
di Vito Sibilio
I
Il Council on Foreign Relations, sito in Harold Pratt House 58 East 68esima strada di Manhattan a New York, fondato nel 1921 per diffondere nel mondo il modello sociopolitico ed economico culturale statunitense, rafforzatosi in chiave antifascista, antinazista e anticomunista, è cuore pulsante dell’impero USA ma è poco conosciuto in Europa, nonostante svolga una intensa attività editoriale con libri e riviste come Foreign Affairs, le sue attività siano pubbliche e abbia profili su tutti i social. Negli USA infatti i pensatoi hanno un ruolo pubblico, sebbene discreto, che in Europa non hanno ancora, tanto che quelli che esistono dipendono proprio dal CFR, del quale Pierre de Villemarest disse che comandava il mondo intero. Un libro molto ben fatto, Wall Street’s Think Tank di Laurence H. Shoup, edito per la Monthly Review Press , già dieci anni orsono ne fece conoscere al grande pubblico americano i segreti, ma non è mai stato tradotto in italiano. In una breve inchiesta, di cui questo è il primo articolo, vorrei presentare ai nostri lettori questa Organizzazione a partire dal libro di Shoup, che mette in evidenza come il CFR è il vero responsabile delle politiche interne ed estere dell’Occidente, la mente del mondialismo, la guida e l’artefice delle politiche USA, il santuario del neomalthusianesimo, del neoliberismo, del monetarismo, la roccaforte del primato dell’economia sulla politica e il grande rivale di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Donald Trump, Wladimir Putin, Xi Jinping e del sovranismo. Quest’oggi vorrei illustrarne alcune caratteristiche di base e delineare il profilo dei suoi maggiori Presidenti.
Il CFR è gestito da una plutocrazia, la classe dirigente degli USA. Il 20% circa della sua popolazione la costituisce, mettendo insieme capitalisti e professionisti, con una divisione difficile da determinare poiché alcuni professionisti possono si sono arricchiti enormemente. La classe dirigente degli Stati Uniti detiene la parte maggiore della ricchezza globale, anche se di recente ha subito l’assalto del comunismo capitalista cinese, e tiene in subordinazione le omologhe plutocrazie dell’Asia orientale e dell’Europa, non a caso riunite con essa nelle organizzazioni subordinate stabili e strutturate, denominate Commissione Trilaterale e World Economic Forum, e in quel board informale che è il Bilderberg Group. Il ceto dirigente USA ha, più potere di qualsiasi classe dominante nella storia mondiale e ama paragonarsi all’unico suo antecedente, la nobilitas romana. Ha costose scuole private per i suoi rampolli, come Harvard, Yale, Princeton e Columbia, e avamposti d’élite in tutta la nazione come Stanford e l’Università di Chicago. Ha la sua lussuosa cultura, spesso esoterica, e il suo sfarzoso stile di vita. Le famiglie in questa classe tendono a imparentarsi tra loro, rafforzando legami e potere, secondo una logica oligarchica se non aristocratica. Sono anche di solito aperte a permettere a membri ben educati della classe professionale di entrare nei loro ranghi, fintanto che questi nuovi arrivati vogliono essere al loro servizio condividendone la visione del mondo. William Jefferson Clinton rappresenta al meglio le possibilità di questa ascesa. I membri CFR inoltre spesso portano parenti nell’organizzazione per promuovere agende individuali e familiari. L’età della ricchezza è una fonte chiave di differenziazione interna. Le famiglie più antiche, dominanti nella storia iniziale del CFR, sono di solito incluse nel Social Register, il libro d’oro degli USA, che le elenca e ne promuove i rapporti reciproci. Queste vecchie famiglie hanno anche, qualunque sia la fonte originale della loro ricchezza, di solito diversificato e internazionalizzato gli investimenti, specialmente nella finanza. La nuova ricchezza è invece industriale, manifatturiera, commerciale, imprenditoriale (come quella dei magnati dell’Hi Tech), e spesso meno internazionalizzata. Il sostegno politico è differenziato, con i ricchi nuovi e più localizzati che sostengono più fortemente i Repubblicani e i vecchi divisi equamente tra i moderati Democratici e Repubblicani. Il Council ha una membership sia individuale che corporativa. I professionisti ci sono, ma in un ruolo consultivo. Tutte le decisioni finali sono ancora riservate ai signori del dollaro.
I membri del CFR, in quanto rappresentanti del gruppo, hanno uno stretto rapporto con il governo federale. Molti leader CFR sono detti “dentro e fuori”, perché hanno avuto una carriera base, di solito in finanza, o affari o legge o politica o accademia, ma sono nominati ad un alto ufficio politico da un dato Presidente degli Stati Uniti, servono alcuni anni e poi ritornano all’impresa privata, a volte includendo lavoro non profit. Di solito usano le connessioni acquisite nel servizio governativo per fare affari o avanzare professionalmente e possono anche mantenere influenza sui loro ex colleghi nel Governo, specialmente quelli che sono anche membri del CFR. In tal modo il vertice degli USA ha una perfetta compenetrazione degli apici politici, economici, sociali e culturali.
Il Council on Foreign Relations è organizzato in modo corporativo dall’alto verso il basso con un Presidente del Consiglio come decisore finale, aiutato dal Presidente e dal Consiglio di amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione approva tutti i nuovi membri e seleziona tutti i leader. C’è un processo pro-forma stabilito per eleggere il Consiglio, ma di fatto quasi tutti i suoi membri sono scelti in blocco in una lista, come nella Costituzione francese del 1799, per cui la maggior parte degli aventi diritto nemmeno vota. Tra il 1970 e il 2007 ci furono solo due Presidenti del Consiglio di Amministrazione—David Rockefeller e Peter G. Peterson—e dal 2007 al 2014 due Co-Presidenti, Robert E. Rubin e Carla A. Hills. Allo stesso tempo ci sono stati sette Vice Presidenti che hanno servito più di un anno: Rubin, Hills, Cyrus R. Vance, Douglas Dillon, Warren Christopher, Maurice R. Greenberg, Richard E. Salomon e David M. Rubenstein.
David Rockefeller, Presidente del Consiglio dal 1970 al 1985, nacque nel 1915 in quella che è probabilmente la famiglia più ricca nella storia (i Rothschild le contendono il primato in Europa). Suo nonno, John D. Rockefeller, possedeva più di cento miliardi di dollari al cambio odierno. David crebbe nella più grande casa di New York City, circondato da un esercito di dipendenti, ma anche sulla costa del Mainee nella Hudson River Valley, dove la sua famiglia aveva enormi case e tenute. Fu educato ad Harvard e conseguì un Ph.D. all’Università di Chicago fondata e finanziata dalla sua famiglia. È morto ultracentenario nel 2017. Come uomo che ha incarnato l’establishment, David Rockefeller è, appropriatamente, anche uno dei due leader più importanti del CFR durante gli anni 1976–2014. È difficile esagerare la sua importanzain diversi campi ed è stato il principale contributore finanziario di tutti i tempi del CFR, tanto che il suo programma di studio del CFR è detto il “David Rockefeller Studies Program”. Rockefeller “una forza guida nel Council divenne membro del CFR per la prima volta nel 1941, membro del Consiglio dal 1949 al 1985, Presidente del Consiglio dal 1970 al 1985 e poi Presidente Onorario a vita.
All’inizio del XXI secolo, Rockefeller scrisse le sue Memorie, che rivelano un forte senso di classe e la personalità dell’Autore. Si formò nella filosofia economica neoliberale di Friedrich von Hayek alla London School of Economics e poi all’Università di Chicago. Rockefeller spesso sottolinea la sua filantropia, ma essa è sempre stata orientata a determinate cause e agli scopi di ridurre l’intervento statale e i movimenti popolari, promuovendo invece il riformismo dall’alto, oltre che a migliorare l’immagine pubblica di famiglia e delle loro istituzioni come la Chase Manhattan Bank. Le Memorie rivelano anche chiaramente la cultura di illegalità e corruzione che pervade i circoli superiori della società degli Stati Uniti. Per oltre un decennio, dal 1969 al 1980, David Rockefeller fu Presidente del Consiglio e CEO di Chase Manhattan. David Brooks, un editorialista repubblicano del New York Times, affermò che Rockefeller, “il principale uomo di stato aziendale del suo tempo… trascorse gran parte della sua carriera alla Chase facendo affari con tiranni… Rockefeller fu sporcato dai suoi stretti abbracci con questi criminali”. Ad esempio, quando Nixon e Kissinger stavano stabilendo legami con la Cina nel 1971-1972, Rockefeller era molto interessato a ottenere una posizione di punta per la Chase Manhattan Bank, non esitando a concedere generose dazioni ambientali ai diplomatici della Repubblica Popolare. Questo portò ai suoi viaggi in Cina e infine a un rapporto privilegiato con la Bank of China. Rockefeller racconta il suo lungo ruolo dietro le quinte come rappresentante semi-ufficiale degli Stati Uniti in Cina e Medio Oriente, specialmente mentre era Presidente sia della Chase Bank che del Council on Foreign Relations. Prima di uno dei suoi molti viaggi in Cina, incontrò il Presidente Jimmy Carter, il segretario di Stato Cyrus Vance e il consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski e portò messaggi da loro alla leadership cinese. Rockefeller usò anche il Council come mezzo per promuovere gli interessi della sua Chase Manhattan Bank. Nel 1977 fu invitato a visitare la Cina dal People’s Institute of Foreign Affairs. Nel Medio Oriente, dove la Chase aveva una associazione stretta e di lunga data con le principali compagnie petrolifere degli Stati Uniti, Rockefeller spesso incontrò molti dei governanti locali, incluso Re Faisal dell’Arabia Saudita, Nasser e Sadat dell’Egitto, e Saddam Hussein dell’Iraq, dando e riportando messaggi al Presidente Nixon e al segretario di Stato Kissinger. Rockefeller preferì questo ruolo non ufficiale, dietro le quinte piuttosto che entrare nel governo degli Stati Uniti in una posizione ufficiale. Sia Nixon che Carter gli chiesero di servire come Segretario del Tesoro, e Carter voleva nominarlo Presidente del Consiglio della Federal Reserve, ma Rockefeller declinò tutte queste richieste, benché raccomandò con successo Paul Volcker per quest’ultimo lavoro. Volcker aveva lavorato per Rockefeller e Chase come vice presidente, così come per il New York Federal Reserve Board, e, naturalmente, era un Direttore del CFR.
Le Memorie parlano anche delle tensioni all’interno della classe dominante tra vecchi e nuovi ricchi, tra ricchezza fatta da sé ed ereditata. Nel 2012 Rockefeller formalizzò la cooperazione informale di lunga data coi Rothschild. Nel maggio, il Rothschild Investment Trust, RIT Partners, annunciò che avrebbe acquistato una partecipazione del 37 % in Rockefeller & Company, il gruppo di consulenza patrimoniale e gestione patrimoniale della famiglia Rockefeller, con 34 miliardi di dollari in gestione. Lord Jacob Rothschild si unì al Consiglio di amministrazione della ditta Rockefeller, in cui siede David Rockefeller Jr., e di cui David Rockefeller Sr. è Presidente onorario.
Peter G. Peterson, Presidente del Consiglio dal 1985 al 2007, fu un”dentro e fuori”, che servì anche più a lungo di David Rockefeller. Peter G. Peterson non ereditò una vasta ricchezza; ma servì il governo federale e varie imprese commerciali, specialmente il Blackstone Group, una ditta di private equity che co-fondò nel 1985, diventando infine miliardario. Nato in Nebraska nel 1926, Peterson è figlio di un padre immigrato greco che possedeva un piccolo ristorante. Frequentò l’Università privata di Northwestern, vicino Chicago. All’inizio della sua carriera, Peterson lavorò alla Bell & Howell Corporation di Chicago, raggiungendone il vertice. La sua amicizia con Charles Percy, l’ex capo di Bell & Howell, portò Peterson a entrare in contatto più stretto con i Rockefeller, per cui Peterson divenne amico di David. John D. Rockefeller III invitò Peterson al quartier generale della famiglia a Pocantico Hills nella Hudson River Valley di New York per un incontro a cui partecipava John J. McCloy, allora Presidente sia del CFR che della Chase Manhattan Bank, e C. Douglas Dillon, un altro leader CFR, stretto amico di John D., e capo della ditta di banca d’investimento Dillon Read. Rockefeller voleva che Peterson organizzasse e guidasse una commissione importante che avrebbe proposto riforme per prevenire le restrizioni congressuali incombenti sulle fondazioni dei super-ricchi. Chiamare un estraneo del Midwest di quarantadue anni indicava che vedevano un problema serio. Peterson rifiutò di dirigere la commissione suggerita finanziata dai Rockefeller finché non avesse avuto la cognizione della situazione. Dopo incontri a Washington con congressisti di spicco, determinò che la situazione era seria e richiedeva un approccio diverso. Viaggiò di nuovo a New York per un incontro con i Rockefeller, McCloy e Dillon, questa volta al Rockefeller Center. Disse loro che ero una commissione sulla riforma delle fondazioni, sostenuta da denaro delle fondazioni stesse, non avrebbe avuto credibilità. Ci voleva un organo indipendente. Nacque la Commissione sulle Fondazioni e la Filantropia Privata.
Nel 1971 Nixon scelse Peterson per dirigere il Council on International Economic Policy. Peterson presto divenne noto come il “Kissinger economico”. Il focus naturale di Peterson era sul commercio estero, la politica monetaria e l’espansione economica degli Stati Uniti all’estero. Nel gennaio 1972 Nixon nominò Peterson Segretario del Commercio. In quel posto, sostenne l’approccio generale del libero mercato all’economia politica, incluso un maggiore sostegno governativo per le multinazionali, il rilassamento delle leggi antitrust, i tagli delle tasse, il finanziamento per le esportazioni e la ricerca e lo sviluppo finanziati dal governo. All’inizio della sua carriera, fu attivo sia nel “conservatore” Committee for Economic Development che nella “liberale” Brookings Institution. Nel 1971 si candidò per e fu accettato nel CFR. Peterson divenne stretto amico e partner politico di Henry Kissinger, ma scontrò con i repubblicani dell’estrema destra nell’amministrazione Nixon. Quando se ne andò nel 1973, entrò nella Lehman Brothers come vice presidente. Successivamente la ditta di Wall Street divenne Lehman Brothers, Kuhn, Loeb, con Peterson come Presidente e CEO fino alla fine del 1983. Due anni dopo fu co-fondatore, con il collega membro CFR Steven A. Schwarzman, del Blackstone Group, che presto divenne preminente in private equity, fusioni e acquisizioni, immobiliare e investimento (specialmente per i fondi pensione). Blackstone creò anche un ramo più liquido e speculativo, un fondo di hedge funds chiamato Blackstone Alternative Asset Management. Peterson divenne miliardario mentre serviva come Presidente di Blackstone. Mentre era a Blackstone, che era parte del sistema di “shadow banking” largamente non regolamentato ma vasto, Peterson servì anche come capo della New York Federal Reserve Bank dal 2000 al 2004, così come Presidente del Council. Nel corso degli anni, Peterson sviluppò legami molto stretti con David Rockefeller e la famiglia Rockefeller, quale fiduciario o membro del Consiglio di almeno tre organizzazioni dominate dalla famiglia Rockefeller—la Japan Society, il Museum of Modern Art e Rockefeller Center Properties, Inc. Per decenni Peterson è stato un forte sostenitore della riduzione del deficit di bilancio federale, persino criticando il suo stesso Partito Repubblicano per le eccessive spese. È Presidente fondatore del Peterson Institute for International Economics, della Concord Coalition e della Peter G. Peterson Foundation. Questi enti, specialmente gli ultimi due, operano sulal sostenibilità fiscale, cercando di preparare i tagli di spesa ai programmi come Social Security e Medicare che i lavoratori comuni hanno completamente pagato con le loro tasse. Peterson e le organizzazioni che ha fondato e finanziato stanno cercando di uccidere questi e altri programmi che aiutano le persone che lavorano a sopravvivere, criminalizzando i deficit di bilancio e abbassando le tasse sulle corporazioni e sui più abbienti.
II
In questo secondo articolo presentiamo le figure di alcuni altri dirigenti del CFR, ossia i Vice Presidenti e i Co-Presidenti del Consiglio di Amministrazione, nonché l’attuale Presidente dello stesso Consiglio.
Robert E. Rubin, Vice Presidente del CFR dal 2003 al 2007 e Co-Presidente dal 2007 al 2017, è nato nel 1938 da una famiglia ebrea di avvocati di New York City. Dopo una laurea ad Harvard in economia e un anno alla London School of Economics, frequentò la Yale Law School. Poi si unì ad uno studio legale di Wall Street. Presto lasciò lo studio legale e fu assunto dalla banca d’investimento Goldman Sachs come trader di titoli. Si specializzò nel mondo arcano dell’arbitraggio del rischio, ed era molto bravo. L’arbitraggio del rischio è un tipo di trading di hedge fund, scommettendo su commodities, cambio estero e movimenti dei prezzi delle azioni, questi ultimi concentrandosi sui “spread” tra il prezzo esistente delle azioni di una compagnia e un prezzo d’offerta, che richiede valutare i rischi vari in fusioni, acquisizioni e liquidazioni da e tra corporazioni. L’abilità di Rubin lo portò sia a grande ricchezza personale che in cima a Goldman Sachs nel 1990, quando lui e Stephen Friedman, un altro leader CFR, ne divennero co-presidenti. Fu accettato come membro del CFR nel 1981. Rubin divenne poi un esponente di spicco nel Partito Democratico. Era parte del “brain trust” del candidato Walter Mondale nel 1984 e fu anche un importante sostenitore di Michael Dukakis nel 1988. Entrambi questi candidati presidenziali democratici erano membri CFR, così come William J. Clinton, che Rubin servì come consigliere economico. Una volta che Clinton fu eletto Presidente nel 1992, Rubin fu scelto per guidare il National Economic Council appena formato e divenne uno degli artefici del North American Free Trade Agreement. Alla fine del 1994, Clinton nominò Rubin segretario del tesoro della nazione. Rubin lo aiutò a vincere un secondo mandato nel 1996. Come segretario del tesoro, Rubin sostenne il Glass-Steagall Act del 1933, permettendo alle banche commerciali e d’investimento di essere unificate. Si dimise nel 1999 e fu sostituito da uno dei suoi protetti, Lawrence H. Summers, anche lui membro CFR. Quello stesso anno Rubin si unì al Consiglio di amministrazione di Citigroup, che fu uno dei principali beneficiari della sua deregolamentazione finanziaria. Rubin ricevette almeno 126 milioni di dollari in contanti e azioni nei quasi dieci anni che lavorò per Citi. Lasciò Citicorp all’inizio del 2009 mentre era sull’orlo del collasso, che fu evitato solo da un salvataggio del governo federale di 45 miliardi di dollari. Dopo aver lasciato Citi, Rubin divenne consulente per Centerview Partners, una ditta di investimento e private equity. Nel 2012 Centerview fu consulente finanziario per la News Corporation di Rupert Murdoch, membro anch’egli del CFR. Nel 2000 Rubin fu eletto al Consiglio di amministrazione del Council e divenne vice Presidente nel 2003. Nel 2006, fu fondatore dell’Hamilton Project alla Brookings Institution, il cui scopo dichiarato è sviluppare proposte politiche innovative per promuovere la crescita nell’economia degli Stati Uniti. Nel giugno 2007 donò tra 1 milione e 5 milioni di dollari al Council e quell’anno fu nominato co-presidente. Nel 2008 Rubin continuò il suo ruolo come consigliere senior di Barack H. Obama. Rubin raccomandò anche un numero dei suoi protetti, come Lawrence H. Summers e Timothy F. Geithner, entrambi membri del CFR, così come Jason Furman della Brookings Institution, per alte cariche politiche nella sua amministrazione. È stato Direttore di Ford, ed è membro della Harvard Corporation.
Carla A. Hills, Vice Presidente dal 2001 al 2007 e Co-Presidente dal 2007 al 2017, è nata a Los Angeles nel 1934. Frequentò l’esclusiva Marlborough School for girls, l’Università Stanford e la Yale Law School. Poco dopo, sposò Roderick M. Hills. Repubblicana, la Hills lavorò al Dipartimento di Giustizia nel 1974 dopo la pratica legale privata. Ford la nominò segretaria dell’housing e sviluppo urbano nel 1975, la terza donna membro del governo nella storia degli Stati Uniti. Quello stesso anno, Ford nominò suo marito capo della Securities and Exchange Commission. Dopo essere stata di nuovo nella pratica privata per alcuni anni, Hills fu scelta da George H. W. Bush per essere Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti nel 1989 fino al 1993. Fu negoziatore principale degli Stati Uniti del North American Free Trade Agreement, così come per il Giro Uruguay del GATT. Di nuovo fuori dall’ufficio pubblico, co-fondò Hills & Company International Consultants. Hills, membro del Consiglio almeno dal 1993, fu eletta direttrice del CFR nel 1994 e da allora è stata direttrice, servendo anche come vicepresidente dal 2001 al 2007. È stata anche direttrice di importanti società come American Insurance Group, AOL Time-Warner e Chevron e nel Consiglio consultivo internazionale di JPMorgan Chase, Coca-Cola, Rolls-Royce e del Center for Strategic and International Studies. Presidente sia della National Commission for U.S.-China Relations che dell’Inter-American Dialogue, e membro del comitato esecutivo sia del Peterson Institute for International Economics che della Trilateral Commission, ha servito in numerose task force del CFR, incluse Future of North America e U.S.-India Economic Relations. Suo marito, che è stato membro del Consiglio di amministrazione di venti società e co-presidente del Committee for Economic Development, collabora con lei in Hills and Company International Consultants. La loro azienda offre consigli e altri servizi a grandi clienti aziendali come Chevron, Boeing, Bechtel, AIG, Pfizer, Coca-Cola e Procter & Gamble nell’identificare sia rischi che opportunità economiche redditizie all’estero, oltre a negoziare con governi stranieri per sviluppare aspetti del programma economico neoliberale, come la riduzione di tasse, tariffe, regolamenti, licenze e restrizioni agli investimenti, specialmente nelle “economie di mercato emergenti”.
Cyrus R. Vance, Vicepresidente dal 1973 al 1976 e dal 1985 al 1987, nacque nel 1917 e morì nel 2002. Proveniva da una famiglia dell’alta borghesia da lungo tempo attiva nel CFR. Vance frequentò una scuola preparatoria d’élite, Kent, poi Yale, dove era nella società segreta Scroll and Key. Dopo essersi laureato alla Yale Law School nel 1942, servì nella Marina degli Stati Uniti fino al 1946. Dopo la guerra, Vance si unì al prestigioso studio legale di Wall Street Simpson, Thacher & Barlett, lavorandovi per il resto della sua carriera legale, interrotta da diversi episodi di servizio governativo. Democratico, fu nominato da John F. Kennedy Segretario dell’Esercito. Lyndon Johnson lo promosse poi alla posizione di Vice Segretario della Difesa. Vance, seguendo la visione consensuale del CFR, fu inizialmente un sostenitore della guerra americana in Vietnam, ma in seguito cambiò le sue opinioni e si dimise, consigliando a Johnson di porre fine alla guerra. In breve tempo Vance fu riabilitato e fu nominato delegato ai colloqui di pace a Parigi. Vance fu eletto al Consiglio CFR nel 1968 e vicepresidente nel 1973. Durante la metà degli anni ’70 fu anche attivo nella Trilateral Commission. Si dimise da queste posizioni nel 1976 per diventare Segretario di Stato di Jimmy Carter, ma naturalmente rimase membro del Consiglio. In questa carica, Vance rappresentò seguì i negoziati con l’URSS, la Cina e l’Iran, così come tra Israele e Egitto. Il più bellicoso Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Carter, Zbigniew Brzezinski, anch’egli membro attivo di lungo corso del CFR e ex direttore, rappresentò il suo rovescio. Una volta che l’influenza di Brzezinski divenne dominante, Vance decise di dimettersi, e lo fece quando Carter ordinò il fallito attacco del 1980 all’Iran per liberare gli ostaggi. Vance fu nuovamente eletto Direttore CFR nel 1981 e servì fino al 1987. Durante gli ultimi due anni del suo mandato, Vance divenne di nuovo vicepresidente del Consiglio.
Douglas Dillon, Vicepresidente dal 1976 al 1978, nato nel 1909 e morto nel 2003, Douglas Dillon fu anch’egli educato in una scuola preparatoria d’élite, Pine Lodge, insieme a tre fratelli Rockefeller. Divenne un caro amico di John D. Rockefeller III. Proseguì a Groton e poi alla Harvard University. Lui e la sua famiglia sono, come i Vance e i Rockefeller, elencati nel Social Register. Alla laurea nel 1938, si unì alla società di banca d’investimento di Wall Street di suo padre, Dillon-Read, ora parte della United Bank of Switzerland (UBS). Dopo il servizio nella Seconda Guerra Mondiale, fu eletto alla guida della società e divenne attivo nella politica repubblicana, servendo come importante raccoglitore di fondi per Eisenhower nel 1952. Il nuovo Presidente nominò presto Dillon come ambasciatore in Francia, una ricompensa per la sua raccolta fondi. John F. Kennedy scelse Dillon come suo Segretario del Tesoro nel 1961. Lasciando il servizio governativo nel 1965, Dillon divenne un Direttore CFR, servendo fino al 1978. Fu anche Presidente della Rockefeller Foundation e della Brookings Institution, così come Presidente del Harvard University Board of Overseers durante gli anni ’70.
Warren Christopher, Vicepresidente dal 1987 al 1991, nacque nel 1925 e morì nel 2011.Si laureò alla University of Southern California e alla Stanford Law School, diventando poi un partner di lungo corso in O’Melveny & Myers, un grande e prestigioso studio legale internazionale con sede a Los Angeles. Christopher divenne Presidente di O’Melveny and Myers, tra i cui clienti c’erano importanti società monopolistiche come Exxon Mobil, Bank of America, Enron e Goldman Sachs. Divenne Vice Segretario di Stato nell’amministrazione Carter, poi Direttore CFR dal 1982 al 1991 e come vicepresidente Dal 1987. Fu Segretario di Stato di Clinton dal 1993 al 1997. Oltre al suo ruolo nel CFR, fu anche Direttore della Trilateral Commission, membro del Bilderberg Group, Presidente del Consiglio di amministrazione della Stanford University e Presidente sia del Consiglio di amministrazione della Carnegie Corporation che del Pacific Council on International Policy collegato al CFR.
Maurice Greenberg, Vicepresidente dal 1994 al 2002 e Vicepresidente Onorario dal 2002, è ebreo ed è nato nel 1925. Conseguì una laurea presso la University of Miami e una laurea in legge presso la New York University. Nel 1962 fu assunto per lavorare per l’American International Group (AIG), e presto raggiunse la cima della società, dove lavorò per oltre quarant’anni. Aiutò a rendere AIG la diciottesima più grande società pubblica del mondo e la più grande società di assicurazioni e servizi finanziari. Greenberg è stato anche Presidente e CEO di C. V. Starr & Company e Presidente e Direttore generale di Starr International, una società di servizi finanziari diversificata. Fu anche Presidente della Starr Foundation associata. Mentre era Presidente e CEO di AIG, Greenberg sviluppò una stretta relazione con la famiglia Rockefeller e Henry Kissinger, che nominò nel Consiglio Consultivo Internazionale di AIG e assunse come consulente sulle possibilità commerciali in numerose nazioni. Greenberg fu anche selezionato per essere membro della Trilateral Commission, amministratore dell’Asia Society, della Rockefeller University (dove ricevette una laurea honoris causa) e del Museum of Modern Art, tutte e quattro istituzioni fondate dalla famiglia Rockefeller. Lavorò anche alla New York Stock Exchange e alla Federal Reserve Bank of New York, ed è stato membro del Business Council e Business Roundtable. Il CFR gli ha intitolato il suo Center for Geoeconomic Studies.
Richard E. Salomon, Vicepresidente dal 2007 al 2017, è nato nel 1942, è stato membro CFR per decenni e Direttore dal 2003 al 2013 e dal 2014 al 2017. Fu partner amministratore di una società di consulenza per investimenti, East End Advisers, e consulente senior di David Rockefeller, nonché amministratore della Rockefeller University e del Museum of Modern Art. Fu anche come vicepresidente degli amministratori e presiede i comitati di nomina e governance della Rockefeller University. Direttore di Boston Properties, amministratore della Alfred P. Sloan Foundation, nel Consiglio del Peterson Institute e Presidente di quello consultivo di Blackstone. Poiché Salomon non aveva alcuna competenza speciale nota in politica estera, la sua presenza come vicepresidente del CFR rinforzò l’opinione che David Rockefeller vi piazzava chi voleva.
David M. Rubenstein, Vicepresidente dal 2012 al 2017 e Presidente dal 2017, nato nel 1949, conseguì la sua laurea in legge presso la University of Chicago. Durante gli anni ’70 e ’80 praticò in due studi leader a New York e Washington, e servì anche come consulente di politica interna per Jimmy Carter. Fu, nel1987, co-fondatore e Direttore generale del Carlyle Group, una delle più grandi società di private equity del mondo. Nel 2013 Carlyle era la più geograficamente diversificata delle dieci più grandi società di private equity statunitensi ed europee. Questo significava che tra queste top società, Carlyle aveva il maggior bisogno di conoscenze su tendenze ed eventi in tutto il mondo, qualcosa in cui il CFR può ovviamente aiutare. Come esempi delle connessioni della società, il fratellastro dell’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy, Oliver, era partner in Carlyle, così come l’ex primo ministro conservatore britannico John Major. Oggi questa società gestisce 148 miliardi di dollari, con ventinove uffici e impiegando oltre 500 professionisti degli investimenti in tutto il mondo. La struttura di Carlyle come trust significa che, a differenza di altre società di buyout che sono diventate pubbliche, come KKR e Blackstone, i cui leader sono anche prominenti nel CFR, gli azionisti non hanno il diritto di eleggere membri del Consiglio o votare sulla compensazione esecutiva. Rubenstein si unì al CFR nel 2004, divenne Direttore nel 2005. Diversi altri top ufficiali Carlyle sono anche membri CFR. Oltre ad essere Direttore e vicepresidente del Consiglio, Rubenstein è anche nei consigli o comitati consultivi di numerose istituzioni importanti, tra cui Harvard University, University of Chicago, Stanford University, Asia Society, Brookings Institution, Peterson Institute, Center for Strategic and International Studies, World Economic Forum, Institute for Advanced Study, Trilateral Commission e JPMorgan Chase.
III
In questo terzo articolo, fornisco altri profili biografici di importanti dirigenti del CFR, dal 1976 ad oggi, ossia i Presidenti del CFR, diversi dai Presidenti del Consiglio di Amministrazione, una posizione pagata il cui ruolo è di gestire l’organizzazione e il suo staff in accordo col Consiglio di amministrazione e con la leadership. Ci sono stati un totale di sei Presidenti che sono stati in carica più di un anno: Bayless Manning, Winston Lord, Peter Tarnoff, Leslie Gelb, Richard N. Haass e Michael Fromann, mentre John Temple Swing ricoprì l’incarico solo un anno. Inoltre, ci sono stati 167 Direttori CFR durante il periodo 1976-2013. Ci sono due categorie principali di Direttore che spiccano, quelli chiaramente membri della classe finanziaria, e quelli di una classe di professionisti assunti. La prima comprende quasi due terzi del numero totale di direttori. Il secondo costituisce una classe professionale, specializzata nello sviluppare soluzioni creative ai problemi affrontati dal capitalismo. Quest’ultimo gruppo è diviso, circa equamente, in due sottogruppi: accademici di carriera e avvocati, ufficiali governativi (inclusi ufficiali militari) e giornalisti.
Tutti i cinque Presidenti del CFR hanno fatto parte del governo ed erano professionisti, intellettuali organici all’alta finanza, tranne Winston Lord.
Bayless Manning fu Presidente CFR dal 1971 al 1977. Laureato della Yale University, in seguito vi insegnò legge, poi divenne professore di legge e preside della Stanford Law School. La sua expertise era nella legge aziendale. David Rockefeller e Cyrus R. Vance riferirono di aver scelto Manning come Presidente CFR. Dopo essersi dimesso da questa posizione, si unì allo studio legale aziendale di New York Paul, Weiss, Rifkind, Wharton & Garrison.
Winston Lord successe a Manning e fu Presidente CFR fino al 1985. La famiglia di Lord è parte della vecchia plutocrazia americana. Divenne un esperto sulla Cina, entrando nel governo come parte dello staff di Henry Kissinger al National Security Council durante l’Amministrazione Nixon. Poi divenne Direttore della pianificazione politica al Dipartimento di Stato a metà degli anni ’70 e consulente sulla Cina. Mentre era Presidente CFR, divenne ambasciatore del presidente Reagan in Cina dal 1985 al 1989. Nel 1993 il Presidente Clinton nominò Lord Segretario di Stato Assistente. Occupò quella posizione fino al 1997. Sua moglie, Betty Bao Lord, fu direttrice CFR dal 1998 al 2003.
Peter Tarnoff fu Presidente CFR dal 1986 al 1993. Era stato un ufficiale del Foreign Service che salì i ranghi, diventando assistente speciale sia del Segretario di Stato Muskie che del Segretario di Stato Vance. In seguito divenne Direttore esecutivo del World Affairs Council of Northern California. Clinton nominò Tarnoff Sottosegretario di Stato per gli Affari Politici mentre era Presidente CFR. Poi si dimise come Presidente CFR per entrare nel governo dal 1993 al 1997.
Leslie H. Gelb successe a Tarnoff e servì come Presidente CFR fino al 2003. Prima di diventare Presidente del CFR, Gelb aveva lavorato nei Dipartimenti di Stato che della Difesa, poi fu assunto dal New York Times come corrispondente della sicurezza nazionale, editorialista della pagina editoriale e opinionista. Insegnò a livello universitario e fu associato con la Brookings Institution e Carnegie Endowment. Scrisse numerosi libri tra cui Power Rules: How Common Sense Can Rescue American Foreign Policy.
Richard N. Haass, fu Presidente CFR dal 2003 al 2017. Fu Rhodes Scholar e conseguì un master e dottorato dalla Oxford University, in seguito insegnando nell’Università. Prima di essere nominato Presidente CFR, Haass fu dentro e fuori dal governo, prima come Assistente Speciale di George H. W. Bush e come parte del National Security Council. Ricevette la Presidential Citizens Medal per aver aiutato a sviluppare piani per la prima invasione dell’Iraq, l’Operation Desert Storm. Durante gli anni Clinton fu fuori dal governo, lavorando come senior associate al Carnegie Endowment e come vicepresidente e Direttore degli studi di politica estera alla Brookings Institution. Quando George W. Bush fu eletto, Haass fu Direttore della Pianificazione Politica al Dipartimento di Stato e stretto consulente del Segretario di Stato Colin Powell. Lasciò quella posizione per diventare Presidente del Consiglio. Nel 2007 Haass si unì al Consiglio di amministrazione del Fortress Investment Group, una società globale di gestione degli investimenti con oltre mille investitori istituzionali e privati. È autore di undici libri sulla politica estera americana, incluso The Opportunity: America’s Moment to Alter History’s Course. Haass nell’aprile 2013 scrisse positivamente di Margaret Thatcher, e ne riassunse gli elementi centrali del programma: “privatizzazione, tasse più basse sul reddito, un ruolo ridotto per i sindacati – in breve, il successo nel tagliare il ruolo del governo nell’economia.” Tutte cose imposte ai paesi satelliti degli USA.
Michael Braverman Goodman Froman, conosciuto come Michael B. Froman, nato il 20 agosto 1962 a San Rafael, California, è stato un avvocato, diplomatico ed esperto di commercio internazionale americano. Proviene da una famiglia ebrea. Da adolescente, Froman fu attivamente coinvolto nella B’nai B’rith Youth Organization, dove servì come 56° Presidente Internazionale nel 1980. Froman ha perseguito l’istruzione superiore con un focus sugli affari internazionali. Ha conseguito una laurea in Affari Pubblici e Internazionali presso la Woodrow Wilson School della Princeton University nel 1985, completando una tesi di laurea sul controllo degli armamenti USA-URSS. Successivamente ha ottenuto un D.Phil. in Relazioni Internazionali dal St Antony’s College dell’Università di Oxford nel 1988, con una tesi di dottorato sullo sviluppo della détente nel discorso politico americano, sotto la supervisione dello storico Sir Michael Howard. Inoltre, possiede un J.D. della Harvard Law School, dove è stato compagno di classe e collega di Barack Obama alla Harvard Law Review. La carriera professionale di Froman abbraccia il servizio governativo, la finanza e le organizzazioni internazionali. All’inizio della sua carriera, ha lavorato come collegamento per il programma di assistenza legale dell’American Bar Association in Albania e come membro dell’Unità di Studi Prospettici della Commissione Europea a Bruxelles. Nel 1992-1993, ha servito come White House Fellow nell’Ufficio della Politica Economica e Domestica. Durante l’amministrazione Clinton, Froman ha ricoperto diversi ruoli chiave: dal 1993 al 1995, è stato Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale per gli Affari Economici Internazionali al Consiglio di Sicurezza Nazionale e Consiglio Economico Nazionale, fungendo da sherpa degli Stati Uniti ai vertici G7, G8 e G20; ha anche servito come Vice Segretario Assistente per l’Eurasia e il Medio Oriente, concentrandosi sulle politiche economiche verso l’ex Unione Sovietica, l’Europa Centrale e Orientale, e gli Accordi di Dayton. Dal 1997 al 1999, è stato Capo di Gabinetto del Segretario al Tesoro Robert Rubin. Dopo l’era Clinton, Froman è passato al settore privato, unendosi a Citigroup come Presidente e CEO di CitiInsurance e capo della Strategia dei Mercati Emergenti. Durante la crisi finanziaria del 2008-2009, ha guadagnato oltre 7,4 milioni di dollari in compensi dall’azienda. Froman si è riconnesso con Obama durante la sua campagna per il Senato del 2004, fornendo consigli politici e facilitando le presentazioni a figure influenti come Robert Rubin. Nel 2008, si è unito al consiglio consultivo del team di transizione presidenziale di Obama. Con l’inaugurazione di Obama, Froman è tornato alla Casa Bianca nel 2009 come Vice Assistente del Presidente e Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale per gli Affari Economici Internazionali, ruolo che ha mantenuto fino al 2013. Nel maggio 2013, il Presidente Obama ha nominato Froman come 11° Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti (USTR), posizione che ha assunto il 19 giugno 2013, dopo la conferma del Senato con un voto di 93-4. Come USTR, Froman ha svolto un ruolo fondamentale nel promuovere gli interessi commerciali degli Stati Uniti, guidando i negoziati per accordi storici come la Trans-Pacific Partnership (TPP) e un trattato bilaterale di investimento con la Cina, che ha raggiunto quasi il 90% di completamento entro il 2017 prima di essere sospeso sotto l’amministrazione successiva. Ha lavorato per aprire i mercati esteri per beni e servizi statunitensi, far rispettare gli standard lavorativi e ambientali, e proteggere i diritti di proprietà intellettuale. Il suo mandato ha affrontato controversie, incluse critiche per la segretezza che circondava i negoziati TPP e controlli sui suoi investimenti personali, come quasi 500.000 dollari in un fondo offshore alle Isole Cayman, che hanno attirato l’opposizione di figure come la Senatrice Elizabeth Warren durante la sua conferma.Dopo il suo servizio governativo, Froman si è unito al CFR come distinguished fellow nel 2017. Nell’aprile 2018, è diventato Vice Presidente e Presidente per la Crescita Strategica presso Mastercard Inc. Si è anche unito al consiglio di amministrazione di The Walt Disney Company nel settembre 2018 e ha servito nella Task Force Transatlantica del German Marshall Fund e della Bundeskanzler-Helmut-Schmidt-Stiftung dal 2019. Nel marzo 2023, Froman è stato nominato Presidente del CFR, succedendo a Richard N. Haass, dove continua a influenzare le discussioni di politica globale. La carriera di Froman riflette un profondo impegno verso la politica economica internazionale, collegando il servizio pubblico e l’impresa privata per plasmare l’impegno globale degli Stati Uniti.
IV
In questo quarto articolo offro al pubblico notizie sul Consiglio dei Direttori del CFR, ad oggi formato da 36 membri. La maggioranza dei Direttori CFR durante gli anni 1976 ad oggi sono stati capitalisti: avevano beni di oltre 10 milioni di dollari, erano ufficiali o Direttori di lungo corso di importanti società USA o principali di un importante studio legale. Hanno avuto una stretta connessione con almeno una delle grandi banche commerciali o d’investimento, ossia la Chase Manhattan/JPMorgan Chase, Citibank/Citicorp, Lehman Brothers, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Manufacturers Hanover, Lazard Brothers, First Chicago, Dillon Reed, First Boston, Brown Brothers Harriman, American Express e Bank One. Molti erano coinvolti nel sistema di “shadow banking” di private equity, fondi comuni, hedge fund e altri veicoli d’investimento, specialmente i più grandi come il Blackstone Group, Carlyle, Blackrock, il Soros Fund e Kohlberg Kravis & Roberts. Altri ancora erano CEO o Direttori di una varietà di corporation giganti petrolifere, farmaceutiche, alimentari, delle telecomunicazioni, tecnologiche, massmediatiche, dei trasporti aerei, delle utilities, alberghiere e manifatturiere. Pochi erano funzionari di una delle Federal Reserve Banks, della New York Stock Exchange o un principale di un importante studio legale. Diversi erano anche Direttori di compagnie di assicurazione, e alcuni lavoravano anche come Direttori sia di società finanziarie che non-finanziarie, in società finanziarie o accademie, poi dentro e fuori dal governo. Ecco una lista dei dodici Direttori CFR di più lunga durata durante gli anni 1976–2014. Di quelli che non abbiamo parlato in precedenza, diamo note biografiche.
– David Rockefeller, banchiere commerciale, 36 anni, 1949–1985
– Peter G. Peterson, shadow banker, 34 anni, 1973–2007
– Carla A. Hills, direttrice aziendale, consulente aziendale, 20 anni, 1994-2014
– Karen E. House, giornalista, editore, 16 anni, 1987–1998 e 2003–2008
– Maurice Greenberg, esecutivo assicurativo, 15 anni, 1992–2002 e 2004–2009
– Cyrus Vance, avvocato di Wall Street, 15 anni, 1968–1976 e 1981–1987
– Paul Volcker, banchiere commerciale, 15 anni, 1975–1979 e 1988–1999
– Martin Feldstein, professore Harvard, 16 anni, 1998-2013
– Robert Rubin, banchiere d’investimento, 14 anni, 2000-2014
– Richard Holbrooke, banchiere d’investimento, 13 anni, 1991–1993, 1996–1999, 2001–2009
– Robert Hormats, banchiere d’investimento, 13 anni, 1991–2004
– Steven Stamas, esecutivo di compagnia petrolifera, 12 anni, 1977–1989
Karen Elliott House (1947-), che divenne prima membro CFR nel 1978, iniziò immediatamente a lavorare nel comitato per l’appartenenza del consiglio, un comitato in cui servì frequentemente negli anni successivi, ma fu anche nei comitati Esecutivo e Affari Esteri. House, che iniziò come giornalista con il bellicoso e neoliberale Wall Street Journal – salendo successivamente a foreign editor (1984), Presidente di Dow Jones International (1995), e editore di questo giornale nel 2002 – rappresenta un esempio di una esponente della classe professionale che sale nei ranghi dei plutocrati. La sua expertise era il Medio Oriente, specialmente l’Arabia Saudita, e per decenni scrisse storie premiate e poi un libro su questa parte del globo. Trascorse anche tempo come senior fellow al Belfer Center di Harvard, dotato dal membro CFR Robert A. Belfer, che possedeva e controllava Belco Petroleum, che si fuse con un’altra compagnia per formare Enron.
Paul A. Volcker (1927-2019), educato a Princeton, Harvard e alla London School of Economics, fu banchiere, alla Chase Manhattan Bank dove fu vicepresidente, e lavorò nel Dipartimento del Tesoro, ma anche come Presidente della Federal Reserve Bank of New York (1975–79) e Presidente del Board of Governors del sistema Federal Reserve (1979–87). Servì come Direttore CFR prima e dopo essere stato capo della Fed. Come Presidente della Federal Reserve, ebbe un ruolo importante nella nascita del neoliberalismo. Ha avuto forti connessioni con i Rockefeller per molti anni, lavorando come assistente di David alla Chase Manhattan, poi in seguito come uno di diversi amministratori che supervisionavano direttamente la fortuna della famiglia. Volcker fu anche Presidente del Group of Thirty, membro fondatore della Trilateral Commission, e membro di lunga data del Bilderberg Group.
Martin S. Feldstein (1939-2019) ricevette il suo BA ad Harvard e conseguì un PhD a Oxford. Economista, per trent’anni fu Presidente e CEO del National Bureau of Economic Research, con tempo fuori per servire come Presidente del Council of Economic Advisers di Ronald Reagan (1982–84). Fu anche professore di Economia ad Harvard per molti anni. Fu nei consigli di amministrazione di diverse importanti società, tra cui JPMorgan, TRW, Eli Lilly e American International Group (AIG). Servì per ventidue anni nel Consiglio di AIG e un decennio nel Consiglio Lilly. Feldstein, come economista conservatore, stava avidamente sostenendo la privatizzazione della Social Security. Era nel Consiglio di amministrazione di AIG quando ricevette un salvataggio finanziato dai contribuenti dal governo federale per non meno di 185 miliardi di dollari, almeno parte del quale probabilmente finì nella sua tasca sotto forma di un grande pacchetto di compensazione. Feldstein è anche ben collegato internazionalmente, servendo nella Trilateral Commission e nel Group of 30.
Richard C. Holbrooke (1941-2010) fu inizialmente parte della classe professionale, servendo nel governo federale. Poi fu reclutato in importanti consigli aziendali nel settore finanziario. Ricevette il suo BA da Brown e andò immediatamente nel Foreign Service, diventando un esperto del Vietnam. Durante gli anni 1962–69 lavorò su una parte della guerra di controinsurrezione USA, iniziando con la “pacificazione” rurale nel Delta del Mekong, poi “Operation Phoenix,” che causò l’omicidio di decine di migliaia di vietnamiti. Holbrooke consigliò anche gli ambasciatori USA a Saigon, così come il presidente Johnson, e finì questo periodo della sua vita con i Colloqui di Pace di Parigi. Durante gli anni ’70 fu giornalista e ufficiale del Dipartimento di Stato nell’amministrazione Carter. Nel 1981 divenne senior adviser ai Lehman Brothers. In pochi anni fu Managing Director di questa società, servendo in quel ruolo fino al 1993. Fu anche nei consigli di American International Group (AIG), Suisse First Boston (vicepresidente), e Perseus LLC (vicepresidente). Fu nella Commissione Trilaterale. Holbrooke in seguito tornò al servizio governativo in una varietà di ruoli diplomatici: ambasciatore in Germania, ambasciatore alle Nazioni Unite, negoziatore di pace in Bosnia, e Rappresentante Speciale USA per Afghanistan e Pakistan. Durante la preparazione di Bush alla guerra in Iraq nel 2002, Holbrooke favorì fortemente l’attacco all’Iraq, e in incontri segreti con democratici del Congresso li consigliò in termini inequivocabili di supportare la guerra in arrivo. In breve, Holbrooke fu un falco tutta la sua vita.
Robert D. Hormats (1943-) frequentò scuole private dove ricevette il suo BA (Tufts) e MA e PhD (Fletcher School of Law and Diplomacy). La sua carriera iniziale fu nel governo federale, al National Security Council, lavorando con, a turno, i consiglieri per la Sicurezza Nazionale Kissinger, Brzezinski e Scowcroft. Poi lavorò nel Dipartimento di Stato come consulente sull’economia internazionale. Si unì a Goldman Sachs nel 1982, lavorando per la società per oltre venticinque anni e salendo alla posizione di vicepresidente. Nel 2009 fu scelto da Obama per essere Sottosegretario di Stato per la Crescita Economica, Energia e Ambiente, una posizione che tenne fino al 2013, quando lasciò il governo e divenne vicepresidente di Kissinger Associates, una società di consulenza privata guidata da Henry A. Kissinger. Fu anche membro della Trilateral Commission.
Stephen Stamas (1944-2025) fu un laureato di Harvard che proseguì come Rhodes Scholar alla Oxford University. Conseguì anche il suo dottorato ad Harvard. Dopo un breve periodo con il governo federale, si unì alla Exxon Corporation, eventualmente salendo a diventare vicepresidente. Fu anche vicepresidente della Rockefeller University e amministratore e Presidente dell’American Assembly.
A partire dal 2025, i membri del consiglio di amministrazione del CFR includono:
David M. Rubenstein (presidente) – cofondatore e co-amministratore delegato di The Carlyle Group, reggente dello Smithsonian Institution, presidente del consiglio di amministrazione della Duke University, co-presidente del consiglio di amministrazione della Brookings Institution, presidente dell’Economic Club of Washington e proprietario dei Baltimore Orioles.
Blair Effron (vicepresidente) – cofondatore di Centerview Partners.
Jami Miscik (vicepresidente) – consulente senior di Lazard Geopolitical Advisory e amministratore delegato di Global Strategic Insights; ex amministratore delegato e vicepresidente di Kissinger Associates, Inc. La Sig.ra Miscik ha ricoperto il ruolo di responsabile globale del rischio sovrano presso Lehman Brothers. È inoltre consulente senior di Barclays Capital.
Michael Froman (presidente) – ex vicepresidente e presidente, crescita strategica, di Mastercard; ex rappresentante commerciale degli Stati Uniti (2013-2017) sotto la presidenza di Barack Obama
Nicholas F. Beim − partner di Venrock
Afsaneh Mashayekhi Beschloss − fondatore e amministratore delegato di RockCreek
Margaret Brennan − moderatrice di Face the Nation; corrispondente capo per gli affari esteri di CBS News
Sylvia Mathews Burwell – presidente dell’American University; ex Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (2014-2017) sotto la presidenza di Barack Obama
Kenneth I. Chenault − presidente e amministratore delegato di General Catalyst
Tony Coles − presidente esecutivo di Cerevel Therapeutics; co-fondatore e co-presidente della Black Economic Alliance
Cesar Conde − presidente di NBCUniversal News Group
Thomas Donilon
Michèle Flournoy − co-fondatrice e managing partner di WestExec Advisors; cofondatore, ex amministratore delegato e ora presidente del Center for a New American Security (CNAS)
Jane Fraser – amministratore delegato, Citi
Stephen Freidheim – direttore degli investimenti, fondatore, managing partner, Cyrus Capital Partners L.P.
James P. Gorman – presidente esecutivo, Morgan Stanley
Margaret (Peggy) Hamburg – ex commissario della FDA statunitense; ex ministro degli Esteri, National Academy of Medicine
William Hurd – ex rappresentante degli Stati Uniti per il 23° distretto congressuale del Texas (2015-2021); ex agente clandestino della CIA
Charles R. Kaye – amministratore delegato, Warburg Pincus
Christopher Liddell
William H. McRaven – professore di sicurezza nazionale, Lyndon B. Johnson School of Public Affairs, Università del Texas ad Austin
Justin Muzinich – amministratore delegato, Muzinich & Company; Ex Vice Segretario al Tesoro degli Stati Uniti (2018-2021)
Janet Napolitano – Professoressa di politiche pubbliche presso la Goldman School of Public Policy dell’Università della California, Berkeley, ex Procuratore degli Stati Uniti (1993-1997), Procuratore Generale dell’Arizona (1999-2003), Governatore dell’Arizona (2003-2009) e primo Segretario alla Sicurezza Interna del Presidente Barack Obama (2009-2013)
Meghan L. O’Sullivan – Direttrice del Belfer Center for Science and International Affairs, Jeane Kirkpatrick Professoressa di Pratica degli Affari Internazionali presso la Harvard Kennedy School
Deven J. Parekh – Amministratore Delegato di Insight Partners
Charles Phillips – Managing Partner e cofondatore di Recognize
Richard L. Plepler – Fondatore e Amministratore Delegato di Eden Productions
Ruth Porat – Presidente, Direttore degli Investimenti e Direttore Finanziario di Alphabet e Google
Laurene Powell Jobs
L. Rafael Reif – presidente emerito, Massachusetts Institute of Technology
Mariko Silver – presidente e amministratore delegato, The Henry Luce Foundation; ex presidente, Bennington College
James D. Taiclet – presidente, presidente e amministratore delegato, Lockheed Martin; ricercatore associato dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics
Linda Thomas-Greenfield
Frances Fragos Townsend – vicepresidente esecutivo degli affari societari, segretario aziendale, responsabile della conformità, Activision Blizzard
Tracey T. Travis – vicepresidente esecutivo della finanza e direttore finanziario, Estée Lauder Companies
Fareed Zakaria – conduttore, Fareed Zakaria GPS della CNN; editorialista del Washington Post, collaboratore dell’Atlantic; ex caporedattore di Foreign Affairs (1992-2000)
Amy Zegart – Morris Arnold e Nona Jean Cox senior fellow presso l’Hoover Institution





