
di. Valter Vecellio
Non vedo una particolare manovra della magistratura associata contro il Governo, una sorta di altolà per la prima approvazione della riforma sulla separazione delle carriere. E’ vero che non c’è limite, che spesso la realtà supera la fantasia, ma fatico a credere che possano mettere in essere una cosa così sgangherata e maldestra. Da loro mi aspetto qualcosa di più astuto e raffinato.
Fa comunque sorridere che tutto sia partito da un esposto presentato dall’avvocato Luigi Li Gotti, difensore di fiducia di molti “pentiti”, ex MSI, e AN e poi approdato all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
Dire come dice Lo Voi che si tratta di un atto dovuto è cosa anch’essa che fa sorridere (per inciso rafforza il convincimento che si debba mettere mano in qualche modo all’obbligatorietà dell’azione penale); tutto comunque fa pensare che finirà nella classica bolla di sapone. In ogni caso Meloni, Nordio, Piantedosi, Mantovano ne usciranno non bene, benissimo.
Il reato di “peculato” che si ipotizza, richiede una notevole dose di fantasia, per trovare un qualche fondamento.
Alla fine della fiera, lo spettacolo più che penoso, al solito, è offerto da Schlein, Conte, Renzi, Fratoianni, Bonelli.
Il governo Meloni con questa opposizione può dormire sonni tranquilli. Per inciso: Santanché ringrazia.





