Home Opinioni PALESTINA, UN RICONOSCIMENTO CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE EVENTUALMENTE CORALE

PALESTINA, UN RICONOSCIMENTO CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE EVENTUALMENTE CORALE

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di Alessandro Roazzi

Alla vigilia delle elezioni europee, tre Paesi (dei quali due UE) riconoscono la Palestina e dimostrano che quelle elezioni valgono meno di niente.
 
Avrebbero potuto condurre una battaglia politica interna all’Unione? Evidentemente hanno giudicano improduttiva la via e si sono comportati di conseguenza.
 
Non penso che sia un aiuto al terrorismo, sono Paesi di certa democrazia. Semmai il riferimento alla situazione di accordi che prevedeva una Palestina che inglobava una parte di Gerusalemme e della Giordania e’ irrealistica e probabilmente non piacerebbe neppure agli Stati arabi che premono per la fine delle atrocità in Medio Oriente.
 
Ma e’ pur sempre un sasso nello stagno che sa di autonomia europea e per questo non mi sento di condannare quel gesto.
 
Anzi nei confronti del pacifismo sterile di questi tempi è un atto politico assai più incisivo. Anche perché dimostra che le tentazioni di distruggere lo Stato di Israele, che ci sono, alla faccia dei filopalestinesi occidentali più ottusi, possono essere contrastate meglio sul piano politico e non su quello ignavo di evitare di compromettersi troppo, che prevale proprio in Europa.
 
Pero’ l’Europa con quelle…defezioni… torna ad essere espressione geografica e non ci meravigliamo poi se poi Putin fa il gradasso non solo in Ucraina.
 
Il nanismo politico dell’Unione incoraggia sia l’arroganza, sia la diaspora dei comportamenti. Tanto noi votiamo in Italia pro o contro il redditometro ed il salario minimo, che “ce ne frega”,
 
Anzi no, facciamo gli scemi e gli europei. Se tiene…non  serve.
 

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