Home Politica estera LA FORZA MILITARE IN ASSENZA DI POLITICA E DELL’ONU

LA FORZA MILITARE IN ASSENZA DI POLITICA E DELL’ONU

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La forza militare torna a essere strumento politico diretto, sganciato da mediazioni e cornici multilaterali.

Dunque, sbagliava Carl von Clausewitz con il suo motto: “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”. La guerra oggi ha sostituito del tutto la politica. Anzi, la precede. Vi è la situazione fintamente risolta in Palestina; vi è il dramma Ucraino,; vi sono i movimenti in Iran che non sono solo manifestazioni “interne” (in ogni caso una miccia accesa e dagli esiti incerti) ma un confronto a distanza. La Cina si prepara all’invasione di Taiwan, mentre tra Pakistan ed Afghanistan gli scontri armati sono eventi di tutti i giorni, tra India e Pakistan la “tregua” è solo apparente e tra Cambogia e Thailandia il micro conflitto in atto è mascherato ma c’è. Le tante battaglie giornaliere in Africa dicono che nessun continente – tranne forse l’Australia, ma solo forse – è esente dai rischi di conflitto, che è in atto o che si intravede all’orizzonte. Molta guerra guerreggiata si prepara: Trump anticipa tutti e attacca il Venezuela.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite si conferma ridotta a una platea senza potere. Il Consiglio di Sicurezza resta paralizzato dai veti. Il diritto internazionale è ormai una patetica raccolta di norme senza applicazione o, peggio, applicate forzandone la destinazione per interessi di parte. Forse bisognerebbe ripartire proprio da questo.
Guardiamo, senza vederlo nel suo complesso, i diversi tasselli di uno stesso mosaico: un ordine mondiale che ha smesso di credere alle proprie regole. Leggo: «Quando la forza diventa prassi e l’ipocrisia linguaggio diplomatico, il rischio non è una nuova guerra, ma una guerra permanente, diffusa, senza dichiarazioni formali e senza vie d’uscita.». Cosa dire di più.
Il mondo non sta entrando in un conflitto globale: ci è già dentro, solo che finge ancora di non accorgersene. E risuonano non più solo profetiche le parole di Papa Francesco: “una terza guerra mondiale a pezzi è in corso”. Ma l’affermazione è di oltre 13 anni fa. E questo certifica l’inettitudine di un quadro dirigente che non ha il pudore di ritirarsi in buon ordine, riconoscendo i suoi errori colossali.
Siamo ai confini di quel senza ritorno che, francamente, mi spaventa.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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