Ovvero quando i Media ignorano l’Atomo per mettere in primo piano solo il Clima
Il paradosso dell’agenda mediatica degli ultimi decenni si manifesta nella narrazione della fine del mondo a causa del riscaldamento antropico, mentre la guerra nucleare è ampiamente messa in secondo piano, quando non addirittura lasciata fuori dall’agenda dei media.
Il cambiamento climatico domina pagine di giornali e social, nonostante che il rischio di apocalisse nucleare, insieme a quelli dell’IA, siano i principali allarmi lanciati dagli scienziati del Doomsday Clock, per la sopravvivenza umana.
Le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse, ideato nel 1947 da Albert Einstein e dagli scienziati del Progetto Manhattan, si trova alla distanza minima di soli 85 secondi dalla mezzanotte.
Questa prossimità, senza precedenti, alla catastrofe planetaria è il risultato dell’aggravarsi del confronto tra le superpotenze, del proliferare di minacce regionali e del tramonto dei trattati di controllo degli armamenti.
L’IA ha aggravato questo rischio, aggiungendo incertezza e possibilità di fatali automatismi di decisione.
Il mese di agosto viene più spesso menzionato per accompagnare, con trepidazione, la curva delle ondate di calore, definite, con sensazionalistici nomignoli, come Caronte, Minosse o Lucifero, che per rievocare la ricorrenza nello stesso mese, delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Mentre la martellante narrazione del riscaldamento globale, monopolizza la pubblica attenzione, cercando di orientare l’agenda climatica e le politiche contro i combustibili fossili e attizzare l’attivismo green, i crescenti rischi di una guerra atomica globale sono diventati un tabù geopolitico, rimosso per evitare il panico di massa e minimizzare la percezione del rischio.
In modo da continuare ad alimentare il supporto a conflitti in corso, invece di spingere per la ricerca di soluzioni negoziali, e giustificare una corsa al riarmo, invece di riavviare la stagione della riduzione degli arsenali.
Uno scenario dal quale potrebbe proprio partire la scintilla per innescare l’olocausto nucleare.
Chi scrive continua ad aver più terrore di un inverno nucleare che del riscaldamento antropico.





