Home Economia e finanza NEI PRIMI MESI DEL 2025 IL NUCLEARE IN PARLAMENTO

NEI PRIMI MESI DEL 2025 IL NUCLEARE IN PARLAMENTO

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Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito, durante un’audizione alla Camera, l’intenzione del governo di studiare un piano per riportare il nucleare in Italia, sostenendo che l’introduzione di questa fonte di energia nel mix italiano porterebbe “a un risparmio di almeno 17 miliardi di euro”.

Come già chiarito più volte, i piani del governo non ipotizzano alcun ricorso a grandi centrali nucleari, ma puntano agli small modular reactor (Smr).

Al riguardo è stato istituito presso il Mase, in collaborazione con Enea e Rse, una “Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile”, che coinvolge al suo interno i più importanti stakeholder nazionali impegnati nel campo dell’energia nucleare, tra cui aziende, industrie, università, enti regolatori, istituti di ricerca e associazioni di categoria.

Si articola in sette gruppi di lavoro, i cui risultati, previsti già entro fine ottobre, rappresenteranno una base oggettiva di dati e valutazioni tecniche.

Lo scopo, secondo il ministro, è di definire una cornice di proposte capaci di giungere entro la fine dell’anno a “una bozza di testo per la legge-delega che possa abilitare la produzione da fonte nucleare tramite le nuove tecnologie nucleari sostenibili come gli Smr, Amr e microreattori”, per poi sottoporla al Parlamento già nei primi mesi del 2025.

Il dibattito sulla produzione di energia dal nucleare di ultima generazione anche a livello europeo sta vivendo una fase di rinnovato interesse, caratterizzata da diversi sviluppi significativi.

In primo luogo, l’Unione Europea ha incluso l’energia nucleare nella tassonomia per le tecnologie energetiche a supporto del Green Deal, riconoscendo il suo potenziale ruolo nella transizione verso un’economia a basse emissioni. Inoltre, c’è un crescente supporto per i piccoli reattori modulari (Smr).

Nel dicembre 2023, il Parlamento europeo ha adottato una relazione che chiede una strategia industriale specifica per lo sviluppo degli Smr nell’Ue, con 409 voti favorevoli. Questo indica un chiaro interesse per tecnologie più flessibili e potenzialmente più sicure.

Alcuni Stati membri, come Francia, Finlandia, Repubblica Ceca e Ungheria, stanno pianificando o costruendo nuovi reattori nucleari, mostrando un rinnovato impegno verso questa fonte di energia.

L’industria nucleare europea è anche attivamente coinvolta nello sviluppo di reattori di IV generazione, con progetti come Alfred e Lfr-AS-200 in fase di avanzata.

L’Unione Europea sta anche finanziando la ricerca nel settore nucleare attraverso programmi come Euratom, con un budget di 1,38 miliardi di euro per il periodo 2021-2025.

In Italia, nel maggio 2023, la Camera dei Deputati ha approvato una mozione che impegna il governo a considerare l’energia nucleare nel mix energetico nazionale.

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  • Redazione

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