con questo titolo si potrebbe sintetizzare quanto accaduto per il MES – Meccanismo Europeo di Stabilità. Una vicenda che mostra tutta la debolezza della nostra politica estera, tutta la contraddittorietà dei nostri comportamenti e la nostra inaffidabilità. La debolezza e la ininfluente politica estera è attestata dal fatto che sul MES non siamo riusciti a costruire un minimo di alleanza per conseguire a modificare le regole e i contenuti del MES.
Sulla nostra proposta di trasformare il MES da strumento “intergovernativo” in organismo dell’Unione Europea, nessun paese membro della U.E. ha inteso condividere la nostra proposta. La contraddittorietà dei nostri comportamenti si rilevata dal fatto che prima lo sottoscriviamo e poi ne chiediamo la modifica e poi giungiamo ad essere l’unico paese che non provvede alla sua ratifica.
Una decisione che può sembrare una vittoria e la tutela degli interessi dell’Italia, ma nella realtà segna il nostro isolamento a livello internazionale. Era stato deciso di ratificare il MES dopo il risultato conseguito sulle nuove regole del “Patto di Stabilità e Crescita” e, invece, ci presentiamo con la mancata revoca del MES, ma con la sua clamorosa bocciatura.
Eppure, a dare credito alle parole del ministro Giorgetti: “L’Italia ha ottenuto molto”. E se l’Italia dal nuovo Patto di Stabilità e Crescita ha ottenuto tanto, perché il MES non è stato ratificato. La verità è che alla posizione favorevole alla ratifica da parte del ministro Giorgetti (“Conveniva approvarlo”), è prevalsa la linea di Matteo Salvini, il leghista da sempre contro il MES.
A Salvini poco importa il rischio per l’Italia per la mancata ratifica del MES e il pericoloso isolamento internazionale e inaffidabilità dell’Italia, lui pensa di sfruttare il caso MES per le prossime elezioni europee. La verità è che il voto sulla mancata ratifica ha provocato divisioni e tensioni sia nella maggioranza che nella minoranza. A livello di maggioranza si sono sfilati, astenendosi, sia Forza Italia che Noi Moderati, il movimento che fa capo a Giovanni Toti, il governatore della Liguria. Nella minoranza, invece, si è sfilato il M5S di Conte, che, come tutti i Capi di Governo dal 2012 al 2021, si erano impegnati alla sua ratifica.
La decisione di Conte contribuisce a minare quasi definitivamente il famoso “campo largo” al quale pazientemente lavora la segretaria del PD. Elly Schlein, la quale in questa occasione ha visto convergere insieme al PD, sia Italia Viva di Renzi e sia Azione di Calenda. E a proposito di reputazione internazionale dell’Italia, vi è da sottolineare che: “E’ la prima volta in Italia che un Trattato internazionale su cui un governo si è impegnato, versando una prima tranche di 14 miliardi di euro, che viene bocciato dal Parlamento”.
Ancora una volta ha prevalso l’asse franco-tedesco, che non ha inteso concedere all’Italia alcun rinvio. Francia e Germania hanno deciso di accelerare la firma del Patto di Stabilità e Crescita. Il risultato è che ancora una volta l’Italia è costretta ad obbedire all’asse franco-tedesco. In Italia, invece, il dibattito politico tra i diversi esponenti politici consiste nel rinfacciarsi accuse di “incoerenza”.
Qualche esponente della maggioranza sostiene che dopo il voto del Parlamento è il momento di una riflessione sul MES. La verità è che in questa vicenda è l’Italia che ha perso la faccia. Ora resta di attendere sulle eventuali conseguenze nelle relazioni internazionali ed in modo particolare nei rapporti con la Germania, visto che uno degli argomenti utilizzati da Salvini, è stato sempre quello di considerare il MES “lo strumento per salvare le banche tedesche” e che il MES, secondo Alberto Bagnai, autorevole deputato ed esperto economista della Lega, “è un trattato irriformabile che meriterebbe una decente sepoltura”.
Il MES, per ora, ha mandato in frantumi la maggioranza di governo e minato il “campo largo” delle opposizioni, con Conte del M5S sempre più inaffidabile per Renzi e Calenda e buona parte dei riformisti del PD.
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