
di Giulio Galetti
Questa polemica sul numero di votanti che scende e costituisce quasi una delegittimazione di chi viene eletto da coloro che invece partecipano alle consultazioni elettorali, ha letteralmente sfrantumato i cabasisi, prendendo a prestito la nota metafora camilleriana.
Sono i regimi autocratici a vedere percentuali superiori al 75% come la Russia che ha recentemente plebiscitato il suo ormai “eterno” presidente.
Chi non vota non é sempre l’elettore disgustato e deluso, compatito e giustificato da commossi elzeviri che additano il suo status. Tra i non votanti ci sono ben piú folte schiere che si possono sommariamente elencare qui di seguito.
Gli indifferenti, apatici.
I “tanto é tutto un magna magna”.
Gli analfabeti funzionali che non capiscono le istruzioni per montare la moka… figurarsi il discorso di un politico o (peggio mi sento) il suo programma.
Gli impossibilitati.
Gli schierati, sempre e comunque con la maggioranza.Quest’ultimo ‘sentiment’ é diffuso e riscontrabile anche nelle assemblee condominiali, dove i non partecipanti si rimettono alle decisioni prese da coloro che partecipano, per quieto vivere o per pigrizia, poco importa.
Piantiamola* li con questo piagnisteo sui votanti, chi vota prende parte e indica una direzione, chi non vota si rifugia nella comoda posizione di poter criticare qualunque decisione senza aver contribuito alla sua discussione. E se quest’ultimi ammontano alla metà degli aventi diritto, pazienza, sarà comunque un problema loro.
Lorenzo Cimiraglia
Quella italiana non è democrazia è mafiosa partitocrazia. Andate pure a farvi prendere per il culo, io mi rifiuto.





