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LA PURIFICAZIONE DELLA RAZZA E DEL MONDO

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di Francesco Pontelli

A distanza di novant’anni si ripresentano incredibilmente le medesime strategie di “purificazione di una razza o del mondo intero“.

Precedentemente alla Seconda guerra mondiale, l’obiettivo politico e salvifico era rappresentato dalla purificazione della razza ariana promossa dalla ideologia dei vertici nazisti.

Questo delirio ideologico partiva dalla presunta ed arbitraria convinzione della superiorità intellettuale di una determinata razza rispetto agli altri popoli.

Dopo quasi un secolo il medesimo principio di suprematismo intellettuale si ripresenta supportato da medesimi presupposti intellettuali e ideologici.

Ora l’obiettivo non è più la sola purificazione della razza, ma addirittura del mondo (green deal).

Un pianeta all’interno del quale si esprimono un complesso sistema di nazioni democratiche fondate sul principio della maggioranza nella determinazione dell’indirizzo politico.

Viceversa, la stessa applicazione del principio democratico viene indicata come uno dei pericoli nel perseguimento dei propri obiettivi di purificazione del pianeta attraverso l’adozione delle strategie ambientaliste (“… rischia di essere fermato dai cittadini…”) attraverso gli esiti elettorali.

Poco meno di un secolo fa gli esponenti del partito nazista si erano arrogati il ruolo di titolari della futura visione globale e culturale del Popolo tedesco, da perseguire con ogni mezzo come la guerra e lo sterminio delle popolazioni ebree e non solo nei campi di concentramento. 

Ora questa titolarità di un suprematismo intellettuale viene riconosciuta ” ai cittadini più ricchi”, i quali sulla base della propria ricchezza dovrebbero avere la capacità di comprendere i complessi vantaggi di un mondo purificato dal green deal: e contemporaneamente libero dall’obbligo di seguire il volere della maggioranza povera ed ignorante.

Una maggioranza che diventa l’espressione delle popolazioni più povere (ed appunto più ignoranti) ” ed osano ” preoccuparsi della perdita del posto di lavoro, una paura espressa appunto attraverso gli esiti elettorali olandesi. 

Imbarazzante, poi, come si intenda ovviare a questa drammatica prospettiva, cioè con la creazione di un nuovo debito europeo utilizzabile per elemosinare sussidi alle popolazioni che perderanno sicuramente il posto di lavoro.

La purificazione, di una razza o del mondo nulla cambia, diventa il presupposto ideologico utilizzato per elaborare strategie, attraverso sistemi antidemocratici ed imporle ai sudditi cittadini. 

Non vedere le similitudini di quanto scritto oggi dal professor Giavazzi, terrificante espressione del mondo accademico bocconiano, attraverso questo delirio totalitario molto simile a quello del secolo precedente, rappresenta un errore di dimensioni epocali. 

Autore

  • Redazione

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