Home Opinioni KANT E ALTRI NO-VAX

KANT E ALTRI NO-VAX

0

di Paolo Zanotto

Premessa: gli “Umpa Lumpa della scienza”

La recente “pandemia” ha risvegliato una questione irrisolta e mai metabolizzata, ancorché sopita da tempo: quella relativa alla tutela coattiva della salute pubblica rispetto al diritto acquisito all’inviolabilità del proprio corpo. La scienza moderna, con il suo rigore metodologico e il suo impegno per la verità empirica, riflette l’influenza illuministica nel proprio approccio alla ricerca della conoscenza. Così, sia nella struttura sociale che nelle metodologie scientifiche, l’eredità di un Jean-Jacques Rousseau o di un Immanuel Kant continua a guidare e plasmare il mondo contemporaneo a secoli di distanza. “Se solo fossero ancora in circolazione sapienti di simile levatura – si lamentano i loro epigoni, illudendosi d’incarnarne i legittimi eredi – non verrebbe concesso alcun credito a teorie bizzarre e screditate come quelle anti-vacciniste, a cui solo dei poveri ignoranti possono aderire”. Ma in realtà – sosterrebbe a buon diritto il Dr. Sheldon Cooper – siamo ormai sprofondati nell’epoca degli “Umpa Lumpa della scienza”, «dove i nobili lavoratori semi-dotati mettono in pratica la visione di chi pensa e sogna»[1].

Un no-vax di nome Immanuel Kant

Chissà come si sentirebbero i nostri impavidi adepti dello scientismo qualora dovessero mai scoprire che, esattamente al contrario di ciò che essi credono, le radici dell’odierno movimento no-vax affondano proprio nell’humus illuminista. Ai suoi esordi, in effetti, la vaccinazione veniva praticata in maniera alquanto differente rispetto a oggi. La “variolizzazione” costituiva «un metodo di protezione dal vaiolo, adoperato prima della vaccinazione jenneriana, consistente nell’inoculare, nel soggetto da immunizzare, del materiale prelevato da lesioni vaiolose o dalle croste di pazienti non gravi»[2]. Lady Mary Wortley Montagu è talvolta citata dagli storici sia della medicina che della letteratura come colei che avrebbe introdotto in Inghilterra l’inoculazione del vaiolo[3]. Moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli, nel non tanto nobile intento di proteggere se stessa, nel 1718 fece trattare il suo giovane figlio, nonostante tale pratica sperimentale venisse riconosciuta come molto rischiosa, portando a numerosi decessi e alla diffusione incontrollata dello stesso virus. Quando la famiglia fece ritorno in Inghilterra, sua sorella venne inoculata dal chirurgo scozzese Charles Maitland nel 1721. Solo dopo che Lady Mary ebbe convinto la Principessa del Galles a far inoculare anche i suoi figli, esperimenti per verificare la sicurezza del metodo furono condotti su sette prigionieri nella prigione di Newgate[4].

Kant si pronunciò nettamente sulle implicazioni etiche dell’inoculazione del vaiolo, giungendo a definire un vero e proprio suicidio la variolizzazione. In quattro frammenti il filosofo analizzava la legittimità morale di mettere in pericolo altre persone nell’esercizio della pratica medica e soprattutto di mettere in pericolo persone incapaci di esprimere il proprio consenso[5]. Chi si inoculava si esponeva deliberatamente al pericolo di perdere la vita con la tenue speranza di sviluppare la malattia in forma lieve per poi esserne protetto in futuro. Secondo Kant non si trattava unicamente di una stoltezza mentale, ma anche di un male morale, giacché un individuo viene usato (anche contro la propria volontà, nel caso dei bambini) come un mezzo per prevenire la diffusione di un virus e non come un fine in se stesso. Il filosofo di Königsberg sosteneva anche che la pratica della variolizzazione fosse folle ed innaturale in quanto i virus come il vaiolo sono predatori naturali dell’uomo che svolgono la funzione di mantenere in equilibrio la natura, e vedeva la variolizzazione come un tentativo scaturito dalla superbia dell’uomo di sovvertire l’ordine naturale stabilito dal Creatore. Ciò che era in gioco qui, secondo Kant, non riguardava soltanto la libertà di pensiero e l’autonomia morale (libertà dalla coercizione della coscienza), ma soprattutto il diritto innato dell’uomo a essere libero da ogni impropria ingerenza paternalistica dello Stato (libertà politica)[6].

L’idiota considera falso tutto ciò che non è in grado di comprendere

Probabilmente, a questo punto, qualche progressista nostrano, emulo del buon Ivan Nikolaevič, sbotterà come lui in modo (non) del tutto inaspettato: «Bisognerebbe prendere questo Kant e spedirlo per un paio di annetti a Solovki»[7]. Conosciamo, del resto, i loro metodi democratici… e sappiamo bene che quando un idolo cade in disgrazia nei regimi in cui splende più forte il “sol dell’avvenire” deve essere cancellata ogni traccia residua delle sue gesta perfino dal passato: la verità storica cede il passo, in omaggio alla verità ideologica. Non è un semplice caso, d’altronde, che siano proprio i seguaci della medesima dottrina i fautori dell’infausta Cancel Culture. Cosicché, di conseguenza, anche il “vecchio irrequieto Immanuel” rischierebbe di sentirsi ammonire dal professor Woland di turno: «Lei, professore, mi scusi tanto, ha escogitato qualcosa d’incoerente. Magari sarà una cosa acuta, ma non si capisce proprio nulla. La prenderanno in giro»[8]. E, in effetti, è andata proprio così: i Kant al giorno d’oggi sono totalmente incompresi e vengono derisi e vessati (o, come si ama dire attualmente, “bullizzati”) da una massa inferocita di autentici analfabeti funzionali che, abbindolata dai vari pifferai magici della “scienzah” e aizzata dagli innumerevoli squadristi del sistema, li reputa dei novelli Untermenschen, in quanto – come ammoniva l’Aquinate – l’idiota considera falso tutto ciò che non è in grado di comprendere: «Perché l’insensato non prende in considerazione nessun’altra verità oltre quella che può capire. Perché, anche se la prende in considerazione, tuttavia giammai l’accetta. Perché trascurando di coltivare la verità considerata e accettata abbandona presto la sua via»[9].

Kant del resto non era certamente l’unico esponente dell’Illuminismo a considerare la variolizzazione una vera e propria aberrazione della natura, anche Rousseau ad esempio si espresse in maniera non dissimile con valutazioni profondamente contrarie a tale pratica barbara. Le moderne iniziative di sanità pubblica nei paesi industrializzati, d’altra parte, ruotano attorno proprio all’immunizzazione contro le malattie contagiose. I filosofi e i medici illuministi, nondimeno, si opponevano strenuamente alla variolizzazione principalmente sulla base di motivazioni scientifiche, argomentando che si trattava di una prassi importata dall’impero ottomano dove veniva praticata a livello popolare e, pertanto, era tacciata di essere antiscientifica, barbara e, soprattutto, priva di evidenze. Il tentativo di generare l’immunità contro una malattia tramite l’esposizione del soggetto alla malattia stessa, in effetti, emerse per la prima volta nel panorama sociale e medico dell’Europa occidentale nel XVIII secolo sotto forma di inoculazione, che si basava sulla pratica dell’“innesto” importata dal Medio Oriente. Nel XIX secolo tale abitudine si era poi evoluta nella procedura di vaccinazione, diretta in primo luogo contro il temibile vaiolo. Le narrazioni popolari e accademiche, quindi, spesso classificano l’inoculazione come una procedura mediorientale che è stata successivamente trasformata nella procedura scientifica di vaccinazione inglese e francese[10].

Anche all’epoca dei Lumi, nondimeno, erano presenti nel dibattito due visioni contrapposte. Il propagandista e divulgatore Voltaire nelle proprie Lettere filosofiche, pubblicate nel 1734, venerava il liberalismo delle istituzioni inglesi criticando al contempo l’assolutismo adottato nella Francia dell’ancien Régime. Egli era convinto che la libertà personale di cui godevano gli Inglesi fosse responsabile del successo della loro nazione, indicando come prova proprio la vaccinazione contro il vaiolo e i progressi della scienza. La sua individuazione dell’inoculazione del vaiolo e del presunto progresso scientifico quali esempi di empirismo, ovvero di una conoscenza ottenuta attraverso l’esperienza sensoriale, è indubbiamente assai rivelatrice[11]. Fun fact, come direbbe ancora una volta Sheldon Cooper: Curiosamente, Voltaire era ferocemente avverso a tutto quanto provenisse dalla civiltà “maomettana” (si pensi anche solo a Le fanatisme, ou Mahomet le prophète), ma probabilmente ignorava la provenienza ottomana della variolizzazione; inoltre, è stupefacente constatare come anche all’epoca vi fosse chi – come lui – confondeva (non è dato sapere se volutamente o involontariamente) la prevaricazione della volontà altrui e la violazione del corpo di un’altra persona con un esempio di politiche liberali, quando l’elemento liberale in quella faccenda era rappresentato con ogni evidenza da coloro che lottavano disperatamente in difesa delle proprie libertà e per il rispetto delle proprie idee[12].

La vaccinazione è inutile e pericolosa: parola di Alfred R. Wallace

Durante l’Ottocento venne istituito l’obbligo vaccinale in diversi paesi europei. Il British Vaccination Act del 1840 in effetti rappresentò la prima incursione dello Stato, in nome della salute pubblica, nella sfera delle tradizionali libertà civili. Le successive leggi sulla vaccinazione implementate nel 1853 e nel 1867 resero obbligatoria la vaccinazione contro il vaiolo per tutti i bambini sotto i 14 anni. L’Inghilterra, unica nazione che poteva vantare un’autentica tradizione liberale e individualista, fu all’avanguardia nell’opporsi fermamente a tale imposizione attraverso manifestazioni di protesta e la pubblicazione di libri e riviste scientifiche, al punto che si può sostenere come le attività degli odierni propagandisti contro le vaccinazioni discendano direttamente da quelle degli anti-vaccinisti della fine del XIX secolo[13]. Dopo quasi sessant’anni di proteste da parte di coloro che vedevano la vaccinazione forzata come una turpe violazione della libertà individuale ed una grave limitazione dell’opzione di scelta personale, le sanzioni cumulative vennero finalmente abolite nel 1898 per essere quindi sostituite da una clausola di coscienza, consentendo in tal modo ai genitori che non credevano nell’efficacia e nella sicurezza della vaccinazione di ottenere un certificato di esenzione[14].

Alfred Russel Wallace, eminente naturalista e precursore della teoria di “selezione naturale” (On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely From the Original Type), fu uno dei principali promotori delle campagne antivaccinazione nell’Inghilterra della fine del XIX secolo. Sempre diffidente nei confronti dell’autorità, agli inizi degli anni Ottanta dell’Ottocento, Wallace si unì al dibattito contro la vaccinazione obbligatoria per il vaiolo e mentre in origine vedeva la questione prettamente come un problema di libertà personale, in seguito, dopo aver studiato attentamente le statistiche fornite dagli attivisti anti-vaccinazione, cominciò a mettere in dubbio l’efficacia stessa della vaccinazione. Wallace scoprì alcuni casi in cui i sostenitori della vaccinazione avevano utilizzato statistiche discutibili, addirittura in talune occasioni completamente false, per sostenere le proprie tesi. Questo fatto acclarato lo convinse che i medici avessero un interesse occulto nello spingere così tanto la vaccinazione. Wallace giunse dunque alla conclusione che la riduzione dell’incidenza del vaiolo ascritta d’ufficio alla vaccinazione in realtà andasse più correttamente attribuita ad una migliore igiene e al potenziamento dei servizi igienico-sanitari pubblici. In un’opera antesignana intitolata La vaccinazione: dimostratasi inutile e pericolosa, uscita per la prima volta nel 1885, il Wallace comparò il tasso di mortalità fra vaccinati e non vaccinati, dimostrando che non era in alcun modo possibile concludere a favore di un’efficacia della pratica vaccinale[15]. Dalle sue ricerche, inoltre, emerse che i medici attribuivano al vaiolo soltanto le morti dei non-variolizzati (una subdola tattica in uso ancor oggi). Lo scienziato inglese combinò riformismo sociale ed argomentazioni statistiche per minare alle fondamenta le affermazioni dei vaccinisti, esercitando un impatto considerevole sul dibattito dell’epoca. Il retroterra culturale di Wallace, il suo ruolo attivo nella campagna e una sintesi delle sue argomentazioni, dunque, inducono alla conclusione logica che risulta totalmente ingiustificato ritrarre gli attivisti vittoriani contrari alle vaccinazioni come individui irrazionali e antiscientifici[16].

Riflessioni conclusive

Quanto detto sopra non necessita ulteriori considerazioni: i fatti si commentano da sé. Non è nostra intenzione addentrarci nella questione vaccinale per se. Per chi voglia approfondire criticamente l’aspetto medico-scientifico della vaccinoprofilassi e della vaccinoterapia sono a disposizione ormai numerosi studi[17]. Alcune riflessioni, semmai, possono esser fatte circa l’imposizione di un obbligo vaccinale, che potrebbe riproporsi in futuro. Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, nella sua celebre opera Lo spirito delle leggi, sosteneva che «la libertà è il diritto di fare tutto ciò che le leggi permettono»[18]. Sulla stessa linea di pensiero, Immanuel Kant, nella Metafisica dei costumi, precisava tuttavia che la libertà giuridica è «la facoltà di non obbedire ad altra legge che non sia quella a cui i cittadini hanno dato il loro consenso»[19]. Proprio qui sta il punto: rilasciare o meno il proprio consenso. L’ipocrita pretesto in base al quale si pretenderebbe di scavalcarlo anteponendo la tutela della salute pubblica e l’interesse collettivo certamente non si dimostra sufficiente. Perfino il regime nazista, per giustificare le proprie misure repressive come l’incarcerazione degli oppositori politici o la persecuzione degli Ebrei, si serviva di uno slogan ad effetto grazie a cui furono perpetrati i peggiori delitti: «per la vostra sicurezza» (für ihre Sicherheit). Alle persone che venivano arrestate e confinate in prigione o nei campi di concentramento a tempo indeterminato e in assenza di accuse circostanziate veniva detto che erano trattenute per la loro sicurezza, una sorta di espressione eufemistica sotto la quale s’intendeva deliberatamente occultare l’abolizione di fatto dell’habeas corpus.

La Storia insegna che i più grandi orrori sono stati commessi a causa della sottomissione al potere costituito. Lo documentò, a proposito del Nazismo, Hannah Arendt con le sue riflessioni sulla “banalità del male”[20]. Al punto che Stanley Milgram è giunto ad affermare che «[l]’obbedienza acritica a unautorità è evidente nella maggior parte dei disastri della storia umana»[21]. Il sacrosanto “diritto di resistenza” (ius resistentiae), già formulato da Plutarco e da Tommaso d’Aquino, ha trovato in epoca moderna una valida declinazione nel noto concetto di “disobbedienza civile”, una forma di protesta e resistenza non-violenta teorizzata alla metà del Cinquecento da Étienne de La Boétie e quindi ripresa e sviluppata da Henry David Thoreau nel suo Resistance to Civil Government del 1847[22]. Essa venne attuata nella pratica da Mohandas Karamchand Gandhi e Martin Luther King. Chiudiamo sottoscrivendo le parole dello stesso Gandhi, che il 5 gennaio 1922, sul settimanale “Young India”, scriveva: «Mi auguro di persuadere tutti che la disobbedienza civile è un atto inalienabile di ogni cittadino. Rinunciare a esso significa cessare di essere uomini. […] reprimere la disobbedienza civile è come tentare di imprigionare la coscienza. La disobbedienza civile può produrre soltanto forza e purezza. Il seguace della suddetta non ricorre mai alle armi, e dunque non può nuocere in alcun modo a uno Stato disposto ad ascoltare la voce dell’opinione pubblica»[23].

 

[1] «[…] where the noble, semi-skilled laborers execute the vision of those who think and dream. Hello, Oompa Loompas of science!»: The Big Bang Theory, Stagione 1 (2007-2008), Episodio 12 “La città replicata” (The Jerusalem Duality), minuti 8:25-8:33.

[2] Variolizzazione, in “Wikipedia. L’enciclopedia libera” (https://it.wikipedia.org/wiki/Variolizzazione).

[3] «Lady Mary Wortley Montagu is sometimes mentioned by both medical and literary historians as the introducer to England of smallpox inoculation. Usually, the story is garbled by confusion with Edward Jenner’s later invention, vaccination. Some historians have rejected her claim, arguing that the credit belongs to the medical establishment of the day»: Isobel Grundy, Montagu’s variolation, in “Endeavour”, Volume 24, Issue 1 (1 March 2000), pp. 4-7.

[4] «The wife of the English ambassador in Constantinople, she had her young son treated in 1718. When the family returned to England, his sister was inoculated by the surgeon Maitland in 1721. Not least after Lady Mary had convinced the Princess of Wales to have her children inoculated as well, and experiments to check the safety of the method had been carried out on seven prisoners from Newgate Prison»: Anne Eriksen, Cure or Protection? The meaning of smallpox inoculation, ca 1750-1775, in “Medical History”, Volume 57, Issue 4 (October 2013), pp. 516-536.

[5] Cfr. Lambros Kordelas – Caspar Grond-Ginsbach, Kant über die “moralische Waghalsigkeit” der Pockenimpfung. Einige Fragmente der Auseinandersetzung Kants mit den ethischen Implikationen der Pockenimpfung, in “NTM Zeitschrift für Geschichte der Wissenschaften, Technik und Medizin”, Volume 8, Issue 1 (March 2000), pp. 22-33.

[6] Cfr. Vaccination, Autonomy, and ‘Moral Recklessness’: Kant on Freedom, in “Kritik’s Newsletter”, February 14, 2022 (https://kritik.substack.com/p/vaccination-autonomy-and-moral-recklessness).

[7] Михаил Афанасьевич Булгаков, Мастер и Маргарита: Роман, Франкфурт-на-Майне, Посев, 1969 [edizione originale censurata in “Москва”, N. 11, 1966 e N. 1, 1967; nonché Париж, YMCA-Press, 1967], trad. it. Michail Afanas’evič Bulgàkov, Il Maestro e Margherita, Versione integrale riveduta e corretta a cura di Franco Romanini, Vedano Olona (VA), Crescere Edizioni, 2022 [1ª edizione: Il maestro e Margherita: Cristo, Pilato, Giuda, Satana, Mosca anni Trenta, traduzione di Marija Olsùf’eva, Bari, De Donato editore, 1967 (versione censurata) e 1968 (versione integrale)], p. 14.

[8] Ibidem.

[9] «[…] quod insensatus fit aliquis multis modis. Vel quia non proponitur sibi aliqua veritas quam cognoscere possit; vel quia etsi proponatur sibi, tamen numquam eam acceptat; vel quia veritatem propositam et acceptam deserit, a via veritatis recedens»: Sancti Thomae de Aquino Super Epistolam B. Pauli ad Galatas lectura, Caput 3, Lectio 1.

[10] «Modern public-health initiatives in industrialized countries revolve around immunization against contagious diseases. The practice of engendering immunity against disease through disease first emerged in Western European social and medical landscapes in the eighteenth century as inoculation, based on the imported Middle Eastern practice of ‘engrafting’. By the nineteenth century, this practice had evolved into the procedure of vaccination, in the first instance directed against smallpox. Popular and academic narratives thus often categorize inoculation as a procedure from the Middle East which was transformed into the truly scientific procedure of vaccination by English and French knowledge. This characterization has obscured the complex traditions of intellectual exchange between English and French networks and Middle Eastern societies in the eighteenth and nineteenth centuries»: Victoria N. Meyer, Innovations from the Levant: smallpox inoculation and perceptions of scientific medicine, in “The British Journal for the History of Science”, Volume 55, Issue 4 (December 2022), pp. 423-444.

[11] Cfr. Curtis E. Margo – Lynn E. Harman, Voltaire and the politicization of medicine and science, in “Journal of Medical Biography”, Volume 31, Issue 1 (February 2023), pp. 28-32.

[12] Si affronta in dettaglio la questione nel monumentale studio di Suzanne Humphries MD – Roman Bystrianyk, Dissolving Illusions: Disease, Vaccines, and The Forgotten History, 10th Anniversary Edition, an additional 200+ pages, over 350 new references, and even more charts, West Haven (CT), Terrapin Stationers, 2024 [1ª edizione: 2013], trad. it. Malattie, vaccini e la storia dimenticata. Epidemie, contagi, infezioni. Cos’è cambiato davvero in Occidente negli ultimi due secoli, Torino, Edizioni Il leone verde, 2018, Cap. IV, pp. 74-105.

[13] Cfr. Nadja Durbach, Bodily Matters: The Anti-Vaccination Movement in England, 1853-1907, Durham (NC), Duke University Press, 2004.

[14] Cfr. Robert M. Wolfe – Lisa K. Sharp, Anti-vaccinationists past and present, in “British Medical Journal”, Volume 325 (7361), 2002 August 24, pp. 430-432.

[15] Cfr. Vaccination: Proved Useless & Dangerous from Forty-five years of Registration Statistics. | By Alfred R. Wallace LL.D. | Second Edition. With Corrections, Notes, and an Appendix. By Alexander Wheeler. | London: E. W. Allen, 4 Ave Maria Lane. | 1889. [1ª edizione: To members of Parliament and others. Forty-five years of Registration Statistics, Proving Vaccination to be both useless and dangerous. | In Two Parts. | By Alfred R. Wallace LL.D. | London: E. W. Allen, 4 Ave Maria Lane. | 1885].

[16] Cfr. Thomas P. Weber, Alfred Russel Wallace and the Antivaccination Movement in Victorian England, in “Emerging Infectious Diseases”, Volume 16, Number 4 (April 2010), pp. 664-668.

[17] Cfr. ad esempio Tetyana Obukhanych PhD, Vaccine Illusion: How Vaccination Compromises Our Natural Immunity and What We Can Do to Regain Our Health, Copyright © 2012, trad. it. I vaccini sono un’illusione. La vaccinazione compromette il sistema immunitario naturale: cosa possiamo fare per riconquistare la salute, Cesena (FC), Macro Edizioni, 2017; Aa. Vv., Vaccines and Autoimmunity, Edited by Yehuda Shoenfeld, Nancy Agmon-Levin and Lucija Tomljenovic, Wiley Blackwell, 2015, trad. it. Vaccini e autoimmunità. La più importante (e sconosciuta) ricerca scientifica sui vaccini, Macro Edizioni, 2021; nonché Aa. Vv., Turtles All the Way Down: Vaccine Science and Myth, Foreword by Mary Holland J.D., Edited by Zoey O’Toole and Mary Holland, The Turtles Team, 2022, trad. it. Tartarughe fino in fondo. Scienza e miti della vaccinazione, Prefazione di Mary Holland J.D., a cura di Zoey O’Toole e Mary Holland, The Turtles Team, 2023.

[18] De l’Esprit des loix ou du rapport que les Loix doivent avoir avec la Constitution de chaque Gouvernement, les Moeurs, le Climat, la Religion, le Commerce, &c. à quoi l’Auteur a ajouté Des recherches nouvelles sur les Loix Romaines touchant les Successions, sur les Loix Françoises, & sur les Loix Féodales. A Geneve, Chez Barrillot & Fils. [1748]; trad. it. Lo spirito delle leggi (2 voll.), Prefazione di Giovanni Macchia, introduzione, cronologia, bibliografia e commento di Robert Derathé, Rizzoli Libri, Milano, 1989 [1ª edizione: 1968], Vol. I, Libro XI, Cap. 3, p. 308.

[19] «I membri di una tale società (societas civilis), vale a dire di uno Stato, riuniti per la legislazione, si chiamano cittadini dello stato (cives), e i loro attributi giuridici inseparabili dalla loro natura di cittadini (come tali) sono: la libertà legale, cioè la facoltà di non obbedire ad altra legge, che non sia quella a cui essi han dato il loro consenso»: Die Metaphysik der Sitten. | Abgefaßt von Immanuel Kant. | Erster Theil. Metaphysische Anfangsgrnnde der Rechtslehre. | Königsberg, bey Friedrich Nicolovius, 1797, trad. it. La Metafisica dei costumi. Parte Prima: La Dottrina del diritto, prima traduzione italiana con prefazione e note di Giovanni Vidari, Torino, Stamperia Reale G. B. Paravia & C., [1916], Parte Seconda, “Del Diritto Pubblico: Sezione Prima. Il diritto dello Stato”, § 46, p. 149.

[20] Cfr. Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, New York, Viking Press, 1963, trad. it. La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1964.

[21] «The uncritical obedience to a higher authority is evident in most disasters in human history»: Stanley Milgram, Obedience to Authority: An Experimental View, New York, HarperCollins, 1974, trad. it. Obbedienza all’autorità. Il celebre esperimento di Yale sul conflitto tra disciplina e coscienza, Milano, Bompiani, 1975.

[22] Cfr. Henry David Thoreau, Resistance to Civil Government; a Lecture delivered in 1847, in Æsthetic Papers, Edited by Elizabeth P. Peabody, Boston – New York, G. P. Putnam, 1849, Art. X, pp. 189-211.

[23] «I wish I could persuade everybody that civil disobedience is the inherent right of a citizen. He dare not give it up without ceasing to be a man. […] to put down civil disobedience is to attempt to imprison conscience. Civil disobedience can only lead to strength and purity. A civil resister never uses arms and hence he is harmless to a State that is at all willing to listen to the voice of public opinion»: M. K. Gandhi, The Immediate Issue, in “Young India”, January 5, 1922, p. 5.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui