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MADRID, OSLO E DUBLINO RICONOSCONO LO STATO PALESTINESE: UN PERFETTO ASSIST PER NETANYAHU!

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Il trionfalistico, a tratti delirante, accoglimento riservato da più parti alla decisione presa da Madrid, Oslo e Dublino impone una riflessione molto attenta quanto al significato reale di questo passo che le Cancellerie menzionate ritengo abbiano compiuto con troppa leggerezza per motivi meramente elettoralistici che nulla hanno a che vedere con la risoluzione della causa palestinese, causa che di fatto ha ricevuto proprio da questa iniziativa un duro colpo.

La domanda che pressoché nessuno si è posto, a parte il solito estremamente attento Patrik Pascal che in un suo articolo, come si può già evincere dal significativo titolo “Madrid, Oslo, Dublin: l’État Palestinien et le droit”, ha prontamente sottolineato quanto come allo stato attuale sia essenziale porre l’accento sul fatto che al momento “Concretamente, si pone la questione dei confini del nuovo Stato, della popolazione che lo comporrebbe e del potere politico che lo guiderebbe: l’Autorità Palestinese in Cisgiordania o Hamas a Gaza? Si tratta di questioni eminentemente politiche, ma che rientrano anche nel diritto internazionale” in quanto “Gli elementi costitutivi di uno Stato sono tradizionalmente quattro: popolazione, territorio, organizzazione politica e sovranità. Quest’ultima non può essere assoluta e deve essere compatibile con la Carta delle Nazioni Unite”, è il seguente: quale Stato le summenzionate cancellerie hanno riconosciuto mettendo, come si suol dire, il classico carro davanti ai buoi?

Attualmente, infatti, due sono le strutture politico amministrative in campo: la Striscia di Gaza controllata da Hamas e la Cisgiordania controllata dall’Autorità Palestinese, nate da un conflitto sanguinoso ed ancora in palese contrasto tra loro.

Personalmente ho ritenuto di leggere questo riconoscimento come una boutade ispirata da esigenze elettoralistiche, perché ad essere malpensanti non può sfuggire il fatto che allo stato attuale questo riconoscimento potrebbe essere un fattore di divisione intestina della comunità palestinese che potrebbe generare uno scontro armato di vaste proporzioni tra le leadership summenzionate foriero di una definitiva delegittimazione dell’intero progetto politico palestinese.

In effetti, a ben guardare, questo riconoscimento è talmente divisivo da essere in realtà un potente assist proprio per il Premier israeliano Netanyahu sempre che lo stesso, questa volta, sappia sfruttarlo a dovere.

Già una volta, dopo i fatti del 7 Ottobre 2023, ha mancato l’occasione, servitagli su di un piatto d’argento da Hamas, di presentarsi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed al Consiglio di Sicurezza delle stesse:

  • per chiedere la condanna dell’azione intrapresa da Hamas
  • per chiedere cosa fare forte del grave attacco subito,

che non poco avrebbe creato i presupposti per una delegittimazione su tutta la linea di Hamas: farà ancora lo stesso errore?

In attesa degli eventi non è possibile non sottolineare il grave stato di inefficienza e sprovvedutezza delle cancellerie europee

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MADRID, OSLO AND DUBLIN RECOGNIZE THE PALESTINIAN STATE: A PERFECT ASSIST FOR NETANYAHU!

The triumphalist, at times delirious, reception reserved by several parties for the decision taken by Madrid, Oslo and Dublin calls for very careful reflection as to the real meaning of this step that the Chancelleries mentioned I believe have taken too lightly for merely electoralist reasons that have nothing to do with the resolution of the Palestinian cause, a cause that in fact has received from this very initiative a severe blow.

The question that almost no one has asked, apart from the usually extremely attentive Patrik Pascal who in an article of his, as can already be deduced from the significant title “Madrid, Oslo, Dublin: l’État Palestinien et le droit,” promptly pointed out how essential it is at the present time to emphasize that “Concretely, the question arises as to the borders of the new state, the population that would compose it and the political power that would lead it: the Palestinian Authority in the West Bank or Hamas in Gaza? These are eminently political issues, but they also fall under international law” in that “The constituent elements of a state are traditionally four: population, territory, political organization and sovereignty. The latter cannot be absolute and must be compatible with the UN Charter,” is the following: which state have the aforementioned chancelleries recognized by putting, as they say, the classic cart before the horse?

In fact, there are currently two political administrative structures in play: the Hamas-controlled Gaza Strip and the Palestinian Authority-controlled West Bank, born out of bloody conflict and still blatantly at odds with each other.

Personally, I considered reading this recognition as a boutade inspired by electoralist needs, because to be ill-thinking, one cannot escape the fact that in its current state this recognition could be a factor in the internal division of the Palestinian community that could generate an armed clash of vast proportions between the aforementioned leaderships harbinger of a final delegitimization of the entire Palestinian political project.

In fact, upon closer inspection, this recognition is so divisive that it is actually a powerful assist precisely for Israeli PM Netanyahu provided he knows how to exploit it properly this time.

Already once, after the events of October 7, 2023, he missed the opportunity, served to him on a silver platter by Hamas, to appear before the UN General Assembly and the UN Security Council:

  • to call for condemnation of the action taken by Hamas
  • to ask what to do strong of the serious attack he suffered, which in no small measure would have created the conditions for a delegitimization across the board of Hamas: will he make the same mistake again?

Pending events, it is impossible not to point out the serious state of inefficiency and cluelessness of the European chancelleries

Autore

  • Redazione

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