Le parole della grafica – Manuali, cataloghi, inventari
a cura di Maria Fara e Emanuele Pellegrini
Casa Editrice Leo S. Olschki Firenze
Nella migliore della tradizione dell’editore Olschki, questo saggio, il quarto della bella collana Testi e Fonti per la Storia del Disegno e della Grafica, è all’insegna della meraviglia iconografica e della sua completezza, nella sua necessità di essere rappresentata.
Proprio l’inventario è il fulcro centrale dell’intera opera, sia come primo approccio metodologico, sia quando rientra in una operazione di revisione e/o di nuova ricognizione.
Questa pratica, questo “modus operandi”, inizierà a modellare il concetto -più rivoluzionario di quello che si potrebbe pensare- di percezione del documento, documento che diventa il soggetto-oggetto della nuova filologia moderna.
Si deduce, allora, come il grande campo della compilazione e della catalogazione è certamente dinamico e, per la ricerca, difficilmente esaustivo.
Una condizione quasi ineffabile nella trasmissione del pensiero e della parola.
Alla registrazione di oggetti artistici, grafici, archivistici, corrisponde, almeno negli ultimi due, tre secoli, una difficoltà delle fonti non meglio identificabili.
Ovviamente tutto questo non è imputabile alla qualità del reperto, piuttosto alla sua quantità.
Il volume mette in risalto la fortuna terminologica del termine inventario e la sua provvidenziale trasversalità linguistica: “inventario” in lingua italiana e spagnola, “inventaire” in francese, “inventar” in tedesco, “inventory” in inglese.
Tutta la trattatistica economica, giuridica in latino, ha certamente permesso un campo linguistico ed una unità di fondo utile ed indispensabile a tutta la materia dei beni da inserire e da catalogare.



