Lo zampino inglese per mummificare Giorgia Meloni
La formaldeide (CH₂O) è un gas incolore dall’odore pungente. È un composto organico volatile (COV) ampiamente usato nell’industria per produrre resine, colle per pannelli in legno (es. truciolato) e vernici. È classificata dall’OMS e dallo IARC come cancerogeno certo per l’uomo.
La formaldeide è il composto chimico standard utilizzato per preservare e conservare nel tempo i reperti organici in vitro. Nei Musei di anatomia permette di mantenere intatti organi interi all’interno di contenitori sigillati per decenni.
La giornaldeide vorrebbe avere lo stesso effetto con Giorgia Meloni, prima cancerogeno e poi di conservazione in museo anatomico, mentre arriva il Campo Largo, che “se lo conosci lo eviti”, a salvare l’Italia dai fassssssisti.
Quando si parla di giornaldeide si deve sempre pensare agli inglesi, i quali amano i camerieri e soprattutto da sempre si occupano di comunicazione: dum dum dum dum, parla Radio Londra.
Luciano Gribaldi, in un libro dal titolo: “La pista inglese – Chi uccise Mussolini e la Petacci” (Ares edizioni), sostiene che nel 1944-1945, durante la Repubblica Sociale, ci furono contatti segreti tra Churchill (tramite emissari che si incontrarono sul lago d’Iseo, nell’isoletta ora di proprietà dei Beretta) e Mussolini.
L’obiettivo di Churchill era far convincere, da parte di Mussolini, Hitler a cessare o ridurre la resistenza sul fronte occidentale (contro gli anglo-americani) per concentrare tutte le forze tedesche contro Stalin e l’Armata Rossa sul fronte orientale. Mussolini avrebbe agito come intermediario o “portavoce” in questa operazione.
Secondo Garibaldi, questi contatti fanno parte del carteggio segreto Churchill – Mussolini (lettere e documenti che Mussolini avrebbe custodito gelosamente).
La tesi di Garibaldi è che Churchill volesse eliminare Mussolini, da sempre agente inglese, e recuperare il carteggio proprio per nascondere questo doppio gioco, soprattutto dopo gli accordi di Yalta con Stalin. L’uccisione a Dongo sarebbe stata opera di un colonnello inglese legato ai servizi britannici (SOE) per questo motivo.
Garibaldi si basa sulle testimonianze di Pietro Carradori (attendente personale di Mussolini), di documenti citati da Ricciotti Lazzero (Il sacco d’Italia), di materiale legato a Karl Wolff e Peter Tompkins e di lettere e intercettazioni tra Mussolini e Claretta Petacci.
Non è improbabile che Stalin ne sia venuto a conoscenza e non a caso, l’Italia che doveva essere appannaggio inglese, con i Savoia a regnare, dopo essere diventata Repubblica, grazie agli americani, ha visto Togliatti attuare la Svolta di Salerno.
Americani dentro, inglesi fuori, Unione Sovietica d’accordo a tenere l’Italia nel blocco USA, ma non inglese. Il Partito comunista di Togliatti, in questo senso, è stato funzionale all’intesa Mosca Washington.
A decenni di distanza, la questione si ripropone. Centrodestra alleato con l’America, rossoverdi in linea servile con i fabiani e con Sua Maestà.
Il recente G7 tenutosi in Francia ha dimostrato che il dominus è l’America e che gli altri sono G sono vassalli, valvassori, valvassini, camerieri o leccapiedi.
Durante l’Impero Romano (dal 27 a.C. in poi, con Augusto), il territorio imperiale divise le province in due grandi categorie: province senatorie (più tranquille, come l’Africa o l’Asia), governate da proconsoli (proconsules), scelti dal Senato, di solito ex-consoli; province imperiali (di confine o militarmente importanti, come la Siria, la Germania, la Britannia), governate da legati Augusti pro praetore (legati dell’imperatore), chiamati semplicemente legati, i quali erano nominati direttamente dall’imperatore e avevano potere militare.
Nelle province minori o di recente conquista si usavano anche i procuratori (procuratores), funzionari di rango equestre (non senatorio). Esempio famoso: Ponzio Pilato, procuratore della Giudea.
L’Italia è una provincia senatoria e non a caso condivide tecnologie strategiche con il centro dell’impero.
Merz si è comportato come un cameriere, dopo che la Germania ha tentato, dopo la riunificazione, di tornare ad essere una provincia senatoria. Macron è andato oltre la prostrazione della servitù, incoronando Trump nella reggia che fu del Re Sole, nella speranza di far entrare in gioco i suoi mentori finanziari, allo stato dei fatti esclusi.
Degli inglesi si è persa notizia, essendo ormai l’Inghilterra di Starmer uno Stato orwelliano e il Regno di Sua Maestà il principale ostacolo alla pace in Ucraina, per il solito gioco degli inglesi, che vogliono essere loro a determinare la politica del Vecchio Continente pensandosi ancora impero.
Alla fine di due giornate del G7 i leader europei, tutti contenti di aver omaggiato l’imperatore, dopo che per mesi lo hanno definito psicopatico, sono tornati a casa. L’insuperabile piaggeria l’ha raggiunta Macron, che si era in più occasioni, con Starmer, presentato sulla scena come l’anti Trump e che lo ha blandito, steso a tappetino, con la cena di Versailles.
L’Unione Europea, illustre defunta, è stata sostituita dai vari E (3, 4, 5).
Questo il quadretto internazionale, che vede il Campo Largo, quello che se lo conosci lo eviti, senza riferimenti internazionali, mentre la giornaldeide tenta di accreditarlo come vincente.
La prima azione della giornaldeide è quella di tentare di mettere in formaldeide il centrodestra, e in particolare la Meloni, che deve essere conservata come reperto organico in vitro, fissata nel suo ruolo centrale, direi doroteo, mentre a destra monta il generale Vannacci con le sue truppe. Mai e poi mai, la Meloni, dovrà con lui allearsi.
L’idea è che Vannacci porti via voti al centro destra favorendo, così, la vittoria del Campo Largo.
Messa la Meloni in zona museale, la giornaldeide ha iniziato a fare quello che la propaganda conosce bene, ossia propinare all’opinione pubblica una previsione con l’idea che si autoavveri.
Il giochetto ce lo spiega bene Popper, il quale scrive che “la previsione può far precipitare questo avvenimento, ma è facile vedere che può anche influenzarlo in altri modi. Può, in casi estremi, anche causare il verificarsi di ciò che prevede: quel certo avvenimento, cioè, avrebbe anche potuto non verificarsi se non fosse stato previsto. In un altro caso estremo la previsione di un avvenimento incombente può condurre alla sua prevenzione”. [i]
La giornaldeide ci spiega ora, ogni giorno, che il Campo Largo avrà più voti del centrodestra, che vincerà le elezioni, che la Schlein sarà la nuova premier, Conte sarà il presidente del Senato, e via discorrendo. Cosa fatta, insomma. Vannacci debilita il centro destra. La Meloni perde e viene messa in formalina. Il Campo Largo vince e l’Italia finalmente risorge democratica e antifasssssista, filo inglese e in linea con l’Eliseo.
Il problema però è che il Campo Largo lo abbiamo conosciuto all’opera, con i disastri dei banchi a rotelle, delle mascherine farlocche, del bonus 110 che ha disastrato il bilancio dello Stato, con la deriva Lgbtq+, con le teorie okkupazioniste della Salis, con Soumahoro portato in Parlamento.

Mercoledi il vertice del partito rosso verde arcobaleno, Pd-M5s-Avs ha fissato le prime riunioni sul programma del cosiddetto Campo Largo. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno postato una foto dei quattro pilastri del futuro d’Italia al ristorante Costanza hostaria, pieno centro di Roma.
In buona sostanza, la rappresentanza della borghesia radical chic asserragliata negli zoo cittadini ZTL, si allea con il populismo fintamente alla Masaniello e di fatto perfetto “laurismo” del M5S e con il lumpenproletariat del duo Fratoianni e Bonelli. Che meraviglia.
I quattro pilastri che intendono governarci hanno parlato tra di loro convenendo che è ora di cominciare a lavorare per il programma.
Aiuto.
A un certo punto si confronteranno con Matteo Renzi, i socialisti e PiùEuropa.
Loro sono il cuore del Campo Largo, ossia sono il Campo Stretto del Campo Largo.
A sera, l’escluso dall’osteria Matteo Renzi ha postato: «Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perché non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare. Non abbiamo le stesse idee dei protagonisti di questa foto su molti temi: dal garantismo alla crescita economica, dall’energia all’Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai. Però davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica».
Capito? I rossoverdi arcobaleno sono la sinistra-sinistra. Parola di Matteo.
Sarà interessante capire come si muovono i preti. Si, i preti, perché le parrocchie sono diventate le nuove sedi del Pd, ma non è detto che la Cei possa andare avanti ancora molto con la linea bergogliana che sente molto di direttive alla Soros e molto poco della nuova aria che tira in Vaticano.
La previsione della giornaldeide è che i rossoverdi vinceranno, ma stando alla teoria di Popper, a volte la previsione produce il contrario, ossia se il previsto lo conosci, lo eviti. E lor signori li conosciamo benissimo.
[i] Karl R.Popper, Miseria dello storicismo, Feltrinelli





