Come al solito il porporato non esita a proporsi come il vero leader dell’opposizione al Governo
Giorgia Meloni annuncia le novità che riguardano la scuola, ossia un tetto per gli studenti stranieri all’interno di ogni classe, l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di quelli con problemi gravi di inserimento scolastico, il divieto di burqa e niqab a scuola.
Non è passato un giorno che sull’argomento interviene il segretario generale di Parrocchia Democratica, il vero PD all’opposizione del Governo.
Il Cardinale Matteo Zuppi ha esternato ieri che “non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace”.
Zuppi è intervenuto aprendo a Roma il Consiglio episcopale permanente di autunno.
Il porporato, autentico segretario generale del PD all’opposizione del Governo, sottolinea che “la questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo”.
Quindi, giusto per diluire l’attacco al Governo, Zuppi si è esercitato in un riferimento all’IA e al cambiamento tecnologico:
“L’intelligenza artificiale può offrire risorse preziose, ma non sostituisce l’opera educativa. La scuola non compete con le macchine nel fornire risposte rapide, ma insegna a porre le domande che rendono umana la vita. Nessun algoritmo può prendere il posto dello sguardo di un insegnante che incoraggia, corregge, comprende e accompagna. A questo sguardo (degli insegnanti) va un grande riconoscimento. La terza sfida è forse la più profonda: custodire la capacità di pensare. In un mondo saturo di stimoli, informazioni e connessioni, servono luoghi dove imparare a sostare, ad approfondire, a distinguere il vero dal falso, l’essenziale dal superficiale. I giovani hanno bisogno di adulti che testimonino che la vera conoscenza non è accumulo di dati, ma sapienza per la vita. All’inizio dell’anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune”.





