Droni, nuovi attacchi e crescenti tensioni diplomatiche
Premessa – Mentre si intensificano gli attacchi russi contro navi mercantili, porti e infrastrutture energetiche ucraine, Kiev sta rispondendo attraverso lanci di sciami di droni che colpiscono pesantemente strutture energetiche e logistiche russe.
In tale devastante quadro, sul fronte si segnalano avanzamenti russi nella regione di Zaporižžja, sita nel sud est dell’Ucraina, mentre sono in corso violenti combattimenti in diverse aree del Donbass, dove le forze russe continuano ad avanzare lentamente.
In tale tragico scenario, merita evidenziare sia la presenza del Presidente russo al vertice annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, capitale del Kirghizistan, dove sta incontrando, tra gli altri, i vertici politici di India, Turchia, Iran, Armenia e Tajikistan, e sia il contenuto delle dichiarazioni di Zelensky, queste ultime meritevoli di grande attenzione informativa.
In merito, il ministero della Difesa russo, come ha riferito Analisi Difesa, ha comunicato che erano state “neutralizzate” due navi cargo ucraine che trasportavano materiale militare e armamenti destinati alle forze di Kiev, ed erano stati colpiti un centro logistico nella località di Usatove, nella regione di Odessa, utilizzato per lo stoccaggio e la distribuzione di carichi militari, e una terza nave cargo che trasportava materiale militare per le forze armate ucraine nel porto ucraino di Pivdennyi.
Nel frattempo, la Germania ha accusato la Russia di aver tentato un attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle all’inizio di agosto, mentre l’ambasciatore russo a Berlino nega le accuse, definendole false.
Ricordiamo che mentre cresce il livello di tensione tra Berlino e Mosca, in Sassonia sono in corso i preparativi finali per le imminenti elezioni, dove, come ben sappiamo, l’estrema destra di Alternative für Deutschland, (AfD), contraria alle politiche anti russe condotte dal Cancelliere Friedrich Merz, viene accreditata dai sondaggi tedeschi come sicura vincitrice.
In tale quadro d’insieme, i media ucraini ci informano che il primo settembre l’Ungheria ha bloccato per la terza volta il processo di adesione dell’Ucraina all’UE, offrendosi di ritirare la propria obiezione solo se Kiev dimostrerà progressi nella tutela dei diritti della minoranza ungherese del Paese.
Il gruppo di lavoro del Consiglio dell’UE sull’allargamento e i Paesi negoziatori di adesione (COELA) ha svolto la sua prima riunione dopo la pausa estiva martedì 1° settembre.
Secondo Ukrainska Pravda, che cita fonti di European Pravda a Bruxelles, l’Ungheria si è rifiutata di approvare i risultati dello screening per il secondo e il terzo gruppo negoziale dell’Ucraina.
Questa decisione ungherese, inaspettata da Kiev, impedisce al Consiglio di procedere con i preparativi per l’apertura formale dei cluster, poiché tale decisione richiede l’unanimità di tutti i 27 Stati membri dell’UE.
Inoltre, sempre i media ucraini, hanno riportato con estrema enfasi le dichiarazioni di Zelensky, espresse nella tarda serata del 1° settembre su Telegram e riprese su X, in cui il Presidente ucraino afferma testualmente che:
“Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni compagnia assicurativa e tutti coloro che continuano a utilizzare i principale aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro.
L’Ucraina non minaccia l’aviazione civile in quanto tale, né alcun aereo civile. Il punto è che ci saranno droni nei cieli della Russia, su una scala che deve essere presa in considerazione. Lo spazio aereo russo sarà di fatto sempre più chiuso. Non vogliamo che vengano perse vite innocenti. Per questo avvertiamo i nostri partner. I giorni in cui i cieli russi erano sicuri sono finiti”.
Dichiarazioni, oggettivamente, estremamente forti, alle quali Putin avrebbe reagito, accusando l’Ucraina di “terrorismo di Stato”.
Merita pertanto rilevare che mentre Washington e Mosca parlano – incontro del 1° settembre in North Carolina tra il ministro delle finanze russo Anton Siluanov e il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent a margine della riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 – ricercando un compromesso accettabile “anche per l’Ucraina”, diversi analisti internazionali incominciano seriamente a chiedersi a chi stia giovando il mantenimento sine die di questo conflitto. Senza dubbio, l’asse Russia, Cina e India si sta oggettivamente rafforzando, l’Ucraina non sembra più in grado di arginare un deficit finanziario divenuto una voragine, e l’Europa soffre una severa crisi economica.
Eppure, i venti di guerra soffiano ovunque, la propaganda ci spinge verso il necessario e imponente riarmamento, e la minaccia russa sull’Europa ci viene descritta immanente, malgrado le ripetute smentite da Mosca e in parte giunte anche da Washington.
La Russia, da questo conflitto, sicuramente ne uscirà indebolita, fortemente indebolita, e si ritroverà stretta, come mai avrebbe considerato possibile, nella morsa del dragone cinese; ma pensare a un disfacimento della Federazione russa e a una sua frammentazione, oggi ci appare davvero una mera chimera.
L’Ucraina, massacrata e totalmente dipendente da Bruxelles, continua disperatamente, come vedremo, a chiedere ulteriori e ingenti supporti finanziari a Bruxelles – si parla di ulteriori 30 miliardi di dollari – mentre le sue infrastrutture portuali stanno collassando, determinando il blocco quasi totale dell’export di cereali, fonte vitale della sua fragile economia.
Il Vaticano lavora sotto traccia, cercando di individuare spiragli utili per la pace. Unica voce autorevole in un mondo disincantato, incerto, alla ricerca di nuovi equilibri, che non sembra percepire o appare sottovalutare il rischio di una possibile deriva catastrofica: la guerra totale!
https://kyivindependent.com/the-russian-sky-is-becoming-completely-dangerous/
https://t.me/V_Zelenskiy_official/20660
https://tass.com/politics/2181105
https://www.analisidifesa.it/2026/09/i-russi-continuano-a-colpire-i-porti-ucraini/
https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/09/01/8051382/
Tutte le decisioni basate su accordi con i partner dell’Ucraina devono essere adottate in tempo di guerra nell’interesse dell’Ucraina – Discorso del Presidente – Kiev 1° settembre 2026
Il consueto discorso serale del Presidente ucraino, secondo i media di Kiev, appare diretto principalmente contro diversi deputati che avevano poche ore prima bocciato tre importanti leggi che avrebbero dovuto generare oltre 4 miliardi di dollari di entrate, nonché due documenti relativi a un programma del FMI.
Zelensky, inoltre, ha voluto alzare l’indice anche contro funzionari della sua amministrazione incapaci, a suo dire, di ottemperare agli impegni assunti con i partner europei.
Il tutto, mentre le dichiarazioni relative al deficit di bilancio, stimato dallo stesso presidente ucraino in 27 miliardi di dollari aggiuntivi necessari per il Ministero della Difesa, appaiono prodromiche a immanenti richieste che Kiev formulerà in tempi brevi sia a Bruxelles che a Washington.
Leggiamo insieme:
“Oggi è importante dire alcune cose su ciò che deve accadere ora. Per l’Ucraina, l’inizio dell’autunno in una guerra come questa rappresenta un’opportunità per fare ciò che è necessario per l’inverno. Per superare quest’anno. Per iniziare il prossimo. Per garantire la nostra difesa. Per garantire i sussidi sociali. Per garantire il normale funzionamento del nostro Stato, nonostante tutto. C’è un’opportunità per farlo. I funzionari governativi, i membri del Parlamento, tutti lo sanno. Le decisioni qui in Ucraina sbloccano i finanziamenti dei nostri partner. Una parte riguarda le decisioni del Governo: sono necessarie 44 decisioni, il che significa 15 miliardi di dollari. Tutto è molto specifico e il Governo farà in modo che queste decisioni vengano adottate entro il 1° novembre. Il Primo Ministro e i Ministri comprendono la loro responsabilità personale. Anche i membri del Parlamento hanno una parte di responsabilità nei confronti del popolo ucraino: circa 15 miliardi di dollari fanno parte del lavoro che devono svolgere.
Si tratta di progetti di legge molto specifici, la cui approvazione sbloccherebbe i finanziamenti dei nostri partner a sostegno dell’Ucraina. Oggi, tre leggi che avrebbero potuto garantire all’Ucraina oltre 4 miliardi di dollari non sono passate alla Verkhovna Rada. Anche altre due leggi del programma del FMI non sono state approvate. Non si tratta di finanziamenti per le autorità o per l’opposizione. In Ucraina non ci sono stipendi per gli insegnanti di una fazione e per quelli di un altro gruppo parlamentare. Non ci sono stipendi per il personale militare di una parte o dell’altra della camera parlamentare. E non esiste un sistema energetico in cui l’elettricità sia disponibile solo per chi vota per la propria parte. Tutte le decisioni basate su accordi con i partner dell’Ucraina devono essere adottate in tempo di guerra nell’interesse dell’Ucraina. Possono essere decisioni difficili. Possono essere decisioni spiacevoli. Possono essere decisioni impopolari. Ma sono decisioni necessarie che aiutano l’Ucraina a superare questo periodo – il tempo di guerra – a garantire le esigenze del fronte, a proteggere il nostro popolo e ad assicurare le prestazioni sociali. 30 miliardi di dollari quest’anno dipendono interamente dal Governo e dai membri del Parlamento. Le leggi necessarie per le nostre relazioni con l’UE devono essere sostenute da tutte le fazioni e i gruppi che appoggiano l’UE. Votare contro di esse, o parlare tanto di Europa senza votare per l’Europa, è disonesto. E oltre ad essere disonesto, in questo momento è anche contro lo Stato, contro lo Stato ucraino. L’Ucraina deve portare a termine la sua parte di lavoro interno: ogni fazione, ogni gruppo, ogni ucraino. E se qualcuno già desidera le elezioni, se qualcuno già pensa agli indici di gradimento e ai propri vantaggi politici, allora oggi, in mezzo a questi allarmi, proprio ora, durante questa guerra, deve pensare esclusivamente a ciò che è necessario per la difesa, per il funzionamento dello Stato e per i pagamenti ai cittadini. Si potrà pensare alle elezioni dopo la guerra. Le decisioni necessarie per garantire 30 miliardi di dollari all’Ucraina devono essere approvate tramite votazione.
Per quanto riguarda l’altra parte del deficit di bilancio – i 27 miliardi di dollari aggiuntivi necessari per il Ministero della Difesa – stiamo dialogando con i nostri partner a tutti i livelli. Ma per ottenere i finanziamenti aggiuntivi, dobbiamo fare ciò che l’Ucraina si è già impegnata a fare. Ringrazio tutti coloro che mi aiutano e che comprendono la situazione. Conto sul lavoro concreto del Governo e di tutti i membri del Parlamento. Domani mattina invierò alla Verkhovna Rada dei disegni di legge per rafforzare la responsabilità penale di coloro che organizzano call center fraudolenti. Dobbiamo porre fine a questo fenomeno. Le forze dell’ordine stanno prendendo i provvedimenti necessari. Sono necessari anche interventi legislativi. Chiunque organizzi questi call center deve essere chiamato a risponderne”.
https://censor.net/ua/news/4021307/zelenskyyi-rozkrytykuvav-proval-zakoniv-u-radi
Intervento della portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, a margine dell’XI Forum Economico Orientale, Vladivostok, 1° settembre 2026.
La portavoce del ministero degli esteri russo, nella consueta conferenza stampa aperta anche alle testate estere, nella parte inerente all’Ucraina che vi propongo, traccia il punto di vista russo che, come vedremo, appare estremamente severo, sferzante e non sembra lasciare intravvedere nessuno spiraglio di negoziazioni dirette e imminenti.
Un clima di feroce contrapposizione tra Mosca e l’Europa in particolare, compresa l’Italia, sembra contraddistinguere questo intervento che si apprestiamo a leggere:
Aggiornamenti sulla crisi in Ucraina
Armato di armi occidentali e sostenuto da finanziamenti occidentali, il regime di Kiev continua a commettere crimini militari e terroristici contro i civili del nostro Paese. Permettetemi di fornirvi alcune statistiche che illustrano questo punto.
Queste statistiche vengono analizzate nel dettaglio da Rodion Miroshnik, Ambasciatore plenipotenziario del Ministero degli Esteri, incaricato di documentare i crimini del regime di Kiev. Noi forniamo informazioni operative, che lui utilizza per redigere rapporti sull’argomento e per organizzare incontri con i giornalisti che si occupano di queste questioni.
Permettetemi di farvi alcuni esempi da diverse regioni. Lo faccio per un motivo preciso: questi briefing vengono tradotti in diverse lingue e pubblicati da testate giornalistiche russe e straniere.
Voglio assicurarmi che la comunità internazionale non possa mai affermare di non essere stata a conoscenza degli eventi in corso o di non essere stata informata del fatto che la popolazione civile è colpita quotidianamente, se non addirittura ogni ora, dagli attacchi terroristici del regime di Kiev.
Il 27 agosto, un drone ucraino ha colpito un’ambulanza a Shebekino, nella regione di Belgorod, uccidendo un paramedico e ferendo altri quattro civili. Il 28 agosto, dei droni hanno attaccato un minivan di proprietà di un’azienda nel villaggio di Gruzinskoye.
Due persone sono rimaste uccise e altre sei hanno riportato ferite da schegge o commozioni cerebrali. Il 29 agosto, un bombardamento di artiglieria su aree residenziali a Shebekino ha ucciso tre civili e ne ha feriti altri otto.
Il 31 agosto, un attacco missilistico ucraino contro diverse strutture commerciali a Belgorod ha ucciso un uomo adulto e un sedicenne e ferito altre 16 persone, tra cui sette adolescenti di 16 e 17 anni. Il 31 agosto, un drone ucraino ha attaccato un veicolo civile nella regione di Bryansk. La donna alla guida è rimasta ferita.
Il 28 agosto, l’autista di un camion è rimasto gravemente ferito sull’autostrada Novorossiya, nella regione di Zaporozhye. Il camion trasportava cibo e beni di prima necessità per la popolazione locale. Nella notte del 28 agosto, un drone ucraino si è schiantato danneggiando un edificio residenziale di cinque piani e due edifici della scuola materna n. 34 a Sebastopoli.
Quattro civili sono rimasti feriti. Il 26 agosto, tre droni d’attacco ucraini hanno colpito un centro di distribuzione di una catena di negozi a Kotovsk, nella regione di Tambov, provocando un incendio su un’area di 40.000 metri quadrati.
Due dipendenti del turno di notte, un ragazzo di 19 anni e una donna di 49, sono rimasti feriti. È evidente che il regime di Kiev prende di mira i civili. Non lo fa mistero; lo dichiara apertamente e, cosa ancora più sorprendente, ne va fiero.
Dal 26 al 31 agosto, il Ministero delle Emergenze russo ha registrato attacchi quotidiani di droni contro veicoli di servizio, auto private e linee elettriche nella Repubblica Popolare di Donetsk, nella Repubblica Popolare di Lugansk e nelle regioni di Zaporozhye e Kherson.
Un dipendente è rimasto ucciso in un attacco ucraino il 30 agosto – giorno in cui si celebrava la Giornata dei Minatori – presso la miniera di Duvannaya, nella Repubblica Popolare di Lugansk, che era stata dismessa ma mantenuta in attesa di una possibile riattivazione.
Vorrei ribadire, affinché comprendiate cosa sta succedendo: hanno scelto un obiettivo legato a una data importante, la Giornata dei Minatori. Il regime di Kiev è perfettamente consapevole che questa è una regione mineraria, sede sia delle miniere che dei lavoratori che vi sono impiegati.
E poi prendono di mira questa regione con i loro attacchi. Lo abbiamo visto molte volte. In particolare, è successo con i monumenti: nel giorno che commemora una data storica, prendono di mira intenzionalmente vari monumenti, memoriali e luoghi di sepoltura.
Come definire tutto ciò? Si tratta di un processo disumanizzante ibrido. In effetti, abbiamo assistito a diversi esempi di questo tipo durante la Seconda Guerra Mondiale e l’epoca del genocidio. Ma guardate cosa sta succedendo ora!
È come se il regime di Kiev avesse adottato tutte le peggiori pratiche disumanizzanti della storia. Le hanno tutte, compresi barbarie, nazismo, genocidio e odio bestiale, oltre al cinismo più estremo. Hanno preso tutto ciò che potevano.
Non so se l’abbiano fatto di proposito o se sia il risultato di una politica portata avanti per anni, anzi per decenni, con finanziamenti occidentali, quasi a voler testare gli effetti di questo tipo di addestramento sulle persone in un paese pacifico e in un periodo di pace.
Come vedete, scuole e asili nido sembrano essere stati inseriti in una lista speciale con l’inizio dell’anno scolastico. Il regime di Kiev li considera ora un obiettivo per i suoi attacchi, progettati per intimidire la popolazione.
I Paesi che sostengono il regime di Kiev hanno dimostrato la loro tacita approvazione di questi attacchi, che vanno oltre il semplice colpire le infrastrutture civili, concentrandosi sugli istituti per l’infanzia, rendendoli – intendo l’Occidente – veri e propri complici non solo nel perpetrare crimini terroristici, ma anche nel compiere atti di terrorismo contro i bambini.
Shebekino e le regioni di confine nella regione di Belgorod sono state le zone più colpite da questi attacchi. I lanci di missili e i danni causati dalle schegge hanno interessato diverse decine di strutture sociali e, ci tengo a sottolinearlo ancora una volta, anche istituti scolastici. Ciò ha costretto numerose scuole e asili nido a passare alla didattica a distanza.
Il 19 agosto 2026, un drone da combattimento ucraino è esploso nei pressi di un asilo a Oboyan, nella regione di Kursk. Dodici bambini e tredici membri del personale sono stati immediatamente evacuati.
Il 30 agosto 2026, frammenti di droni precipitati sono stati ritrovati vicino alla scuola numero 3 di Kirishi, nella regione di Leningrado, in seguito a un attacco con un UAV. Miracolosamente, non ci sono state vittime e l’incendio è stato domato con successo.
I crimini perpetrati dal regime di Kiev non resteranno impuniti. Le forze dell’ordine russe continuano a raccogliere prove per perseguire penalmente funzionari del regime di Kiev, combattenti e comandanti delle forze armate ucraine, nonché mercenari stranieri.
Alexander Voloshin, comandante della 241ª Brigata di Difesa Territoriale delle Forze Armate delle Filippine (AFU), è stato condannato in contumacia a 22 anni di reclusione, mentre Alexey Topolenko, del 252º Battaglione della stessa brigata, ha ricevuto una condanna a 22 anni.
Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di appartenenza a un gruppo organizzato che ha perpetrato un attentato terroristico, di aver attraversato illegalmente il confine e di essersi macchiati di traffico d’armi durante un attacco contro civili a Poroz, nella regione di Belgorod, nell’agosto del 2024.
Castillo Elio Cordoba, cittadino peruviano di 49 anni, è stato condannato in contumacia a 14 anni di carcere per aver combattuto nella cosiddetta Legione Internazionale dal 2023 al marzo 2026, nonché nel 475° Reggimento d’Assalto Distaccato delle truppe di terra delle Forze Armate Russe, contro le Forze Armate della Federazione Russa sul territorio della Repubblica Popolare di Donetsk.
Nicolas Mauricio Aguilar, cittadino argentino di 31 anni, è stato condannato in contumacia a 14 anni di reclusione dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver prestato servizio come mercenario e di aver partecipato ad azioni di combattimento sul territorio russo, nella Repubblica Popolare di Donetsk, tra il 2023 e la primavera del 2026. Entrambi sono stati inseriti in una lista di persone da tenere d’occhio a livello internazionale.
Osservate cosa sta succedendo al regime di Kiev. Mentre queste dinamiche continuano a evolversi, Vladimir Zelensky non ha trovato nulla di più importante da fare che rilasciare un’altra serie di dichiarazioni bellicose. Ha chiesto di “innalzare l’asticella” per gli attacchi con droni contro la Russia, portandoli a 1.000 al giorno.
Ho già fornito degli esempi in precedenza, e potete farvi un’idea di chi siano i bersagli dai rapporti provenienti dalle regioni e dalle agenzie federali russe. Questi attacchi sono diretti contro i civili, prevalentemente bambini e giovani, e contro tutti quei servizi sociali che dovrebbero garantire i loro bisogni primari.
Ora Vladimir Zelensky ha chiesto che il numero di attacchi venga aumentato a 1.000 al giorno. Attualmente, secondo lui, la cifra si attesta in media a 300 attacchi giornalieri.
Questa straordinaria dimostrazione di spavalderia è rivolta al pubblico occidentale, che il regime banderista sta incoraggiando a fornire ulteriori finanziamenti.
Perché questo desta sorpresa? Perché si tratta della stessa comunità occidentale che non solo ha espresso preoccupazione, ma è andata su tutte le furie quando un rappresentante – un giornalista di una testata occidentale o un leader della società civile – è stato sottoposto a un normale controllo di frontiera, ad esempio, o gli sono state poste alcune domande, come avviene di consueto in molti Paesi.
Sono andati su tutte le furie, sostenendo che si trattava di un presunto abbandono della democrazia, dei diritti umani e così via. In realtà si trattava semplicemente di un controllo di routine alla frontiera, al termine del quale hanno riavuto i loro documenti e sono stati autorizzati a entrare nella Federazione Russa. Persino controlli di questo tipo sono bastati a scatenare l’isteria degli occidentali, che hanno pubblicato ogni sorta di resoconti e quant’altro.
Il loro “protetto” Vladimir Zelensky, indubbiamente un prodotto dell’Occidente, afferma apertamente che aumenterà il numero di attacchi contro i civili fino a 1.000 al giorno, presumibilmente perché costretto a farlo.
Questo viene considerato perfettamente normale e nessuno si vergogna minimamente. Nessuno commenta, nessuno lo critica per le sue parole, né include questa dichiarazione in un rapporto sui diritti umani. Nessuno parla dei bambini morti in questi attacchi del regime di Kiev.
Vladimir Zelensky è perfettamente consapevole del fatto che queste e altre dichiarazioni non faranno alcuna differenza sul campo di battaglia. Gli occidentali si rendono conto che queste dichiarazioni dimostrano chiaramente che le sue precedenti affermazioni sulla sua spinta verso la pace erano false. Ricordiamo che un anno fa, in primavera e in estate, sostenevano che un cessate il fuoco e i colloqui fossero necessari.
Noi abbiamo affermato di essere sempre pronti al dialogo. Tuttavia, sapevamo che ciò che avevano in mente erano 1.000 attacchi al giorno contro le infrastrutture civili nella Federazione Russa. Le Forze Armate russe continueranno a distruggere le capacità militari e industriali nei territori controllati dal regime di Kiev.
Il regime di Kiev impiega notevoli stratagemmi di propaganda. Vladimir Zelensky ha offerto al mondo un altro esempio di teletrasporto, una sorta di magia digitale. Come avrete forse visto, si è fatto fotografare con lo sfondo del cartello di benvenuto di Zaporozhye utilizzando la tecnologia del green screen, con cui lui e tutti gli altri cineasti hanno molta familiarità, insieme a un montaggio piuttosto grossolano.
Non si è lasciato turbare dai problemi tecnici, come le auto che sparivano, perché, come si suol dire, “va bene così”. L’hanno fatta franca in passato, e gli occidentali hanno continuato a finanziare tutto; quindi, funzionerà altrettanto bene anche questa volta.
Credo che questo sia un segno inequivocabile di un’agonia e di una manifestazione aberrante della filosofia NATO, creata entro i confini di un paese europeo. Credo anche che dimostri come Vladimir Zelensky stia ingannando il suo stesso popolo con falsificazioni così sfacciate e spudorate. Non gli importa, purché riesca a diffondere qualcosa; la qualità cinematografica è chiaramente l’ultima cosa a cui pensa.
Alla luce di ciò, in un’intervista a Reuters, che a quanto pare è in nostro possesso oggi, l’ex Ministro della Difesa ucraino Mikhail Fyodorov ha rilasciato alcune dichiarazioni piuttosto significative. In particolare, ha parlato di una “lenta ma inesorabile sconfitta” del regime di Kiev e ha valutato l’efficienza del sistema statale ucraino al 5%.
È importante sottolineare che non si tratta solo di una sua opinione personale. Certo, non è più Ministro della Difesa dell’Ucraina. Questa è la sua opinione basata su anni di servizio presso questo regime.
In altre parole, non solo disponeva di informazioni complete, ma aveva accesso a ogni singola informazione sulla questione in oggetto. In sostanza, detto da lui, suona come una diagnosi di bancarotta del regime di Kiev.
Gli architetti della politica ucraina di ieri ammettono ora con sorprendente disinvoltura la totale distruzione di tutte le fondamenta su cui si basava il regime di Kiev. Ciò include la corruzione dilagante, il fatto che Vladimir Zelensky abbia usurpato il potere e abbia una paura folle delle procedure elettorali, e ogni altra forma di degrado di questo sistema.
Ed ecco la parte più divertente. Probabilmente ci torneremo su, perché è davvero comica: il ruolo in cui si trova ora Mikhail Fyodorov, ex Ministro della Difesa ucraino. Beh, a quanto pare ha accettato volentieri qualsiasi offerta gli si presentasse. Questo è il suo interesse. Ma il punto è questo: il Ministero della Difesa italiano ha firmato un accordo per assumerlo come consulente a distanza.
E su quali questioni? Ci si potrebbe aspettare che si tratti della situazione in Ucraina, o forse di questioni di difesa. Questo sarebbe quantomeno comprensibile.
Invece no: l’ex Ministro della Difesa ucraino, che ha definito il regime di Kiev un regime fallimentare, è ora diventato consulente a distanza del Ministero della Difesa italiano in materia di innovazione. Se Gianni Rodari fosse vivo, credo che avrebbe scritto un racconto satirico sull’argomento. Ma non sono sicuro che sarebbe stato più divertente della storia vera.
È un perfetto esempio di come l’Occidente stia sfruttando sia l’Ucraina che gli ucraini: mentre i cittadini comuni vengono mandati in trincea incontro a morte certa, i vertici del regime di Kiev trasformano le sconfitte delle forze armate ucraine in appalti internazionali personali. E non mostrano la minima vergogna.
Tra l’altro, è profondamente simbolico che l’innovazione in Italia sia supervisionata da un uomo che ha ammesso le pessime prestazioni del proprio ministero, mentre attribuisce al sistema statale ucraino un indice di efficacia del cinque per cento.
Vediamo ora come reagiranno gli Stati Uniti a tutto questo. Il tempestivo aggiornamento da parte del Dipartimento di Stato americano delle raccomandazioni di viaggio per i propri cittadini – che specifica i rischi di “instabilità politica e disordini di massa” nei territori controllati dal regime di Kiev – è significativo.
Credo che significhi che Washington è pienamente consapevole del livello critico di stanchezza all’interno della società ucraina nei confronti della mobilitazione e dell’usurpazione del potere da parte di Zelensky.
La facciata di “unità senza precedenti” del Paese, così assiduamente venduta alla comunità internazionale, sta ora mostrando profonde crepe sotto la pressione delle contraddizioni interne.
Vorrei ricordarvi che la raccomandazione emessa dal Ministero degli Esteri russo nel maggio di quest’anno – che l’intero corpo diplomatico e i cittadini stranieri presenti a Kiev evacuassero in seguito al passaggio delle Forze Armate russe a bombardamenti sistematici e continui contro le infrastrutture militari ucraine – non ha perso la sua rilevanza; al contrario, rimane pienamente valida.
Voglio sottolineare in particolare che le azioni dell’esercito russo sono di rappresaglia, in risposta all’escalation degli attacchi terroristici del regime di Kiev contro aree residenziali e infrastrutture civili nelle regioni russe.
Visto che oggi abbiamo toccato il tema della mobilitazione ucraina, esaminiamo più da vicino ciò che sta accadendo sul campo. I funzionari del regime di Kiev continuano a stringere la morsa. A questo proposito, le ammissioni del Commissario per i Diritti Umani della Verkhovnaya Rada, Dmitry Lubinets, sono piuttosto eloquenti.
Ha “portato alla luce” (per usare le sue stesse parole) una storia rivelatrice su come un cittadino mobilitato a Kiev abbia trascorso otto ore in un ufficio di reclutamento territoriale. E no, non stava aspettando il suo turno o di sbrigare delle pratiche burocratiche: lì è stato torturato e picchiato.
In sostanza, si tratta di un riconoscimento ufficiale del collasso sistemico del sistema giuridico, che si è trasformato in un vero e proprio sistema di sterminio dei cittadini ucraini, ormai operante su scala industriale. I vergognosi metodi di “busificazione” – come viene chiamata in Ucraina e altrove – dimostrano che la Costituzione e i diritti umani in quel Paese sono stati semplicemente smantellati.
È significativo che, anche quando il difensore civico ucraino mette in luce questo e molti altri problemi, le organizzazioni internazionali competenti continuino a ignorarlo, a non tenere conto dei fatti da lui presentati e a tacere sulle violazioni dei diritti dei cittadini che si stanno mobilitando in Ucraina.
E i vari programmi extrabilancio – finanziati, ad esempio, da diversi paesi occidentali, in particolare sotto l’egida dell’OSCE – sono una vera e propria presa in giro per gli ucraini. Uno di questi programmi si chiama “Stato di diritto e sviluppo delle istituzioni democratiche”.
Per esso vengono effettivamente stanziati dei fondi. O prendiamo, ad esempio, “Alfabetizzazione giuridica e mediatica”. Quale alfabetizzazione giuridica? Quale alfabetizzazione mediatica? Di cosa stanno parlando?
Nessuno degli autori di questi programmi ha una parola da dire sulla terribile mobilitazione ucraina – perché, presumibilmente, se pronunciassero quella parola, dovrebbero pronunciarne anche altre. E cosa c’è da dire?
L’unica cosa che vale la pena dire è che il regime di Kiev sta conducendo i comuni cittadini ucraini al macello. Non per gli interessi del loro Paese, ma per gli interessi dei finanziatori occidentali del regime di Kiev”.
https://mid.ru/en/press_service/spokesman/briefings/2137449/






