
di Sergio Restelli
Un futuro inquietante per l’umanità si arricchisce ”ora dell’impiego massiccio di droni che hanno di già un impatto significativo sulla vita umana e sulla società nel suo complesso. Il loro largo impiego, il modelli base costano circa 360 euro e sono ora trasformati in macchine assassine “intelligenti” che combattono per i Russi e per gli Ucraini che ne perdono 10 mila al mese.
Su ogni dieci chilometri di terreno conteso sono sempre in volo tra 25 e 50 macchine che filmano, intercettano e spesso uccidono in una linea del fronte che si estende per milleduecento chilometri, popolata notte e giorno con visori termici questa marea di apparecchietti ad alta prestazione che stanno in uno zaino scovano i soldati anche nelle buche e li ammazzano con precisione algoritmica.
La preoccupazioni è la facilità con cui questi droni commerciali possono essere adattati per scopi bellici. Con meccanismi di sgancio e modifiche aggiuntive, possono essere trasformati in veri e propri bombardieri in grado di rilasciare fino a tre granate controcarro e danneggiare pesanti veicoli corazzati come i tank. Si riduce la presenza umana perché l’uso diffuso di droni e intelligenza artificiale riduce la necessità di coinvolgere direttamente le truppe sul campo di battaglia.
Sebbene possa sembrare un vantaggio iniziale, il risultato è una guerra meno dipendente dall’intervento umano. Si perde il controllo e l’aumento delle azioni militari,si abbassa la soglia morale per l’uso della forza: l’uso di droni autonomi o controllati da intelligenza artificiale complica l’attribuzione della responsabilità degli atti di guerra.
Senza un operatore umano identificabile, diventa difficile stabilire chi debba essere considerato colpevole in caso di azioni illegali o dannose. L’accessibilità crescente delle tecnologie belliche, come i droni, a prezzi più accessibili, apre la porta a un’ampia diffusione di armi nelle mani di gruppi terroristici o attori civili non statali aumentando il rischio di instabilità e di un uso indiscriminato delle nuove tecnologie per scopi personali distruttivi.
Vi sono Implicazioni sociali e di percezione della nuovo fronte: l’automazione della guerra e l’eliminazione della presenza umana sul campo di battaglia portano a una riduzione della percezione della violenza e del pericolo associati alla guerra. Ciò innescherebbe una maggiore facilità nel ricorrere alla violenza e un distacco emotivo dai conflitti armati, con potenziali conseguenze sulla società e sulla morale.
L’automazione dei sistemi di armi basata su algoritmi potrebbe portare a decisioni che non tengono conto della complessità delle situazioni sul campo, aumentando il rischio di errori o discriminazioni.Affrontare queste problematiche richiede un’azione immediata per promuovere un dibattito etico e raggiungere una normativa sulle nuove tecnologie belliche. È necessario sviluppare regolamenti e accordi internazionali che stabiliscano subito limiti e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie, al fine di garantire che il progresso non venga utilizzato come sta per accadere in modo indiscriminato e dannoso per l’umanità





