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Massoneria tra passato e futuro

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Massoneria tra passato e futuro

Che cosa rappresenta oggi quest’antica istituzione?

Rudolf Steiner, un filosofo austriaco, la descrive in modo originale, definendola come una linea di trasmissione sopravvissuta di una tecnica spirituale più antica dell’Egitto e che era stata immaginata per preparare l’umanità a qualcosa di straordinario cui non era ancora arrivata.
Steiner sosteneva che la massoneria era una corrente spirituale vivente che aveva operato sullo sfondo della nostra storia per secoli e che risaliva all’Antico Egitto, alla Grecia classica e a civiltà molto remote risalenti agli albori dell’Eden.

La massoneria svolgeva un ruolo fondamentale e incompiuto, ovvero preparare la coscienza umana a una transizione da un’era caratterizzata da un’autorità spirituale ad un’era in cui ogni persona avrebbe dovuto sviluppare una cognizione spirituale interiore diretta per riuscire a comprendere la sua vera essenza guardando oltre le mere forme esteriori.

La massoneria costituiva un flusso vivo di saggezza iniziatica che si era manifestato in molteplici forme in diversi periodi storici e culture, attraverso una serie d’insegnamenti e pratiche molto antiche.

I suoi simboli fondamentali erano rappresentazioni precise di processi reali di sviluppo spirituale e di come la coscienza umana evolve realmente attraverso fasi successive di trasformazione.

La squadra e il compasso sono simboli importantissimi in massoneria e rappresentano una relazione fondamentale tra terra e cielo, tra i limiti dell’esistenza materiale e l’aspirazione dello spirito umano verso dimensioni trascendenti. Il lavoro del maestro massone consisteva precisamente nell’imparare a usare gli strumenti del pensiero chiaro per costruire un ponte tra questi due regni che nella coscienza ordinaria appaiono non conciliabili ma che negli stati elevati sono considerati come aspetti complementari di un’unica realtà.

Quando la massoneria si definiva l’arte del costruire non era solo un’affermazione poetica ma indicava una comprensione profonda del fatto che il vero sviluppo spirituale richiedeva le stesse qualità di pazienza, precisione, pianificazione attenta ed esecuzione abile che caratterizzava la costruzione delle grandi cattedrali.

Queste ultime erano il tentativo di creare spazi in cui le forze spirituali potessero concentrarsi, dare l’esperienza di trascendenza e potessero essere facilitate attraverso proporzioni architettoniche specifiche orientate rispetto ai punti cardinali e l’uso dei simboli che fungevano da portale verso dimensioni non fisiche della realtà.

Gli scalpellini operativi costruivano quelle bellissime strutture in epoca medioevale e conoscevano esperienze esoteriche sulle proprietà di diverse pietre sulla geometria sacra, e su come forme e proporzione influenzassero la coscienza di chi avrebbe abitato gli spazi creati ma questa conoscenza, andò perduta nell’arco degli anni.

La transizione dalla massoneria operativa a quella speculativa segnò un punto di svolta dalla costruzione dei templi fisici alla costruzione di un tempio interiore di coscienza umana sviluppata in cui ogni individuo avrebbe dovuto imparare a costruire dentro di sé capacità di percezione e comprensione e queste capacità di chiaroveggenza naturali la maggior parte delle persone le avrebbero perse con lo sviluppo della coscienza materiale.

I gradi della massoneria di apprendista, compagno e maestro non erano una semplice gerarchia ma corrispondeva a fasi reali di sviluppo interiore.

Il grado di apprendista si concentrava sulla capacità di imparare a controllare i pensieri e impulsi, sulla disciplina della volontà e dell’attenzione, sul cominciare a riconoscere la differenza tra percezioni sensoriali ordinarie e intuizioni che emergevano dai livelli più profondi della coscienza.

Il grado di compagno implicava a imparare a lavorare con le forze creative della volontà capaci di plasmare non solo le condizioni esteriori della vita, ma anche la sostanza più sottile dell’anima stessa.

La maestria implicava il confronto con il mistero della morte e della rinascita non intesi come concetti astratti ma come realtà vissute direttamente, attraverso processi specifici di rituale e meditazione, che creano condizioni in cui la coscienza poteva liberare temporaneamente dall’identificazione con il corpo fisico e sperimentare la continuità dell’essere che trascendeva la dissoluzione della forma materiale.

La morte simbolica di Hiram Abif, il leggendario architetto che ha costruito il tempio di Salomone, era il tentativo di creare un’esperienza indiretta che nelle forme più antiche dei misteri era ottenuta attraverso stati di trans profonda in cui una persona sperimentava l’abbandono del corpo attraverso la guida di uno ierofante che manteneva la connessione per consentire un ritorno sicuro.

La parola perduta dei maestri massoni in realtà indicava la perdita della capacità di cognizione spirituale diretta che l’umanità antica aveva smarrito e che era stata progressivamente oscurata man mano che la coscienza materiale si faceva più forte.

Prima che il pensiero astratto si fosse sviluppato gli esseri umani avevano accesso diretto a percezioni che non dipendevano dal ragionamento logico, queste giungevano attraverso forme di chiaroveggenza naturale che permettevano loro di vedere connessioni tra eventi, percepire le qualità interiori e le intenzioni degli altri e sperimentare l’unione con le forze spirituale che permeavano la natura e il cosmo.

La perdita di quest’antica capacità era stata necessaria affinchè si sviluppasse il pensiero indipendente e la libertà individuale, finchè la coscienza rimaneva immersa in percezioni spirituali dirette gli esseri umani non potevano avere vera autonomia perché erano sempre guidati e spesso controllati, da ispirazioni provenienti da fonti esterne a loro stessi.

Il compito della massoneria era lavorare per recuperare la capacità spirituale perduta ma in una forma trasformata con nuove forme di percezione spirituale capaci di operare nella pura luce della coscienza vigile, non attraverso la perdita del controllo razionale, ma attraverso l’allenamento sistematico del pensiero, del sentimento e della volontà.

Tutto ciò avrebbe permesso a una persona di sviluppare organi di percezione sovrasensibile che funzionassero con la stessa chiarezza e precisione degli organi sensoriali fisici, ma in grado di cogliere dimensioni della realtà che rimangono invisibili alla coscienza ordinaria.

Il simbolismo della ricostruzione del tempio di Salomone rappresentava questo lavoro, ricostruire capacità spirituale che erano state distrutte non tornando al passato, ma cercando nuove strutture di coscienza che incorporassero sia la saggezza antica, sia lo sviluppo moderno del pensiero scientifico e dell’autonomia individuale.

La pietra grezza che l’apprendista lavorava per trasformare in pietra levigata rappresentava un processo molto specifico di raffinamento del corpo astrale, attraverso la purificazione da desideri e impulsi radicati nella natura umana.

La squadra simboleggiava la capacità di discernere con precisione gli angoli retti del pensiero corretto non distorto da preferenze personali o identificazioni emotive.

Il livello indicava l’importanza di mantenere l’equilibrio orizzontale e riconoscere l’uguaglianza fondamentale di tutti gli esseri umani, nonostante le differenze esteriori.

Il filo a piombo indicava la necessità di un allineamento verticale con fonti spirituali superiori che fossero guida e ispirazione per il lavoro svolto sul piano terreno. Il fine era sviluppare un essere umano completo, capace di funzionare consapevolmente in molteplici dimensioni dell’esistenza simultaneamente.

Si rileva anche il valore dell’arte e della bellezza nel lavoro massonico perché coltivare la sensibilità estetica, era una parte necessaria della formazione iniziatica, per sviluppare la capacità di percepire qualità sottili che trascendono le quantità misurabili.

La massoneria avrà il ruolo di traguardare l’umanità nel nuovo millennio, nel futuro, un individuo nuovo completo delle sue qualità di essere spirituale con la capacità di connessione con il cosmo, con la creazione, con la natura in quanto parte integrante della grande opera del grande architetto dell’universo.

Massoneria non solo logge segrete, ma molto di più, un ordine iniziatico con il compito di forgiare uomini interiormente rinnovati che abbiano a cuore il destino del prossimo non più considerato come un estraneo, con il desiderio di essere individui più spirituali e liberi, veramente liberi, liberamente veri tutti uguali di fronte al creatore.

Questo nuovo uomo inteso non come un soggetto geneticamente modificato ma come fautore di un perfezionamento interiore per essere migliore in grado di creare un ponte tra Oriente ed Occidente in un mondo sempre più caotico e violento.

Quest’uomo dovrà lottare contro chi desidera che non si debba elevare verso i piani più alti ma che rimanga ancorato sempre di più al materiale, al superfluo.

Quest’uomo avrà la missione di riportare il sorriso sul viso delle persone, anche le più sfortunate dando la speranza che un mondo migliore è possibile e che le risorse del creato possano essere sufficienti per tutti senza più sofferenze.

“Considerate la vostra semenza:
Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.

Dante, Inferno, canto XXVI, vv. 118-120

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