
di Vincenzo Olita*
Una consapevole libertà di pensiero, certezze, illusioni e partigianerie politiche, dovrebbero lasciare spazio a ragionamenti, disillusioni, e pensieri che sono da pensarsi.
Credere di eliminare completamente Hamas, estirpando il suo terrorismo, significa non comprendere che eredi e discendenti dei defunti contemporanei saranno gli oppositori di domani.
Le deboli leadership planetarie e un inefficace, inesistente ONU, sono impotenti di fronte a un dramma palestinese, sempre più dramma, e alla precarietà esistenziale israeliana.
Il necessario depotenziamento dei contrasti nel mondo dovrebbe indurre i principali Paesi e quelli coinvolti in Medio Oriente (ne identifichiamo 25) ad individuare intelligenti cammini, almeno, per attenuare la totale incomprensione tra Israele e universo palestinese.
Occorrono ragionamenti diversi rispetto, alla pochezza di tanta politica internazionale, e una lucida visione strategica rispetto a particolari interessi e dilettantismi contemporanei.
Arabia Saudita, Autorità Nazionale Palestinese, Cina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna, Giordania, Hamas, India, Iran, Israele, Lega Araba, Libano, Oman, Palestina, Qatar, Russia, Siria, Turchia, USA, Gran Rabbinato d’Israele, Gran Mufti d’Egitto, Imam Sciiti, possibili attori del:
Forum Internazionale per la Vita e la Libertà dei due Popoli
È il sentimento del libero convegno dell’Associazione di cultura liberale Società Libera dove i nostri ragionamenti ci inducono ad immaginare un post domani, con l’Ambasciatore Riccardo Sessa, con l’Inviato di guerra Alberto Negri e la storica Alessandra Filippi, il 26 novembre ore 18 a Roma, Via Torino 146.
Utopia? È preferibile la speranza dell’immaginazione, se diretta a comprendere complessità storiche e contemporanee. Ancora, preferibile il ragionamento all’inutilità di una stanca diplomazia e alle grida per uno scomposto futuro.
GERUSALEMME VAL BENE UNA STRATEGIA
*direttore Società Libera





