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L’inutilità dell’essere umano

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L’odio porta all’estinzione, la salvezza è nell’amore

Una navicella spaziale fece un lento e dolce atterraggio in una radura.

Le volpi, le lepri, gli scoiattoli e tutti gli altri animali del bosco erano con il naso all’insù.

Non erano abituati a visitatori occasionali.

Anzi, non erano proprio abituati a dei visitatori.

Dalla navicella a un certo punto si aprì una porticina e scese saltellando un essere buffo e paffutello di colore rosa.

Si mise a gironzolare attorno e iniziò a perlustrare la radura, a odorare le piante e ammirare il cielo sopra di lui.

Poi, dalla navicella ne scesero altri che si misero a saltellare in ogni direzione.

Quello che era sceso per primo incontrò una volpe con i suoi cuccioli e, con la sola forza del pensiero, entrò in relazione con l’animale.

La volpe raccontò quello che sapeva di quello che aveva visto, ma a una domanda non seppe rispondere: una volta qui c’era una forma vivente che poi si è estinta?

La volpe aveva sentito parlare, ma solo sentito parlare, che centinaia di anni prima c’era una specie di animali a due zampe che avevano modificato l’intera foresta e ne avevano fatto una zona arida e piena di cemento.

Ma non sapeva di più.

Sapeva solo che centinaia di anni prima, forse addirittura millenni prima,  questa stupida forma di vita che riteneva di essere la padrona di tutto, decise di odiarsi.

Figurarsi che – disse la volpe – si odiavano perché erano diversi e perché avevano diverse abitudini.

Proprio degli stupidi, disse la volpe.

Noi siamo tutti diversi, ma tutti ci vogliono bene e viviamo insieme.

E insieme viviamo alle piante e ai fiori che sono parte del nostro amato “paradiso”.

Talvolta, disse la volpe, si trovano ancora dei resti di questa specie stolta che si è estinta per stupidità, ma preferiamo non vederli e chiamiamo gli elefanti per fare in modo che li ricoprano con la sabbia o con i loro escrementi.

L’alieno, a questo punto, ebbe a parlare con un albero secolare e lui gli riferì, con la massima precisione, che suo padre gli aveva detto che, oltre 1000 anni prima, quella specie detta intelligente – ma se lo dicevano da sé – si era estinta dopo che era apparso un grande sole nella notte.

Tutto fu bruciato e per centinaia di anni fu tutto buio e polveroso.

Poi, piano piano, ritornò la luce e di quella specie non c’era più traccia.

L’alieno capì che era tempo di ripartire e che adesso quella palla verde e blu era felice.

Dissero che, forse, questo pianeta si chiamava Terra e così la soprannominarono.

Nella Terra, per fortuna, non fu più avvistata quella specie che aveva distrutto se stessa e grande parte delle altre specie animali e vegetali.

Una sola breve riflessione: l’uomo è una specie inutile.

Buona notte.

 

 

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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