
Il dato più eclatante e preoccupante di queste elezioni regionali, che non spostano di una virgola i rapporti di forza nazionali tra i partiti del centro destra e del centro sinistra, è l’astensione, ossia il distacco dalla politica del 56,36 per cento degli italiani votanti.
Il dato italiano, che assomma i dati delle tre regioni, è di un’affluenza alle urne del 43,64% in calo del 13,96% sul dato precedente che era del 57,60%.

I dati regione per regione sono i seguenti. Per la Puglia indicano un 41,83% (contro il 56,43% del 2020). In Veneto il 44,64%, contro il 61,16% del 2020. La Campania si è fermata al 44,06% degli aventi diritto (contro il 55,52% del 2020).
I fattori che allontanano i cittadini dalla politica sono molti, a cominciare dalla trasformazione del dibattito politico in un insieme di insulti, di slogan e di menzogne, delle quali si è fatta e si fa portatrice una stampa ormai piegata ad un modo di informare che prescinde dalla realtà.
Ogni ragionamento è negato. Prevale il richiamo continuo alle emozioni. Il confronto è fatto di insulti. Lo spiegano bene Antonio Foccillo, Giorgio Cattaneo e Eugenio Baresi in questo stesso numero del giornale.
La propaganda esasperata ed esasperante tendente a creare paura, il terrorismo mediatico che crea incertezza, la sensazione crescente che tutto quello che è detto non valga un soldo bucato sono fattori di una disaffezione che vede sempre più restringersi l’area del voto a chi è, in qualche modo, nobile e meno nobile, coinvolto nella gestione del potere. Intendo, per la parte nobile, chi partecipa alla vita dei partiti, delle associazioni politiche e culturali collegate. Intendo, sempre per la parte nobile, la rete del volontariato, della cooperazione. Intendo, per la parte poco nobile, la clientela e, infine, per la parte ignobile, la malavita che, la si pensi come si vuole, orienta i voti.
Se andiamo ad analizzare il voto nelle tre regioni, possiamo notare alcuni elementi interessanti.
In Veneto c’è coerenza tra la sommatoria dei voti dei partiti del centro destra e i voti del candidato governatore della regione. Stefani porta a casa il 64,51 per cento dei voti e se sommiamo i voti dei tre partiti maggiori del centro destra siamo al 61,11: Lega al 36,02, Fratelli d’Italia al 18,66 e Forza Italia al 6,43.
Si può ben dire che ci sia un solido rapporto tra partiti e rappresentanza istituzionale.
Se guardiamo la Campania, Fico porta a casa un 60,82%, mentre i maggiori partiti del centro sinistra arrivano al 33,13: Pd 19,09, M5S 9,45 e Verdi e sinistra il 4,59%.
In Puglia De Caro conquista il 64,51% dei voti, mentre i maggiori partiti del centro sinistra totalizzano il 37,41%: Pd 25,79%, M5S 7,43 e Verdi e Sinistra 4,19.
Nelle due regioni mantenute dallo schieramento di sinistra non esiste coerenza tra i partiti del centro sinistra e la rappresentanza istituzionale, che è in buona parte determinata da liste locali.
Premesso che qualsiasi proiezione dei dati regionali non ha molto senso in relazione con le elezioni nazionali politiche, comunque, come dato indicativo in Puglia i partiti del centro sinistra contano per il 37,41% a fronte di quelli del centro destra che assommano al 35,39% (Fratelli d’Italia 18,43, Forza Italia 9,03 e Lega 7,93).
In Campania il confronto vede i partiti del centro sinistra al 36,91% e quelli del centro destra al 27,91 (Fratelli d’Italia al 11,63, Forza Italia al 10,94, la Lega al 5,34).
Infine il Veneto. I partiti del centro destra hanno il 59,47% dei voti e quelli del centro sinistra il 23,58 (Pd 16,70, M5S 2,22 e Verdi e sinistra 4,66).
Proiettare i dati regionali sulle elezioni del 2027, come fa qualcuno, è pura follia, anche perché non è detto che chi ha votato per il candidato governatore della sua regione voti automaticamente i partiti del centro destra o del centro sinistra.
Il dato vero sul quale dovrebbero riflettere politici e comunicatori (i giornalisti, in teoria dovrebbero essere un’altra professione) è la disaffezione crescente.
Tuttavia, tengo scommesse, il dibattito politico dei prossimi giorni sarà che il centro sinistra, che ha tenuto due regioni, può mandare a casa Giorgia Meloni. Auguri.





