La preoccupazione di De Gasperi per un antifascismo che era un fascismo capovolto
Leggere il comunicato della Presidenza del Consiglio che ricorda la strage di Vergarolla del 1946 è stato emozionante.
Mai nessuno ne ha fatto menzione fino a oggi.
L’anno scorso inviai al direttore, Silvano Danesi, una serie di pensieri, personali, che quotidianamente lasciavo scritti, seppure solo per me… e per pochi saggi amici.
Fra i tanti vi era lo sconcerto per il silenzio su quell’enormità di vittime innocenti… vittime perché semplicemente italiani!
Ne ero a conoscenza perché me ne aveva spesso parlato un caro amico, esule istriano, fervente liberale, per anni animatore e presidente dell’associazione degli esuli a Brescia: Luciano Rubessa.
Bando ai ricordi.
L’intervento di Giorgia Meloni si colloca nella scia di due Presidenti della Repubblica orgogliosi di essere “Presidenti degli italiani”.
Carlo Azeglio Ciampi tanto fece e ottenne affinché venisse istituito il “Giorno della memoria” per ricordare e onorare i martiri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
Giorgio Napolitano per primo si recò a rendere omaggio ai martiri di Malga Porzus, partigiani della Brigata Osoppo, trucidati dai comunisti titini… e non solo…
Citare insieme Ciampi, Napolitano e Meloni non è un caso.
Ciampi, vecchio azionista, era senza peccato.
Napolitano, dirigente comunista, aveva “condiviso” storiche responsabilità sulle azioni atroci del comunismo sovietico.
Meloni, giovanissima esponente del MSI, è quotidianamente vittima della sua appartenenza politica giovanile.
Tutti e tre hanno avuto, non tanto il coraggio, ma la dignità della verità, indipendentemente da quello che avevano vissuto.
Il passato insegna, l’intelligenza guida le scelte giuste.
Molto utile sarebbe per la politica, per il nostro Paese, per la dignità del pensiero di tutti che finalmente il ricordo di quanto avvenne sia liberato dalla sciocca convenienza dell’oggi.
Molto utile sarebbe che gli italiani sentissero di esserlo e che i loro rappresentanti politici dismettessero il ruolo di affossatori della storia, della verità, della passione per il nostro progresso.
Giorgia Meloni è quasi quotidianamente vittima della sua appartenenza giovanile, peraltro esempio di comportamenti democratici.
A Napolitano mai è stato quotidianamente rinfacciato il silenzio sulle violenze dei regimi comunisti, peraltro da protagonista, non da erede dei protagonisti.
Anche perché Napolitano, nella sua esperienza di politico italiano, ha rispettato e onorato le regole della democrazia.
In uno scritto di qualche giorno fa, su questo giornale, ricordando De Gasperi, rammentavo la sua preoccupazione per un antifascismo che era un fascismo capovolto.
Ecco, se finalmente si comprendesse il valore delle azioni positive piuttosto che il disvalore della maldicenza, persino calunniosa, gli esempi di ottimi Presidenti della Repubblica non resterebbero semplici fatti, ma grandi luci di verità.


Eugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.


