
La procura nazionale e la procura di Genova dispongono l’arresto (con tra l’altro l’imputazione di terrorismo internazionale) di nove persone accusate sostanzialmente d’essere organiche di Hamas e fattivi complici dei loro crimini.
Figuriamoci se si ha anche una sola briciola di simpatia per Hamas, ma vale per tutti, dunque anche per gli arrestati, la presunzione di innocenza fino a prova accertata del contrario; al momento, comunque, non si ha alcun elemento e ragione per sostenere che l’operazione che ha portato in carcere Mohammad Hannoun e gli altri non sia fondata su elementi verificati e verificabili…Ne sapremo di più a tempo debito (si spera non infinito), per dare giudizi e valutazioni di un qualche valore e consistenza.
Però, fin da ora, colpisce la parte finale del comunicato firmato dai due titolari dell’inchiesta, i procuratori Giovanni Melillo e Nicola Piacente:
“Come ovvio, le indagini e i fatti attraverso esse emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale, da rendersi in conformità allo Statuto di Roma, ratificato da 125 Stati Membri, fra i quali, in un ruolo di impulso e sostegno, l’Italia. Allo stesso tempo, tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo (compresi quelli del 7 ottobre 2023) compiuti da Hamas e dalle organizzazioni terroristiche a questa collegate ai danni della popolazione civile, né costituirne una circostanza attenuante. Per la giurisprudenza di legittimità costituiscono, infatti, atto terroristico le condotte che, pur se commesse nel contesto di conflitti armati, consistano in condotte violente rivolte contro la popolazione civile, anche se presente in territori che, in base al diritto internazionale, devono ritenersi illegittimamente occupati”.
Perché questa cura nel voler chiarire e specificare che gli arresti effettuati non tolgono rilievo “ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre…”? Perché questa considerazione in relazione ad arresti di presunti terroristi, i cui atti, comunque (in omaggio al colpo contemporaneo al cerchio e alla botte?) non possono essere sono in alcun modo giustificabili?
Un “messaggio”, nel senso che tutto sommato la logica di base del deprecato e famigerato “lodo Moro” è ancora in vigore? Oppure ancora una volta, nel cercare di applicare la legge si “scivola”, consapevoli o no, nella valutazione politica, al di là del suo merito e condivisione o meno? Qualcuno ha “consigliato” quel brano del comunicato, o sono le procure che nutrono qualche legittimo timore?
E’ possibile che si galoppi di fantasia, ma spesso la realtà si è dimostrata più fantasiosa delle “immaginazioni”. Come sia, quel passaggio finale, ronza come la proverbiale pulce nell’orecchio.





