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L’ILLUMINISMO – VOLTAIRE

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di Carmine Paradiso

Sono trascorsi 330 anni, lo conosciamo come Voltaire, ma il suo nome reale e completo è François Marie Arouet, nato a Parigi, il 21 novembre 1694, deceduto sempre a Parigi, il 30 maggio 1778.

È il simbolo del Liberalismo, fondamento dei moderni Stati di Diritto, in superamento dei regimi assolutistici che rendevano i popoli sudditi del regnante e privi di diritti. Nascevano gli embrioni delle democrazie costituzionali, repubblicane o monarchiche, nelle quali i governi assumevano connotazione di libera espressione elettorale dei cittadini. 

Il cammino sarà ancora lungo ma la strada era ormai tracciata, i princìpi fondanti dettati. Non si sarebbe più tornati indietro perché gli Stati Liberali avranno in se stessi gli anticorpi per combattere i totalitarismi.

Una nuova stagione di civiltà sorgeva nella vecchia Europa, sempre crogiolo e faro di civiltà per il mondo intero.

Per poter entrare in modo non superficiale ma compiuto e consapevole nelle motivazioni del suo pensiero e nei risvolti dei princìpi filosofici e morali di cui è stato rivoluzionario portatore laico, è indispensabile calarsi nel contesto storico della sua epoca, il 1700, il secolo dei Lumi, della Luce.

L’Illuminismo fu corrente di pensiero nata in revisione e superamento dell’oscurantismo sino a quel momento dominante, dell’ignoranza, del bigottismo, della superstizione, dei tribunali dell’inquisizione che avevano pervaso la società per lunghi secoli con aberrazioni indicibili.

Le dottrine religiose, tradendo le loro stesse origini, avevano inculcato nelle genti, sino al XVIII secolo, un oscurantismo estraneo al portato delle teorie sul Trascendente, seminando un infondato senso del terrore privo di giustificazione, per diffondere una Fede religiosa nata con tutt’altro nobile fine, che avrebbe dovuto divulgare princìpi di giustizia, amore ed etica universale, mentre, per interessi materiali, era entrata in simbiosi e unione con il potere politico.

Politica e religione fuse in un anomalo, perverso ed innaturale coacervo che rendeva l’una schiava e vincolata all’altra in un innaturale connubio originatosi dalla falsa e mai storicamente avvenuta, Donazione dell’imperatore Costantino il Grande, del Potere temporale alla Chiesa.

Da quel momento l’investitura imperiale divenne diretta emanazione della sacrale investitura da parte del potere ecclesiastico che non era, però, il Potere Divino ma tutt’altro.

In questo clima, consolidatosi in 1300 anni, trovò terreno fertile la nascita dell’Illuminismo, la filosofia dei Lumi, della Ragione.

Voltaire, insieme a Diderot, D’Alambert e la loro “Enciclopedie”, a Montesquieu e la sua originale “Tripartizione dei poteri dello Stato”, divenne divulgatore scientifico ante litteram, studioso delle opere di Bacone, Locke e Newton.

Lo Stato, tutti gli Stati moderni occidentali, sono formati da individui della specie animale definita “umana”, che hanno deciso di unirsi in una complessità di anime per organizzare insieme la loro vita in comune.

Quindi, lo Stato esiste solo ed esclusivamente in quanto espressione dei cittadini che lo hanno voluto per loro stessa utilità e disciplinare la loro vita in comune.

Voltaire non era ateo, come ritenuto comunemente secondo la accezione del termine, come lo si vuole rappresentare, bensì credeva nell l’esistenza di Dio. 

La sua era complessa e variegata visione di non immediata comprensione per i suoi contemporanei.

Egli sosteneva il concetto di deismo, concezione filosofica tipica degli illuministi, che consideravano Dio autore dell’Universo come macchina perfetta in grado di autoregolarsi dopo la creazione (meccanicismo di Cartesio).

Egli era convinto che Dio esistesse e che ciò potesse essere provato guardando l’ordine universale, diversamente non spiegabile razionalmente, considerato che la Scienza non vi è ancora riuscita.

L’ateismo, infatti, Fede nel Nulla, con atteggiamento agnostico (credo se vedo), non fornisce spiegazione alla nascita dell’Universo, non esistendo un testo scritto, filosofico o scientifico sul quale studiarne la teoria.

Il Dio di Voltaire è una sorta di grande architetto universale inconoscibile, che non interviene nelle vicende degli esseri umani figli della ragione. 

Il momento storico lo spinse ad entrare in Massoneria, in quanto unica formazione del suo tempo in dissenso rispetto all’assolutismo e conservatorismo imperante, senza, però, che questa sua scelta l’inducesse a rivedere le sue idee basilari. 

I massoni degli inizi potevano paragonarsi agli eretici medioevali, ai rivoluzionari del 1789, ai riformatori dell’Ancien Regime.

Li vedremo in seguito, sotto forma di associazione segreta patriottica quale fu la Carboneria nel Risorgimento che portò all’unità d’Italia.

Voltaire, da pioniere del Liberalismo, confrontava l’operato della Chiesa dell’epoca e il Vangelo di Cristo a base del Cristianesimo, come religione semplice, razionale, umanistica, etica, “non confessionale”.

Eliminando il confessionalismo si poneva fine alle presunte guerre di religione, cancro della Storia sin dalle Crociate per la liberazione di Gerusalemme dall’Islam.

Voltaire dialoga con Dio nell’ultima parte del suo “Trattato sulla Tolleranza” in cui si rivolge direttamente a Dio attraverso una richiesta. Lo prega affinché l’uomo non affondi nell’odio o generi guerre causate dalle differenze sociali, culturali e religiose. 

In quanto umani, siamo tutti uguali e uniti da vincolo di fratellanza.

Il filosofo spiega come qualsiasi religione, non debba imporsi servendosi dell’odio e della paura ma aprirsi all’ascolto ed al libero confronto.

L’intolleranza è causa di ipocrisia, sofferenze e guerre.

La libertà di pensiero, la tolleranza e la fratellanza sono, quindi, l’unico rimedio per un vivere civile e in pace.

La Ragione, la Libertà di Pensiero, se ben si vuole interpretare la teoria di Voltaire, sono il fondamento su cui basare la Fede in Dio, infatti, senza studio dei testi e la loro approfondita disamina, non si può giungere ad alcuna conclusione teologicamente attendibile, sino al momento in cui non sia stato assimilato il concetto di Creazione Universale che l’ateismo, per sua natura, non è riuscito, sinora, a spiegare.

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  • Redazione

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