di Savino di Scanno
William Shakespeare nell’atto I scena V del suo famoso “The Tragicall Historie of Hamlet Prince of Danmark” fa incontrare sulle torri che circondano Elsinore,, capitale della Danimarca, lo “Spettro” del vecchio Re con il figlio Amleto. Nel drammatico colloquio il fantasma del Re comunica al figlio di essere stato ucciso dallo zio Claudio al fine di impossessarsi del trono e per poter sposare la regina Gertrude.
Lo “Spettro” prima di dissolversi chiede ad Amleto di essere vendicato. Una frase resta fortissima nel tempo”…Addio, Addio Amleto ricordati di me…”.
L’ incipit della tragedia tra le più famose della letteratura mondiale introduce un tema, da sempre ricorrente nella nostra Storia. Il tema è la memoria di drammi mai rimossi.
È di questi giorni una ennesima rilettura del rapimento di Aldo Moro da parte di Report, trasmissione televisiva meritoria di avere fonti qualificate per i suoi servizi giornalistici, per non scrivere dei ricordi sempre perenni di Enrico Mattei del cui incidente aereo non ci credono neanche le pie suore di clausura, che per tatto non fanno entrare in convento neanche i gatti di sesso maschile.
A breve si ricorderanno Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È un continuo di ricorrenze condite da processi, sentenze, che sembrano non aver mai fine.
È la Storia di Italia. Una storia la cui narrazione è stata per decenni ostaggio delle menzogne della stampa “radical chic”, degli interessi mafiosi, della corruzione, delle compromissioni di una pubblica amministrazione incapace di difendere i figli migliori di questo Paese.
È la storia di “quinte colonne ” al soldo di potenze straniere, come ebbe ad affermare Giulio Tremonti in una famosa intervista televisiva.
Ma si sa, come le tragedie insegnano, gli “Spettri” albergano le mura delle capitali, e chiedono giustizia.
Non abbiamo scelto noi di vivere questa epoca, ma ognuno di noi poi deve scegliere come viverla.
Siamo un Continente in guerra. Alle porte antichi nemici incombono. Dentro le mura alberga dissoluzione di ogni forma e risma.
Ci toccherà combattere e sarà difficile farlo fare ai giovani non educati al minimo sacrificio, a parte i soliti “figli di papà ” con Rolex e barche a vela bravi solo ad offendere I nostri poliziotti, che si vorrebbero vedere in azione con i tagliagole dei ceceni autori di massacri in Ucraina.
Toccherà ai “Padri” che lo faranno per i figli, per le madri dei figli, per le donne che hanno amato ma soprattutto e prima di tutto per l’Onore della Bandiera.
Si evitino richieste elettorali, si evitino sermoni inutili, si evitino sceneggiate da operetta. In questo Paese ci conosciamo tutti e ricordiamo tutto.




