Quando la realtà supera Orwell
Una minaccia crescente per le democrazie europee è rappresentata, secondo la Commissione europea, dalla “disinformazione”.
Ora, chi stabilisca se una notizia è vera (la terra è sferica), o falsa (il sole gira intorno alla terra), è il singolo essere umano, secondo la propria cultura e la propria coscienza.
Che una Commissione, tra l’altro non eletta da nessuno, si metta in testa di emanare un “Codice di condotta sulla disinformazione”, mi fa automaticamente pensare a quel “Ministero della Verità” di cui parla Orwell e che, in Europa, è stato istituito solo in Ucraina.
L’UE di Ursula lo ha già fatto nel 2018. E lo ha rafforzato nel 2022, prevedendo l’istituzione di un “centro per la trasparenza” e di una task force permanente per l’evoluzione e l’adeguamento del codice.
Questi mediocri gestori di un patrimonio lasciato loro in eredità da antenati di ben diverso spessore, sentono il terreno franare sotto i loro piedi, avvertono la rabbia, la paura e la sfiducia crescenti dei cittadini europei.
Credono, allora, di poter ricorrere ai vecchi metodi del Santo Uffizio, che doveva autorizzarne la pubblicazione con il suo “imprimatur” perché un libro potesse essere stampato.
O, forse, pensano di salvarsi come fanno quei bambini che chiudono gli occhi, pensando, così, di non essere visti.





