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Attacco russo alla Gran Bretagna? Improbabile

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Russia, Gran Bretagna, Ucraina

Il vero fronte resta l’Ucraina

L’ipotesi di un attacco militare convenzionale russo contro la Gran Bretagna è, allo stato attuale, scarsamente credibile.

Mosca dovrebbe colpire una potenza nucleare, membro della NATO, attraversando uno spazio marittimo e aereo controllato dall’Alleanza e accettando il rischio di una risposta collettiva ai sensi dell’articolo 5.

Sarebbe un’operazione enormemente più complessa e pericolosa dell’invasione dell’Ucraina.

La minaccia russa contro Londra esiste, ma assume soprattutto forme ibride: attacchi informatici, sabotaggi, disinformazione, interferenze sulle infrastrutture critiche e operazioni clandestine.

La stessa NATO denuncia un’accelerazione delle attività ostili contro i Paesi alleati, mentre il governo britannico sta aggiornando i propri piani di difesa interna e di continuità nazionale.

Parlare di divisioni russe pronte a sbarcare sulle coste inglesi serve però più alla comunicazione politica che all’analisi militare. (NATO⁠, governo britannico⁠)

Il problema concreto rimane l’Ucraina. Uno sfondamento russo è possibile, soprattutto nel medio periodo, ma non è ancora un esito automatico.

Le forze di Mosca mantengono una superiorità quantitativa in uomini, artiglieria, droni, missili e bombe plananti, ma continuano a ottenere prevalentemente avanzamenti tattici lenti e costosi.

Anche nell’estate 2026 non si è verificata quella rottura operativa capace di disarticolare l’intero dispositivo ucraino.

Uno sfondamento vero richiederebbe penetrazione in profondità, distruzione delle riserve, isolamento dei nodi logistici e successivo sfruttamento con unità mobili: capacità che la Russia possiede solo parzialmente. (ISW, 26 agosto 2026⁠)

Il pericolo aumenterebbe drasticamente se Kiev esaurisse personale, munizioni, difesa aerea e capacità di rotazione. In una guerra d’attrito, il cedimento raramente nasce da una singola battaglia: arriva quando il fronte diventa troppo lungo rispetto alle forze disponibili e non esistono più riserve capaci di chiudere le brecce.

La Russia non deve necessariamente conquistare tutta l’Ucraina. Può puntare a logorarne l’esercito.

Mandare truppe occidentali cambierebbe radicalmente il quadro, ma è bene smettere di trattare questa possibilità come una dichiarazione da talk show.

Per sostenere un fronte servono brigate complete, comandi, genio, difesa aerea, intelligence, sanità, trasporti, depositi, manutenzione, ricambi e rotazioni.

Per mantenere stabilmente alcune decine di migliaia di militari in teatro occorre disporne di molti di più tra reparti schierati, in preparazione e in recupero.

Senza un reclutamento consistente, riserve addestrate e una base industriale capace di sostituire rapidamente uomini, munizioni e mezzi, l’invio di contingenti europei sarebbe soprattutto simbolico e rischierebbe di esporre l’Europa senza modificare davvero il rapporto di forza.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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