
di Sergio Restelli
L’Italia odierna è caratterizzata da diverse tecniche politico-giornalistiche chevengono utilizzate durante la campagna elettorale. Queste tecniche includono la “reductio ad hitlerum” utilizzata soprattutto a sinistra, che consiste nel presentare le posizioni degli avversari di destra come simili al totalitarismo nazista al fine di discreditare i concorrenti. Questo non si basa su prove concrete, ma sull’allusione e sull’insinuazione maliziosa.
Un’altra tecnica comune è quella del “non è mai abbastanza”, che consiste nel tenere inchiodato un partito o un leader al loro passato, sostenendo che anche se hanno condannato il totalitarismo, riconosciuto la Costituzione e respinto leggi razziali, non è sufficiente per essere considerati “veri democratici”. Questa tecnica è stata utilizzata in particolare dalla destra durante gli ultimi trent’anni.
La tecnica del “character assassination” è un’altra strategia diffusa che consiste nel prendere di mira il leader o un esponente del partito avversario e cercare di discreditare la sua reputazione mettendo in evidenza i suoi difetti reali o immaginari, esagerando e distorcendo i fatti al fine di umiliarlo pubblicamente. Da parte sua, la destra utilizza la tecnica del “tirare la palla in tribuna”, che consiste nel prendersela con i fantasmi e indirizzare le ansie della gente verso bersagli remoti o immaginari, come “i poteri forti” o lo “stato profondo”, creando così una retorica polarizzante e deresponsabilizzante.
Un’altra tecnica comune utilizzata dalla destra è il “vittimismo patologico”, che consiste nel presentarsi come una vittima di ingiustizie e avversità anche quando si dispone di un’ampia maggioranza parlamentare e del controllo del governo. Questo atteggiamento è dovuto alla difficoltà nel gestire il potere e alle difficoltà nei rapporti con gli altri. A sinistra, invece, è comune la “lamentazione a pancia piena”, in cui si lamenta del fatto di dover condividere una minima parte del potere accumulato nel corso degli anni, nonostante si sia ancora in una posizione di vantaggio rispetto agli avversari politici.
Queste tecniche spesso portano a una lotta politica basata su diversivi e cortine fumogene, piuttosto che a un confronto reale tra posizioni politiche. Questo tipo di polemica politica è dannosa per il confronto democratico e offre una visione distorta della realtà. Inoltre, queste tecniche contribuiscono a polarizzare ulteriormente il dibattito politico e a creare divisioni tra i cittadini. La tendenza a demonizzare gli avversari politici e a manipolare la verità per fini politici impedisce un dialogo costruttivo e rende difficile la ricerca di soluzioni comuni per i problemi del paese, Inoltre, l’uso di queste tecniche create, alimentano un clima di sfiducia e cinismo tra i cittadini nei confronti della classe politica.
Quando i politici si impegnano in una politica basata sulla manipolazione e sull’immagine piuttosto che sulla sostanza, i cittadini tendono a percepire la politica come una facciata vuota e a perdere fiducia nel sistema democratico, inoltre questo tipo di politica danneggia anche la credibilità del giornalismo, in quanto i media spesso si fanno portavoce di queste tecniche manipolative senza un’adeguata verifica dei fatti o analisi critica. Ciò contribuisce a diffondere informazioni errate o distorte, alimentando ulteriormente la polarizzazione e il cinismo tra i cittadini.
Per contrastare queste tecniche e promuovere un confronto politico sano e costruttivo, è fondamentale che i cittadini siano informati e critici nell’analizzare le notizie e le argomentazioni politiche; quindi, è doveroso e importante che i media, i giornalisti, assumano una posizione etica e responsabile nel fornire informazioni accurate e presentare diversi punti di vista in modo equilibrato.D’altra parte, è essenziale che i politici si impegnino in un dibattito basato sulla sostanza e su proposte concrete, anziché ricorrere a tattiche manipolative e divisive. Solo attraverso un confronto sincero e onesto tra le diverse idee e visioni politiche sarà possibile costruire nel nostro paese una democrazia forte e inclusiva.





