Home Opinioni LE PROPOSTE GREEN DELL’EUROPA, RIDATEMI TOTO’

LE PROPOSTE GREEN DELL’EUROPA, RIDATEMI TOTO’

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di Giuseppe Augieri
 
Solo una transizione ecologica accelerata non genererebbe rischi finanziari, ambientali e aziendali troppo difficili da affrontare. Gli investimenti devono rendere la transizione verde (e le energie rinnovabili) quanto più rapida per aumentare la stabilità finanziaria, ridurre i costi a medio termine e abbassare i rischi fisici, che derivano dalla maggiore frequenza e dall’entità dei disastri naturali, per imprese, famiglie, banche e investitori istituzionali.
La BCE giunge a questa conclusione dopo uno studio accurato (stress-test) su tre scenari relativi agli anni dal 2023 al 2030: Transizione accelerata, Transizione differita, Transizione ritardata
Il risultato è che più la transizione verde è lenta e indecisa, più il rischio di credito peggiora e la probabilità di default aumenta. “Procrastinare può essere più facile e meno costoso nell’immediato, ma significa che pagheremo di più dopo” dicono. Tra i parametri esaminati vi è il rischio di credito legato ai cambiamenti climatici (insolvenze di imprese dopo eventi climatici estremi). Secondo le proiezioni della Bce, entro il 2030, se si verificassero scenari estremi, le banche potrebbero subire perdite fino al 48% del loro portafoglio crediti nel caso della transizione accelerata o differita ma addirittura del 78% nel caso di transizione ritardata.
E dunque: che aspettiamo?
Piccola postilla: nel caso della transizione accelerata, imprese e famiglie devono anticipare costi maggiori rispetto agli altri due scenari. Per intenderci, sempre a detta della BCE, su un totale tra i 2.500 ed i 3.200 miliardi! . Le imprese, per esempio, circa 2.000 miliardi. Si, ma con calma: mica in 20 anni. In 8!. Tutto questo, secondo Lagarde, mentre la stessa signora dell’Euro mantiene alto il tasso di sconto: che è ciò che schiaffeggia imprese e famiglie. Mentre la UE parla di rientri rapidi dai debiti: cioè quello che strangola le finanziarie. Mentre i rigoristi chiedono di stringere il cappio sui Paesi con debiti alti perché questa è “onestà finanziaria”. Ed ovviamente, tra i rigoristi, c’è chi ha fatto un po’ di brogli: Berlino, per esempio, ha truccato i conti pubblici, dice la sua stessa Corte dei Conti (Bundesrechnungshof).
Se fosse ancora vivo, so cosa avrebbe detto Totò.

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  • Redazione

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