
di Vito Schepisi
“Meloni Cortigiana di Trump”!
Non è mai capitato che in Italia un Capo di Governo sia offeso in modo così volgare dal “Capo” del più grosso sindacato italiano dei lavoratori.
Moltissimi l’hanno fatto notare e ne hanno preso le distanze, ma non mancano coloro che cercano di cucirci una toppa.
In testa l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini che quando sedeva sul seggio più alto di Montecitorio, eccelleva per tanta puzza sotto al naso.
La Signora Boldrini ha definito “equivoco” la volgarità di Landini. C’è però, e per fortuna, chi, anche a sinistra, definisce l’insulto diversamente, ed in modo più severo.
Proprio lei, la signora Boldrini, che s’è sentita colpita nella sua dignità di donna, anche quando, in passato, c’è stato chi s’è rivolto verso di lei con l’indicazione al maschile, benché adeguata al ruolo e alla funzione che esercitava!
Quanta zavorra d’ipocrisia c’è in quest’ideologia “woke” italiana!
Per quanti sforzi faccia, riemerge sempre la sinistra con l’indignazione integrata, ma a misura variabile a seconda delle circostanze e delle opportunità.
Dopo la caduta dei pensieri forti e dei modi intolleranti e violenti del recente passato, quella italiana oggi appare per protervia tra le peggiori sinistre europee.
L’educazione, la cortesia, il rispetto di tutti, la forma, anche nell’asprezza del confronto, sono invece segnali di civiltà, prima che di sincero e costruttivo sentire democratico.
La situazione migliore, anche per dar più prestigio e dignità al confonto tra i partiti, oltre al rispetto per la democrazia e per le scelte degli elettori, sarebbe quella d’avere un modo gentile per tutti.
Rivolgersi alle persone, sostenendo le proprie istanze, e motivando con competenza le ragioni d’un dissenso, a prescindere che siano uomini o donne, dovrebbe essere un obbligo morale di tutti gli eletti e di tutti coloro che hanno la responsabilità di guidare importanti organizzazioni sociali.
Quello italiano non è uno Stato etico e pensare che nella Costituzione si debbano introdurre anche i principi etici sarebbe inaccettabile, certamente non compatibili con una democrazia liberale.
Nessun fondamentalismo etico, pertanto, ma tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana (art. 1, 2 e 3), però, ci sono espressioni che tutti dovrebbero imparare a memoria e rispettare.
All’art 1: “la sovranità appartiene al popolo”.
All’art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
All’Art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali avanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
I modi offensivi e le indignazioni ad orologeria, però, sono inaccettabili, ed il richiamo al rispetto dei principi della nostra Costituzione ci starebbe tutto.
E poi la si smetta dall’usare i ruoli sindacali, giudiziari e mediatici come rivalsa delle frustrrazioni politiche, ovvero come cassa di risonanza di quegli sfoghi intinti negli insulti e nelle volgarità.
E Landini si dia pure una calmata (ora sta esagerando!), soprattutto per i costi fisici e meateriali di immotivate rivolte sociali. Il ruolo del sindacato è tutelare i lavoratori, non d’istigare il popolo e di emulare le forze politiche extraparlamentari.
Questo vuoto ideale, privo della concretezza d’un diritto da rivendicare, ovvero senza richieste di migliori condizioni di vita dei lavoratori, intrise di toni violenti e di populismo barricadiero, è il sintomo delle difficoltà epocale della sinistra massimalista.
Il mondo è cambiato, però, e sono saltati tutti i riti del sindacalismo e del politicismo.
Le volpi sono sgamate, ed anche le galline sono diventate più furbe.
Se la domanda più larga è quella della sicurezza del lavoro (e non solo) e della concretezza degli impegni, c’è chi ancora non s’è accorto che non c’è democrazia senza pluralismo e rispetto.
Sarebbe bene che lo comprendesse anche Landini!





