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L’IMPERO DISTOPICO DEGLI ASCIUGATORI DI SCOGLI

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Gli adepti dell’ideologia green e climatica, vivendo in un loro mondo artificiale, costruito per loro da influencer ben pagati e da politici conniventi al servizio del capitalismo finanziario, hanno perso di vista la realtà.

Questo fatto è del tutto normale per gli adepti, sottoposti ad una psycological operation che ha loro shakerato il cervello. Meno normale e, in un certo senso sorprendente, è la perdita di ogni contatto con la realtà da parte dei chierici della ideologia verde climatica, i quali dovrebbero essere in grado di capire quando piove, quando tira vento e da che parte tira.

Non è così.

La dimostrazione è in alcuni fatti di questi giorni che fanno capire come la leadership verde climatica sia composta da asciugatori di scogli.

Il primo di questi avvenimenti è la rivolta degli agricoltori i quali, con i loro trattori, hanno disastrato le certezze di chi riteneva che si potesse continuare a albergare sulla montagna incantata di Davos, a discutere con Settembrini e a frequentare le “russe da bene “ e le “russe da poco”, senza rendersi conto che in pianura stava arrivando la tempesta di una guerra mondiale.

Sulla montagna incantata di Davos, i sacerdoti del Nuovo Ordine Mondiale e della ideologia green climatica si sono fatti benedire platealmente da una sciamana amazzonica e hanno ricevuto anche la benedizione di Jorge Mario Bergoglio, ormai dedito all’evangelizzazione green-climatica dei popoli della terra.

Mentre la classe sacerdotale del Green Deal si faceva benedire, nelle pianure dilagavano i trattori, i quali, in pochi giorni, hanno cambiato le carte in tavola, trasformando il Green Deal (Affare Verde) in Farm Deal (Affare Agricolo).

Gli asciugatori di scogli non avevano capito di aver superato la linea rossa, quella che fa sì che la vessazione si trasformi in rivolta.

Eppure i segnali c’erano e da tempo, ma quando si è adepti di un’ideologia trasformata in religione, anche con il benestare del Papa regnante della Chiesa cattolica apostolica romana, si pensa davvero di poter asciugare gli scogli in barba al mare.

Il delirio di onnipotenza dei chierici della religione green climatica si è trasformato in ritirata tattica (vedi Ursula von der Layen) nella speranza di continuare a discutere con Settembrini.

A Bruxelles e nelle cattedrali della religione green climatica pensano in napoletano: “Ha da passà ‘a nuttata!”, ma così non è. Il mare bagna gli scogli. E’ così da sempre.

Ieri un commentatore radiofonico notava (ne era sommessamente dispiaciuto, da buon chierichetto) che al passaggio dei trattori le persone applaudono.

Se facesse il suo mestiere, dovrebbe chiedersi per quale motivo, nonostante i disagi, i cittadini, la gente, il popolo, insomma tutti i deplorables (copy di Hillary Clinton) insopportabilmente non chic, applaudono i contadini che si ribellano.

Se i chierici e i chierichetti del Green Deal (Affare Verde) usassero il cervello, capirebbero che gli applausi stanno a dire che i trattori sono diventati il rumoroso simbolo di un’insoddisfazione di massa o, meglio, di una gran voglia di ribellione.

Abituati all’aria rarefatta delle zone Ztl e dei salotti radical chic o accomodati nella nomenclatura della sinistra (apparatchik) fabiana con casacca verde, chierici e chierichetti dell’Affare Verde (perché di affare si tratta, non di altro) non si rendono conto di altri segnali.

Ieri, Fleximan (ormai nome collettivo dell’eroe degli automobilisti) ha colpito ancora.

L’episodio è avvenuto a Ravenna, il quarto in pochi giorni, dove in via Mandriole, in direzione di Sant’Alberto è stato tagliato alla base il palo dell’autovelox facendo cadere le telecamere. Solo martedi erano stati registrati altri casi in Umbria, a Spoleto, sulla Statale Flaminia e nel sud Italia, in Calabria, nella Piana di Gioia Tauro, dove un autovelox posto sulla Statale 18 nel territorio di Palmi, è stato dato alle fiamme.

Dalla Calabria al Veneto si susseguono ormai quasi quotidianamente gli episodi di danneggiamenti e distruzione di autovelox e non sembra fermarsi il fenomeno di emulazione di ‘Fleximan’, il ‘giustiziere’ che per primo nel nord-est ha iniziato a distruggere le macchine di rilevazione della velocità automobilistica, e in particolare quelle ritenute responsabili di multe ‘a pioggia’ ai danni degli automobilisti. Solo nel Veneto da inizio anno sono più di una decina gli episodi riconducibili a ‘Fleximan’, una specie di ‘Robin Hood’ degli automobilisti, esaltato e, addirittura, incoraggiato nella rete.

E’ del tutto chiaro che ‘Fleximan’ compie azioni contro la legge, ma non capire che il fenomeno sta rivelando un’altra linea rossa superata, che apre la strada a una ribellione, è semplicemente da asciugatori di scogli. Come si permette il mare di continuare a bagnare? Il mare bagna.

Tradotto: la realtà sta dicendo che la vessazione continua a chi usa l’automobile ha superato il limite di guardia.

Cosa potrebbe accadere se una mattina qualche sindaco di grande città si trovasse invaso il paradiso verde- climatico ztl da migliaia di furgoni di persone che lavorano e non ne possono più di divieti che sono imposti in ossequio a linee ideologiche che arrivano come sempre dall’Affare Verde?

E che dire dell’immigrazione.

In questi giorni le cronache sono piene di episodi di donne stuprate e di persone violentate da immigrati i quali, spesso, si nascondono dietro una presunta minore età.

Cosa aspettiamo che si superi la linea rossa e accada ciò che non deve accadere? O andiamo avanti ad asciugare gli scogli?

E’ pur vero che la linea pedagogico dittatoriale, che accomuna i gesuitici afflati verso l’Affare Verde e l’immigrazione sorosiana, con la nomenclatura della sinistra (apparatchik) fabiana con casacca verde rende lor signori ciechi e sordi, ma ci sono ormai distopie eclatanti che vanno prese seriamente in considerazione.

Avvenire, quotidiano che è voce della Cei, a fronte di un fenomeno preoccupante riguardante la delinquenza minorile degli immigrati, risponde con una campagna a favore della cittadinanza.

“I ragazzi ci guardano e non capiscono. Non capiscono perché l’Italia continui a essere un Paese in cui la cittadinanza ai figli di genitori stranieri nati e cresciuti nei nostri quartieri, che hanno studiato nelle nostre scuole, resti un tabù. Un tabù che resiste da oltre 30 anni e che nessuno è mai riuscito a infrangere. Nel frattempo, le classi dei nostri figli sono diventate, volenti o nolenti, laboratori di culture diverse, tra progetti che hanno saputo precorrere i tempi, brusche frenate, errori e imperfezioni. Il mondo ha bussato alla porta delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri campi da calcio, dei nostri oratori. Ce lo ricorda il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, che ha segnato tutto il 2023, diventando emergenza silenziosa. Sono arrivati in tanti, da soli e si sono rivolti ai servizi sociali dei nostri Comuni, finendo per ingrandire ancora di più il popolo dei senza patria. Vogliamo farci carico adesso di un milione di bambini e adolescenti rimasti nel limbo? Noi pensiamo che sia giunto il momento di tornare a parlare di cittadinanza agli stranieri, riprendendo il filo di una campagna già lanciata su queste pagine nel biennio 2016-2017”.

La Chiesa di Jorge Mario Bergoglio, il papa benedicente l’Affare Verde, non capisce che si sta superando la linea rossa, perché asciuga gli scogli.

La realtà, comunque, come il mare, bagna gli scogli in continuazione e prima o poi si impone.

I trattori stanno mostrando un’insoddisfazione ormai non più latente, che può trasformarsi in rivolta.

I fenomeni sociali sono come in chimica il fenomeno del viraggio di colore. Aggiungi una goccia, poi un’altra e così via e sembra che non accada nulla. Poi, ad un certo punto, si raggiunge la saturazione e il colore cambia.

Ecco. Tutto cambia. E gli asciugatori di scogli? Imperterriti recitano il mantra dell’Affare Verde.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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