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MENTALITA’ CHE NON VEDONO LA REALTA’

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di Giovanni Beernardini
Esistono zone enormi del mondo, popolate da svariate centinaia di milioni di esseri umani, ove è assolutamente egemone una mentalità ben peggiore di quella “patriarcale” di cui tanto si parla in questi giorni in Italia. Una mentalità che considera, senza tanti giri di parole, la donna come strutturalmente inferiore all’uomo.
 E non si tratta di semplice “mentalità”. Si tratta di una mentalità che diventa costume diffuso, è fatta propria anche da moltissime donne, permea di se le istituzioni, si trasforma in legge, ispira le sentenze dei tribunali. E’ una mentalità istituzionalizzata.
In Iran esiste la “polizia morale” che vigila sul modo di vestire delle donne. Se qualcuna non mette il velo nella maniera corretta rischia l’arresto, le botte, lo stupro, a volte la morte.
Molte giovani donne ed uomini iraniani si sono ribellate a questo infame stato di cose. Qualche decina di loro è stata fucilata.
Eppure oggi molti di coloro che strillano contro la mentalità “patriarcale” che sarebbe largamente presente in Italia si dicono preoccupati per il diffondersi della “islamofobia”.
E in cosa consisterebbe l’islamofobia? Ad esempio nel denunciare la situazione delle donne (e non solo) in Iran. Qualcuno dovrebbe provare a far pace col cervello.
Ma… è proprio vero che la mentalità spiega sempre tutto? Davvero dietro certi orribili fatti di cronaca si cela sempre una orribile mentalità?
A coloro che in buona fede sono convinti di una cosa simile consiglio la lettura di “Schiavo d’amore” di Maugham e soprattutto dello splendido “un amore di Swann” nel primo libro della “Recherche” di Proust.
Scoprirà che le passioni non sono un semplice riflesso della mentalità, che hanno una enorme ed autonoma forza distruttiva ed autodistruttiva, che solo un ottimismo molto ingenuo può farci credere che acquisire una mentalità corretta ci renda in automatico incapaci di compiere il male.
E’ certo che ci sono molti più uomini che uccidono le donne che non il contrario. Ma… siamo sicuri che questo dipenda, sempre, in tutti i casi, dalla mentalità? Spesso la mentalità conta, è vero, ma non sempre è il fattore decisivo. Esistono anche donne intollerabilmente gelose, come mai loro uccidono solo raramente i loro compagni? Non sarà che di solito, sottolineo, di solito, la donna è fisicamente meno forte dell’uomo e che questo le rende molto più difficile compiere un delitto, sopratutto un delitto non premeditato, quello che avviene al culmine di una lite violenta?
Potrei continuare ma la pianto li. E’ davvero deprimente che un orribile, tristissimo fatto di cronaca debba trasformarsi in polemica politica o pretesto per il ripetere senza fine idiozie pseudo filosofiche. Leggi severe, certezza della pena, serie misure di controllo e prevenzione e, perché no, la diffusione di strumenti e tecniche di autodifesa possono essere utili a molte donne preda della intollerabile violenza dei loro compagni, di certo molto più utili che le chiacchiere onnipresenti sui media.

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  • Redazione

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