Home Politica estera NETANYAHU: ‘SÌ ALLA TREGUA IN LIBANO’

NETANYAHU: ‘SÌ ALLA TREGUA IN LIBANO’

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Netanyahu ha annunciato la tregua in Libano. ‘Così isoleremo Hamas’, ha detto il premier in un discorso alla nazione, avvertendo: “Se Hezbollah si riarmerà, noi attaccheremo”.

Stasera (ieri sera per chi leggee)- ha detto Netanyahu – porto al gabinetto un accordo di tregua in Libano. La durata di questo accordo dipenderà da ciò che succederà sul terreno”.

“Hezbollah – ha sottolineato Netanyahu – non è più quello di prima, lo abbiamo riportato indietro di decenni”.

 “Se Hezbollah viola l’accordo e tenterà di armarsi, colpiremo. Se tenterà di ricostruire infrastrutture terroristiche vicino al confine, colpiremo. Se lancerà razzi, se scaverà tunnel, se porterà un camion con missili, colpiremo”, ha detto il premier israeliano. “Perché fare una tregua adesso? Ci sono tre motivi: concentrarsi sulla minaccia iraniana; rinnovamento delle forze e rifornimento completo. E vi dico apertamente, ci sono stati grossi ritardi nella fornitura di armi e munizioni; terzo motivo, separare i fronti e isolare Hamas”, ha spiegato Netanyahu.

Il primo ministro libanese Najib Mikati ha chiesto che il cessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah venga “messo in atto immediatamente”.

Il cardinale Pizzaballa ha commentato: “Il Medio Oriente è una regione tormentata da divisioni di ogni tipo, ora dicono ci sia il cessate il fuoco in Libano ma non significa che ci sarà la pace, la pace è ben altra cosa, a Gaza le cose sicuramente continueranno, Dio solo sa come. La pace si fa con relazioni pacifiche tra i popoli, non le vedremo presto, però bisogna prepararle, si devono ricostruire non solo le strutture fisiche ma le relazioni distrutte da questa guerra”.

Gli Stati Uniti stanno discutendo con “i partner e le agenzie alleate se avere un ruolo di monitoraggio” sulla tregua tra Israele ed Hezbollah in Libano. Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, in un briefing con la stampa. “Dobbiamo capire quale ruolo avrà il dipartimento della Difesa”, ha detto ancora.

   Secondo la tv libanese al-Jadid anche il primo ministro libanese Najib Mikati annuncerà l’accordo di cessate il fuoco, esprimerà le sue osservazioni e approverà pubblicamente l’intesa.

   Secondo una fonte del governo libanese, la tregua tra Hezbollah e Israele entrerà in vigore questa mattina alle 10 ora locale, un’ora in meno in Italia. Lo riferiscono i media libanesi.

   Israele vuole “vendicarsi sui libanesi” prima del cessate il fuoco. Lo ha detto un deputato di Hezbollah a poche ore dall’annuncio di una tregua in Libano, mentre l’Idf continua a bombardare Beirut.

L’accordo di tregua prevede un cessate il fuoco iniziale di due mesi durante i quali le forze israeliane si ritirerebbero dal Libano e Hezbollah porrebbe fine alla sua presenza armata a sud del fiume Litani.

   “Sosteniamo i negoziati in corso per un cessate il fuoco immediato tra Israele e Hezbollah e la piena attuazione della risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. È il momento di concludere una soluzione diplomatica e accogliamo con favore gli sforzi compiuti in tal senso”. Lo scrivono i ministri degli Esteri del G7 nel comunicato finale del vertice di Fuggi sottolineando il “ruolo svolto dalle Forze armate libanesi e dall’Unifil la cui posizione dovrebbe essere rafforzata”. I ministri del G7 esprimono poi “profonda preoccupazione per i recenti attacchi” alla missione Onu in Libano: “Tutte le parti rispettino i loro obblighi per garantire la loro sicurezza”.

   “Nell’esercizio del suo diritto di difendersi, Israele deve rispettare pienamente i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale in tutte le circostanze, incluso il diritto internazionale umanitario. Ribadiamo il nostro impegno nei confronti del diritto internazionale umanitario e rispetteremo i nostri rispettivi obblighi. Sottolineiamo che non può esserci equivalenza tra il gruppo terroristico Hamas e lo Stato di Israele”. Lo si legge nella dichiarazione finale del G7 Esteri di Fiuggi in un chiaro riferimento alle discussioni chieste dall’Italia in merito ai mandati di arresto Cpi contro Netanyahu, Gallant e un capo di Hamas.

   

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  • Redazione

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