Home Politica L’INCOERENZA E L’ANTI-ATLANTISMO DI SCHLEIN MANDANO IN CORTOCIRCUITO IL PD

L’INCOERENZA E L’ANTI-ATLANTISMO DI SCHLEIN MANDANO IN CORTOCIRCUITO IL PD

0

Salvo di Bartolo

Il voto sull’invio degli equipaggiamenti bellici all’Ucraina manda letteralmente in tilt il Partito democratico e contribuisce a rendere ancor più traballante la già di per sé fragile leadership di Elly Schlein. A far scattare il cortocircuito in casa dem sono state le risoluzioni presentate alla Camera dalla maggioranza di centrodestra e dal blocco centrista (Azione, Più Europa e Italia Viva) che prevedevano un’ulteriore proroga dell’invio delle armi a Kiev. Risoluzioni poi puntualmente approvate dall’Aula di Montecitorio grazie ai voti favorevoli espressi dai partiti di governo e dalle formazioni di centro.

Ma non solo. Perché alla folta pattuglia di parlamentari centristi e di maggioranza che si sono pronunciati favorevolmente rispetto all’eventualità di continuare a sostenere la causa ucraina, si sono aggiunti anche i voti di alcuni esponenti del Pd. Tre per l’esattezza, che rispondono ai nomi di Lorenzo Guerini, Marianna Madia e Lia Quartapelle. I tre parlamentari dem si sono infatti smarcati totalmente dalla linea dettata loro dalla segreteria del partito, che ha optato per l’astensione, e, al pari dei centristi, si sono accodati alle posizioni dell’esecutivo, votando sì alle risoluzioni presentate da maggioranza e terzo polo, e contro il testo presentato dall’alleato pentastellato che prevedeva una riduzione delle spese legate alla Difesa.

Una scelta senz’altro coerente quella dei tre deputati, in continuità con la linea seguita dal Partito democratico nel corso della precedente Legislatura, allorquando, è bene ricordarlo, fu proprio Lorenzo Guerini, in qualità di ministro della Difesa dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, ad apporre la firma su ben cinque decreti che sancirono l’invio da parte dell’Italia dei primi equipaggiamenti militari all’Ucraina. E allora, ricordiamo anche questo, il Pd votò favorevolmente all’invio delle armi a Kiev.

Oggi, invece, con il centrodestra al governo, i dem decidono di astenersi, nonostante gli stessi partiti di maggioranza avessero preventivamente proposto al Pd un sì reciproco alle risoluzioni. Niente da fare. Evidentemente la coerenza non è di casa dalle parti del Nazareno, salvo rarissime eccezioni, rappresentate, in questo specifico caso, da Guerini, Madia e Quartapelle. Ma non solo. Perché oltre a mostrarsi profondamente contraddittorio, il Partito democratico targato Elly Schlein dimostra ad ogni occasione utile uno spiccato sentimento anti-atlantico, contrario alla sua stessa storia e a quegli stessi valori liberal-democratici che, almeno a parole, i dem sostengono di incarnare.

A parole, appunto. La realtà è ben diversa. Perché, nei fatti, e il voto di Montecitorio ne è la prova, questo Pd si dimostra sempre meno liberale e meno democratico (a dispetto del nome, incoerenti anche in questo evidentemente ) e sempre più radicalizzato su posizioni anti-europee, anti-occidentali e anti-atlantiche, che suscitano crescenti imbarazzi e malumori tra la componente più moderata di un partito ormai completamente allo sbando. 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui