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LO STATO È MARCIO NEL PROFONDO

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Dopo la scoperta che un consolato produceva passaporti per militanti di Hezbollah, la qual cosa mette allo scoperto le deficienze della Farnesina, ora emerge un sistema corruttivo che ha ramificazioni all’interno del ministero della Difesa.

Ogni giorno emergono corruzioni, tradimenti, malversazioni che riguardano pezzi dello Stato, evidenziando sempre più un marciume che ormai è sistemico e al quale è necessario porre fine, se non si vuole affogare nella cloaca istituzionale di un Paese gestito per decenni con criteri clientelari da un “sistema”, altrimenti definito “ditta” che ha corrotto il corruttibile.

La cronaca ci consegna questo ormai non più soprendente quadretto di famiglia.

“Un articolato sistema corruttivo, con diversi protagonisti e con ramificazioni sia all’interno del ministero della Difesa, sia in Sogei e sia infine al ministero dell’Interno”.

Lo scrive la Guardia di Finanza in una informativa presente negli atti dell’indagine della Procura di Roma in cui si ipotizzano i reati di corruzione e turbativa d’asta e che ha portato oggi ad una serie di perquisizioni.

Sogei – Società Generale d’Informatica S.p.A. è un’azienda italiana che opera nel settore dell’ICT. È una società in house controllata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Dalle intercettazioni delle utenze in uso all’imprenditore arrestato ieri, assieme al Dg di Sogei, Paolino Iorio, sono “emersi i contatti e gli incontri avuti con tale ‘Antonio della Difesa’ “successivamente identificato come un Capitano di fregata della Marina Militare”.

Già “dai primi incontri emergeva che il militare, al fine di svolgere il proprio ruolo nell’ambito di una fornitura, ha avanzato richieste di compensi nonché – è detto nell’informativa – l’assunzione di una persona da parte di una delle imprese gestite dall’imprenditore”.

L’imprenditore e Iorio sono stati bloccati in flagranza di reato lunedi sera dalla Guardia di Finanza mentre avveniva la cessione di circa 15 mila euro, denaro poi posto sotto sequestro.

“I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su disposizione di questa Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione locale, domiciliare e di contestuale sequestro nei confronti di alcuni Pubblici Ufficiali e imprese, per ipotesi di corruzione e turbata libertà degli incanti nell’ambito di diverse procedure di appalto/affidamento in materia di informatica e telecomunicazioni, bandite da Sogei Spa., dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa”, ha reso noto la Procura di Roma. L’operazione ha impegnato anche il nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza.

Tra i soggetti economici interessati dalle perquisizioni figurano, in quanto sottoposte ad accertamenti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001, le società quotate Digital Value Spa e Olidata Spa.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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