Home Politica estera LA PROPAGANDA OCCULTA BRITANNICA E LA SINISTRA RIVOLUZIONARIA ITALIANA /2

LA PROPAGANDA OCCULTA BRITANNICA E LA SINISTRA RIVOLUZIONARIA ITALIANA /2

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di Giovanni Fasanella
I finanziamenti oscuri di LOTTA CONTINUA. POTERE OPERAIO movimento liquido. E il nucleo primitivo delle BRIGATE ROSSE
Il lungo rapporto dell’Ird sui «gruppi della sinistra extraparlamentare e le loro pubblicazioni in Italia» del gennaio-febbraio 1973, a leggerlo oggi, con il senno del poi, è davvero impressionante. Sono catalogati 50 tra organizzazioni politiche e giornali, praticamente l’intero arco del potenziale “partito armato”, dai dissidenti usciti dal Pci ai marxisti-leninisti, dagli anarchici agli operaisti, sino ai nuclei primitivi del brigatismo rosso. Colpiscono la sistematicità, la pazienza certosina con cui furono schedati. Sedi, indirizzi, differenze politico-ideolgiche. E anche brevi profili di alcuni dirigenti ritenuti evidentemente degni di nota: di alcuni di loro furono segnalati persino i legami affettivi che avevano con la Gran Bretagna.
Fra i gruppi a cui gli inglesi erano maggiormente interessati, c’erano anche Lotta Continua e Potere Operaio. Di Lc, l’Ird evidenziava il fatto che fosse il gruppo «più forte e violento», con un «numero considerevole di sedi» e dotato di «ampie disponibilità finanziarie», anche se «la fonte di questo danaro è sconosciuta». Una realtà già ben strutturata, insomma. Mentre Potere Operaio era descritto come un movimento liquido -oggi si direbbe così-, in origine «scarsamente articolato, composto da gruppi rivoluzionari autonomi», senza «una sede, quadri dirigenti, pubblicazioni e tessere».
Ma la scoperta più sorprendente, nel rapporto dell’Ird, è al punto 24: “Sinistra Proletaria”, il giornale del Collettivo Politico Metropolitano (CPM) di Renato Curcio e Corrado Simioni. Quando il memorandum venne redatto, nel 1973, si era già svolto il convegno di Pecorile, sulle colline emiliane, in cui il CPM si fuse con il gruppo reggiano di Alberto Franceschini, dando vita al primo nucleo brigatista. Uno dei registi di quel convegno fu Corrado Simioni. Forse è utile rileggere le parole scritte nel libro “Che cosa sono le Br” (Rizzoli-Bur, 2005) da un protagonista diretto di quell’evento, Franceschini:
«Simioni lo chiamavo l’”inglese”. Perché era proprio come il personaggio interpretato da Marlon Brando nel film Queimada: preparatissimo, lucidissimo, ma incontrollabile. Lo sentivi sempre sopra di te, non raccontava mai le cose che faceva».
«Operava sempre dietro le quinte. Lui doveva rimanere coperto perché stava preparando il passaggio alla lotta armata, stava organizzando la rete logistica, le strutture clandestine. Si sapeva che c’era chi stava facendo questo lavoro, e che questo era Simioni. Tant’è che il Cpm, già allora, era in grado di esprimere una capacità militare durante i cortei».
«Simioni aveva organizzato una specie di servizio d’ordine con il compito di eseguire azioni durante le manifestazioni: gruppi di compagni si staccavano dal corteo, colpivano determinati obiettivi e poi rientravano mimetizzandosi in mezzo agli altri. La funzione di questo gruppo era quella di alzare il livello dello scontro».
Interessante, vero?

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  • Redazione

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