Serve una strategia sul Mediterraneo allargato
A cura di Agenzia Nova
CPE, Meloni ribadisce la centralità dell’asse transatlantico: Serve una strategia sul Mediterraneo allargato
Dopo il vertice in Armenia la premier si è spostata a Baku, su invito del presidente Ilham Aliyev, per una visita ufficiale
Dal nostro inviato a Erevan – Dal legame con gli Stati Uniti alla centralità del Mediterraneo nella strategia europea, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiuso il vertice della Comunità politica europea a Erevan delineando una linea che tiene insieme sicurezza, energia, migrazioni e visione geopolitica di lungo periodo. Il primo messaggio è rivolto all’asse transatlantico.
Meloni ha espresso una posizione netta contro l’ipotesi di un ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia: una decisione che, ha precisato, spetta a Washington, ma che Roma non condividerebbe.
Allo stesso tempo, la premier ha rivendicato la piena affidabilità italiana all’interno della Nato, ricordando l’impegno del Paese nelle missioni internazionali più complesse, dall’Afghanistan all’Iraq.
In questo quadro si inserisce anche il rafforzamento del dialogo bilaterale con gli Stati Uniti, con l’imminente visita a Roma del segretario di Stato Marco Rubio, atteso per un confronto sui principali dossier globali, dalla sicurezza internazionale alla cooperazione economica.
Accanto alla dimensione politico-militare, prende forma una strategia economica ed energetica sempre più articolata. Il governo punta a diversificare fonti e partner, costruendo una rete di cooperazioni che guarda all’Azerbaigian, al Nord Africa e ai Paesi del Golfo. Una vera e propria “diplomazia dell’energia”, pensata per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e tutelare gli interessi nazionali nel lungo periodo.
La premier insiste poi sulla necessità di un cambio di paradigma in Europa: “Dopo anni segnati da crisi, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, l’Unione europea deve passare da una logica di reazione a una capacità di anticipazione. Serve una strategia di lungo periodo che tenga conto non solo dei partner più affini, ma anche del vicinato geografico”.
In questo senso, il Mediterraneo allargato emerge come area chiave. Meloni ha sottolineato l’esigenza di un approccio più focalizzato verso i Paesi della sponda sud, rafforzando il lavoro già avviato anche insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Un’attenzione che si lega in modo diretto al tema migratorio, considerato uno dei banchi di prova principali per la stabilità europea. Sul dossier migranti, la linea resta quella già tracciata: contrasto ai trafficanti, prevenzione di nuove crisi come quella del 2015 e rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito.
Meloni ha rivendicato i progressi compiuti a livello europeo, dal nuovo Patto sull’asilo alle iniziative sui rimpatri, sottolineando anche l’ampia adesione, 31 Paesi, a una dichiarazione promossa in ambito europeo.
Alla base dell’intervento c’è una lettura unitaria delle sfide contemporanee. Le crisi, dalla sicurezza alla migrazione fino all’economia, sono interconnesse e si rafforzano a vicenda.
Flussi migratori non governati, ha osservato la premier, possono mettere sotto pressione la sicurezza, incidere sulle risorse pubbliche e alimentare tensioni sociali, con effetti sulla competitività e sulla stabilità interna.
Meloni ha infine richiamato anche il rischio di un’erosione della fiducia dei cittadini nelle istituzioni quando le crisi appaiono fuori controllo. Un vuoto che può essere riempito da dinamiche di manipolazione, comprese quelle legate all’uso distorto delle nuove tecnologie.
Il punto stampa al termine del vertice
La scelta di ritirare le truppe statunitensi dal territorio italiano “è una scelta che non dipende da me ma che non condividerei”, ha affermato Meloni al termine della riunione della Comunità politica europea.
L’Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, particolarmente nell’ambito della NATO, “anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti”, ha detto la premier.
“Lo abbiamo fatto in Afghanistan, lo abbiamo fatto in Iraq, e quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di patto atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”, ha aggiunto.
L’Azebairgian, ha affermato Meloni, è un altro partner strategico per l’approvvigionamento tanto di gas quanto di petrolio: dopo il viaggio in Algeria e nei Paesi del Golfo, fa parte di una diplomazia dell’energia che serve a difendere i nostri interessi ma a lungo termine.
“Bisogna costruire una strategia nuova, parlando e allargando la propria cooperazione al proprio spazio geografico, ai Paesi like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”, ha detto la premier.
“Con il primo ministro canadese Mark Carney ho affrontato il tema relativo all’energia, ma ancora di più in termini di materie prime critiche, che è un altro elemento essenziale della sovranità, dell’autonomia strategica abbiamo discusso molto e stiamo facendo importanti passi in avanti”, ha detto la premier.
“Il tema energetico è centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane, a livello soprattutto di Consiglio europeo. Credo che anche iniziative come questa che allargano il concetto d’Europa e dei confini propri dell’Unione europea siano utili”, ha aggiunto.
Tra i temi al centro del colloquio, riferisce Palazzo Chigi, il comune impegno di Italia e Canada per una pace giusta in Ucraina e l’urgenza di una soluzione per la necessaria stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. I due leader hanno concordato di restare in stretto contatto in vista del Vertice di Evian.
A margine del vertice, Meloni ha avuto un colloquio con il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, dal quale “ha raccolto l’impegno politico affinché alle famiglie dei ragazzi italiani colpiti dalla tragedia di Crans Montana non venga richiesto alcun onere relativo alle cure ospedaliere prestate in Svizzera”.
È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Per quanto riguarda la questione della fatturazione delle spese ospedaliere tra gli Stati, Parmelin ha fatto presente che sono in corso gli approfondimenti del Consiglio federale svizzero volti a individuare una soluzione accettabile.
“Nel manifestare apprezzamento per l’attenzione dimostrata, Meloni ha ribadito la piena disponibilità a mantenere un’interlocuzione costante al fine di agevolare una rapida e definitiva risoluzione della vicenda”, prosegue la nota.
La visita in Azerbaigian
Dopo la fine del vertice, la presidente del Consiglio è giunta all’Aeroporto Internazionale Heydar Aliyev di Baku. Ad accoglierla, il vice primo della Repubblica dell’Azerbaigian, Samir Sharifov, il viceministro degli Affari Esteri, Fariz Rzayev, l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov, e l’ambasciatore d’Italia a Baku, Luca Di Gianfrancesco.
Meloni si sposterà al Palazzo Ganjlik dove incontrerà il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev. È previsto un colloquio tête-à-tête seguito da uno allargato alle rispettive delegazioni ufficiali.
Al termine dei colloqui sono previste dichiarazioni congiunte alla stampa in italiano e in azerbaigiano, con traduzione simultanea. In conclusione di giornata, il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian offrirà una cena di lavoro in onore della presidente del Consiglio.





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