Home Politica LA POLITICA? SOPRATTUTTO PROPAGANDA E POLEMICHE

LA POLITICA? SOPRATTUTTO PROPAGANDA E POLEMICHE

0

di Gianvito Caldararo

Ovunque polemiche e scontri ! Sia a destra che a sinistra è tutto un mondo in subbuglio, a momenti di apparente calma ecco emergere momenti di polemiche e divisioni. Le agitazioni a destra nascono da ben due casi abbastanza clamorosi. Il primo è quello della Santanchè, ministro del Turismo, che da giorni nega di essere indagata, nel mentre si scopre che sin dal giorno 5 del mese di ottobre 2023, questa è l’opinione dominante, lei sapesse di essere indagata per falso in bilancio e concorso in bancarotta.
E ciò scaturisce dal fatto che il pubblico ministero aveva richiesto al Gip-Giudice delle indagini preliminari – la richiesta di proroga delle indagini. Un atto che sulla base delle vigenti norme in materia di procedura penale, va obbligatoriamente comunicato all’indagato, che contestualmente è messo al corrente della indagine nei suoi confronti. Il problema è se la Meloni , nella fase di formazione del governo, sia stata informata o meno di tale indagine a carico della Santanchè, nominata poi alla carica di ministro della Repubblica.
Il secondo problema che agita le acque nel centro-destra e in particolar modo Fratelli d’Italia, è il caso dell’on. Delmastro, sottosegretario di Stato alla giustizia, che a fronte della richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma ha visto il GIP, decidere di procedere per imputazione coatta nell’ambito dell’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso Cospito.
A tal proposito, giova ricordare che Delmastro ha dichiarato: “Avrò modo davanti al giudice per l’udienza preliminare, di insistere per il non luogo a procedere per l’insussistenza dell’elemento oggettivo, oltre che di quello soggettivo”. La reazione di Palazzo Chigi si è fatta sentire con una nota con la quale sottolinea che “non è consueto che la parte pubblica chiede l’archiviazione e il giudice per le indagini preliminari imponga che si avii il giudizio”.
Quindi, da parte dell’esecutivo nasce il sospetto che una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione. E abbia deciso così di inaugurare la campagna elettorale per le elezioni europee. Una dura dichiarazione che rischia di innescare un forte scontro tra governo e magistratura di notevole portata.
Sono due situazioni che hanno dato corso ad una rovente polemica anche tra la maggioranza e la stessa opposizione, nel mentre si assiste al silenzio di Salvini e della Lega. Ma anche a sinistra si alternano momenti di unità d’azione, come nel caso del salario minimo, a situazioni che rivelano un certo gelo e tensione nei rapporti tra il PD e il M5S di Conte.
Si narra che tra il PD e il M5S è calato il gelo allorquando il leader del M5S, Conte, ha deciso di accelerare in solitaria il deposito della mozione di sfiducia al ministro Santanchè, senza consultare la segretaria del PD, la Schlein, e il leader della Sinistra Italiana, l’On.le Fratoianni.
Ma l’altro problema spinoso che rischia di profilarsi tra Conte e la Schlein è sul problema del MES – Meccanismo Europeo di Stabilità, con il rischio di assumere posizioni diametralmente opposte tra loro.
Infine, l’altro fronte di polemica tra la maggioranza e le opposizioni è la costituzione della Commissione d’inchiesta sul Covid, con la quale si punta a fare chiarezza sulle molte e oscure vicende verificatesi nel periodo della pandemia. La reazione di Conte del M5S è stata molto dura, il quale dichiara: “la commissione è una farsa, uno schiaffo agli italiani”, con la decisione di uscire dall’aula al momento del voto finale. Ancora più dura la reazione espressa dell’ex ministro della Salute, l’on.le Roberto Speranza: “la bicamerale voluta dalla maggioranza è indegna per un grande Paese come l’Italia”. E rivolto al centrodestra ha detto: ” voi volete un tribunale politico”.
Tutte queste situazioni, fanno venire alla mente, invece, il comportamento composto e istituzionale di Giulio Andreotti, quando di fronte alla richiesta di autorizzazione a procedere richiesta dalla procura di Palermo, in religioso silenzio, votava a favore della richiesta a suo carico, nonostante che fosse già senatore a vita, nell’attesa del processo, che il presidente Pellegrino nella relazione scritta notava “la complessità delle indagini, la gravità del reato contestato e la rilevanza nazionale e internazionale della persona del senatore Giulio Andreotti sono elementi che non possono non sollecitare il rapido vaglio giudiziario”. Andreotti, dovette attendere oltre dieci anni prima di essere assolto dalla grave contestazione. Chissà se Conte e Speranza, sapranno, con la stessa paziente attesa andreottiana, attendere serenamente le conclusioni dei lavori della commissione bilaterale d’inchiesta sul Covid.
 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui