
La notizia è che Joe Biden ha autorizzato Kiev all’utilizzo di missili a lunga gittata per colpire a fondo la Russia nel suo territorio. Un colpo di coda velenoso nei confronti di un’amministrazione entrante alla quale Biden consegna una gatta in più da pelare? Probabilmente qualcosa di più, ossia l’allineamento dell’amministrazione Usa uscente alle logiche della Gran Bretagna.
Roberto Mazzoni, giornalista italiano che scrive dalla Florida, ci ricorda che, in un’intervista, Alex Krainer, analista geopolitico ed economico, il quale osserva le dinamiche europee e in particolare quelle dell’ex impero britannico, ha sostenuto che sembrava che il Pentagono avesse di fatto impedito a Joe Biden di autorizzare gli ucraini a usare razzi a lunga gittata per colpire obiettivi in territorio russo.
Kreiner ha anche detto che il primo ministro britannico laburista e fabiano, Keir Starmer, era andato a Washington per incontrarsi con Biden e perorare l’idea di sbloccare il divieto all’uso dei missili a lunga gittata, aveva ricevuto un secco diniego.
Ora Biden si è allineato al volere degli inglesi, secondo la linea politica dei Neocon e dei Dem, e alimenta un’escalation pericolosa.
Mazzoni ci propone un’intervista a Lawrence Wilkerson, assistente di Colin Powel, allora segretario di Stato, il quale è il testimone della grande menzogna che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa, dalla quale fu giustificata l’invasione dell’Iraq da parte delle forze americane. Nell’intervista a Lawrence Wilkerson si parla di un incidente creato su misura per far sì che poi sia stato possibile prendere delle misure correttive
Un’altra menzogna, che Mazzoni ci ricorda, è il Russiagate, con indagini, campagne stampa contro Trump, con indiscrezioni e personaggi che dichiaravano di aver visto documenti relativi al fatto che Trump fosse un agente della Russia.
Dalle interviste che Mazzoni ci propone in un lungo video (https://mazzoninews.com/2024/11/11/impero-al-guinzaglio-mn-298/) emerge che i neoconservatori, sia in Gran Bretagna, sia negli Stati Uniti, non si fermeranno fino a quando non avranno fatto scoppiare un confronto nucleare, anche se pare che alcuni elementi chiave nel Pentagono abbiano deciso di porre fine a questa assurdità.
Secondo le testimonianze del video, la parte più guerrafondaia sembrerebbe isolata e sembrerebbe che nel Pentagono ci siano persone che hanno i nervi saldi e che sembrano determinate a non portarci ad un confronto mondiale nucleare e che con la nuova presidenza Trump si possa realizzare la fine di una deriva.
Nel video, tuttavia, Mike Flynn, il generale che avrebbe dovuto essere l’assistente in termini di sicurezza nazionale di Trump che poi fu bloccato dall’FBI, dice, da quanto riporta Mazzoni, che ci sarà un alto attentato contro Trump.
Tutto è possibile, anche in considerazione delle nomine fatte dal presidente eletto, con le quali è del tutto evidente che sarà smontato, fino alle radici, il sistema che è stato messo in atto in questi trent’anni che ci separano dalla fine dell’Unione Sovietica.
I giorni che ci separano dal giuramento di Trump, ossia dal 20 gennaio, saranno sicuramente pieni di sorprese, di manovre, anche di possibili scenari impensabili.





