzi di storia, Petruccioli, Cesare Salvi, Ranieri, Barbera, si schierano contro la linea della ditta al referendum sulla giustizia, alcuni avevano già abbandonato. Come se nulla fosse.
Adesso va via Picierno, che era la portavoce della mozione Bonaccini ed è Vicepresidente del Parlamento europeo. Nientemeno. Vicepresidente del Parlamento europeo!
Se ne era andata anche Elisabetta Gualmini, intellettuale di spessore ed ex assessore di Bonaccini. Niente. Nessuna emozione.
È una ditta di frigoriferi.
Una ghiacciaia.





